Blogger: rubytuesday

Di cultura & società con tanto di colonna sonora. Come a dire: canta che ti passa. (dopo avermi letto canticchierete tutto il giorno)

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odi et amo
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"Senza l’imperialismo del concetto, la musica avrebbe preso il posto della filosofia: sarebbe stato il paradiso dell’evidenza inesprimibile, un’epidemia di estasi." E. M. Cioran
"L'inferno è pieno di amanti della musica." G. B. Shaw
"Là dove si arresta il potere delle parole, comincia la musica." R. Wagner
"Disprezzo dal più profondo del cuore chi può con piacere marciare in rango e formazione dietro una musica." A. Einstein
"Il suono di una risata mi è sembrato sempre la musica più civile dell'universo." P. Ustinov
"C'è un famoso detto classico, ormai divenuto proverbiale, secondo cui l'uomo "che non ha musica in sé" o è un asceta o una bestia." Gandhi
"L'uomo è un essere che fa rumore, cattiva musica e lascia abbaiare il cane. Solo qualche rara volta sta zitto, ma allora è morto." K. Tucholsky
"Quando sei stato usato come strumento, non aspettare che finisca la canzone." S. J. Lec
"Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, e, se possibile, dire qualche parola ragionevole." W. Goethe
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martedì, 12 dicembre 2006,ore 02:33

Ovunque Proteggi

Il piano sequenza è una tecnica cinematografica che riprende in continuo una scena senza interruzioni: è la tecnica che è stata usata più di frequente nei diversi filmati girati nei campi di sterminio, e non è falsificabile. Fra le riprese di questo tipo che più ricordo, ce n'era una che ti spalancava lo sguardo su una fossa comune, che in realtà era un abisso. In ogni senso.
Negli islamonazisti, nei nazisti novelli di ogni ordine, grado e religione (con simpatizzanti al seguito) che si curano di imbastire le articolate teorie ergonomiche e logistiche a negazione dello sterminio nazista di ebrei e non, sono ormai più che evidenti le gravissime devastazioni mentali e morali, accompagnate dall'immancabile delirio ossessivo paranoide complottaro tipico delle personalità seriamente disturbate. Temo, a questo punto, che l'inferno sia un luogo che verosimilmente è situato giusto giusto nel loro cranio di balordi. Un brutto posto davvero.
A giudicare dalla schiuma rabbiosa che sgorga dai loro scritti
o dichiarazioni corredati di "perizia" decisamente untuosa, parrebbe che ciò che è accaduto ieri e che a costoro, tutto sommato, è parsa una godibile "fiction", oggi protrebbero pure eseguirla meglio, persino perfezionata. E' quello che è emerso dalla recente convenscion organizzata dal microcefalo iraniano.
Che Dio abbia pietà.
A chi importa qualcosa di volumetrie, planimetrie, statistiche, morti all'ora e di congetture, se anche
un solo uomo, uno solo, qualsiasi uomo, è stato ridotto così da un altro?

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categoria : solidarietà



note
domenica, 26 novembre 2006,ore 21:42

Losing my religion

Oggi mi sono imbattuta in queste parole e, a proposito di Fede e Ragione, la penso esattamente come Caffarra e Ratzinger.
Non ho voglia di aggiungere altro, parole sulla ragionevolezza dell'Amore di Dio sono sempre confortanti.
Anche imbattersi, solo cinque minuti dopo tale lettura, nella miseria dell'uomo è sempre confortante, per le ragioni di cui sopra. Per cui parole come le seguenti, sentite e risentite, possono essere persino motivo di profonda, profondissima, letizia:

"Il problema non è la religione islamica, il cui pensiero lo conosciamo e che da cattolico non esito a definire una falsa religione al pari del giudaismo e di tutte le altre false religioni (una sola è quella vera, quella cattolica apostolica romana, che tra parentesi non è quella contaminata dal modernismo che ha avuto mano libera dopo la morte del Santo Padre Pio XII, in particolare col Concilio Vaticano II).
Il fatto è che è puramente ridicolo ergersi a difensori del cattolicesimo i seguaci di Satana come George Bush, uomini divorziati e risposati come Casini e Berlusconi, uomini sposati con donne divorziate come Gianfranco Fini, amici dei giudei, uccisori e denigatori di Nostro Signore Gesù Cristo come Giuliano Ferrara e, quando era in vita, Oriana Fallaci (la cui anima probabilmente oggi si trova nell'Inferno a pagare per l'eternità la sua scelta di servire il Demonio). [...]

Che lo voglia capire o no, il buonsenso dice che non si possono accettare difese del cattolicesimo da parte di squallidi personaggi a cui della fede cattolica non importa niente, ma che vogliono utilizzare il nome di Gesù Cristo per i loro biechi interessi.
Il gioco è vecchio, e lo rispediamo al mittente.
Perchè ricorda, Fausto Bertinotti è un comunista e in quanto tale giustamente scomunicato dalla Chiesa Cattolica ("il comunismo è intrinsecamente perverso", chi professa le dottrine comuniste compie peccato mortale, qualcuno lo ricordi anche a "don" Vitaliano...". Ma almeno Bertinotti ha il buon senso di non giocare a fare il difensore della fede cattolica.
Berlusconi, Bossi, Fini e Casini invece si ergono a "defensores fidei", ma anche loro sono scomunicati dalla Chiesa Cattolica. E il primo di questi ha avuto anche la faccia di bronzo di andare a ricevere l'Ostia consacrata. Vergogna!" (qui)
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categoria : rubyimpara



note
giovedì, 16 novembre 2006,ore 00:06

Nel niente sotto il sole

Care, da oggi, per la serie "Donne, du-du-du", due sciccherie: in Pakistan le donne stuprate non dovranno più presentarsi in tribunale con al seguito quattro (diconsi 4, almeno 4) testimoni maschi per provare a scagionarsi dall'onta del dubbio di aver poco poco provocato la bestiale libido in qualche laido morbosetto. Certo, è un gran risparmio in carta da bollo e nella gestione delle prove testimoniali (un penoso andirivieni di quadriglie di prezzolati!). Di fatto, anche con 10 testimoni a favore, il dubbio non veniva mai fugato, si esprime in tal senso anche un togato pakistano: "copriti Rosalìa, sveggognata!"
In Arabia Saudita forse (forse) le donne voteranno, ma la patente di guida non l'avranno minga.
Dice il principe Nayef: "siamo Arabi, ma mica baluba, ue'! Vi siete chiesti da voialtri chi fa da tappo nel tratto Napoli-Caianello, per esempio? Ma certo: le sciure con i tacchi e la borsetta! Son sempre lì con quel piedino incollato sulla frizione e a usare lo specchietto retrovisore per darsi il belletto! Non vorrete minga che anche qui tra le dune s'intasi tutto l'ambaradan, con quelle lì che con quel fazzolettone in testa ci fanno invidiare i vostri vecchietti col cappello e borsello!"

Le donne orientali una sottospecie umana? macché, tutte balle occidentali.
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categoria : canzonette, stupidari, archeo



note
giovedì, 02 novembre 2006,ore 21:45

Don't worry, be happy

Volevo intitolare questo post con la canzone di Al Bano "Felicità" (è un bicchiere di vino con un panino), ma poi mi sono vergognata di questa quota di crudeltà che in verità era scaturita dalla visione della trasmissione di oggi dell'Augias nostro, impreziosita dall'ospitata di un fine filosofo morale, Eugenio Lecaldano, del quale è uscito per Laterza un sottilissimo librettino piuttosto divulgativo sull'etica ("Un'Etica senza Dio", pp.109, 12 euri).
Del resto Lecadano dirige per la stessa editrice una collana sull'omonimo tema "Etica Pratica": un titolo che sembra richiamare quella manualistica for dummies.
Lecaldano annuncia cose nuove, dunque, ché l'etica senza Dio non s'era davvero mai vista.
Presso Augias, il filosofo (stranamente intimorito e balbettante per essere un oratore d'ateneo), fa decisamente il verso a Sam Harris (per delucidazioni rimando allo straordinario post di Bernardo) a proposito della felicità (paraponzi ponzi pà) come primum movens dell'etica.
Poi, tanto per scrollarsi di dosso il fardello di Dio, annunciando che non c'è alcun bisogno di Lui per essere buoni, il filosofo comincia a fare un discorso fumoso intorno all'innatismo della solidarietà umana.
"Ama il prossimo tuo come te stesso": non importava mica che ce lo venisse a raccontare Dio, lo sapevamo già, dice.
Poi dice, il filosofo, che persino i bambini che ignorano il concetto di Dio hanno misericordia per la sofferenza dell'altro.
Ecco un consequenzialista al quale è scappato un forzoso deontologismo bello cavo, vuoto, privato com'è del suo fondamento.
A me invece è scappato da ridere, tanto la mia lunghissima esperienza di osservazione dell'infanzia e relativo sviluppo psicomotorio e neurolinguistico, me la dice lunga.
E' noto quanto ami la specificità dell'universo infantile, ma se c'è uno al mondo che non ha un'etica solidale, che non ha idea e non intende ragione del significato del pianto straziato del pargolo a fianco nel momento in cui gli ha quasi strappato un occhio pur di sottrargli il giocattolo dalle mani, quello è il bambino, prima che apprenda dall'adulto a dire "poverino!".
Non c'è un innatismo della bontà, mi spiace dirlo al filosofo, quando solo davanti alla fila alle poste diventiamo delle belve individualiste assetate del sangue del primo che sgarra, avesse anche un'impellenza mortale.
Questa stessa osservazione al Lecaldano gliel'ha fatta persino (!) lo stesso Augias, per dire, e questi per tutta risposta ha annaspato nel vuoto insonoro delle sue esternazioni oracolari.
Dalle mie parti si dice che Ernesto "ha visto un bel mondo". Ma quale?
"L'Etica deve necessariamente prescindere dalla divinità per godere di un'operatività e di una cogenza erga omnes e, quindi, avere un ruolo di regolazione dei complessi rapporti sociali e storici esistenti", ma certo, avete capito angelici pargoli? fate così!

"Lasciate che i bambini vengano a me e non impediteglielo, perché Dio dà il suo regno a quelli che sono come loro. Io vi assicuro: chi non l'accoglie come farebbe un bambino non vi entrerà"
(Lc 18, 16-17)

Perché i bambini (e qui sta la loro forza) volentieri "vanno verso", volentieri apprendono, accolgono in seguito la bontà da chi è in grado di indicargliela. E chi gliela indica l'ha appresa a sua volta da un Bene, IL Bene, che non ha mai cessato, nella Storia, di mostrarsi.
 
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categoria : stupidari, antropomorfi



note
domenica, 29 ottobre 2006,ore 20:30

Like A Rolling Stone

A proposito di pietre vaganti, l'ateo e il caro cristiano che esortano me cattolica ad apprezzare i pilastri dell'Islam, non foss'altro che nel Corano sono contenuti pure Gesù, Giuseppe e Maria (contenuti dei quali parlerò in seguito), mi fanno sbellicare.
Mi astrologo ogni giorno su quali siano le cose che possiamo condividere.
Qualcuno potrebbe essere portato a rispondere: Dio!
Ma le cose stanno così:
"La ragione è un dono di Dio che non può essere al di sopra di Dio. Questo è il punto centrale di Ibn Hazm; un punto che è stato parafrasato in forma mutilata dalle dotte fonti di Benedetto XVI. Ibn Hazm, come i teologi Ashariti con i quali spesso polemizzava, insisteva sull’assoluta libertà dell’agire di Dio. In ogni caso Ibn Hazm riconosceva, come molti altri teologi musulmani, che Dio sceglie liberamente, nella sua compassione verso le sue creature, di agire ragionevolmente in coerenza con se stesso, così che noi possiamo usare la nostra ragione per allineare noi stessi alla guida e agli ordini di Dio.
Ibn Hazm, come molti altri teologi musulmani, teneva fermo che Dio non è esternamente vincolato da niente, nemmeno dalla ragione. Comunque, in nessun punto Ibn Hazm sostiene che Dio non impegna se stesso liberamente e non onora questo suo impegno. Questo divino libero autoimpegnarsi è detto nel Corano ‘kataba rabukum ala nafsihi al-Rahma’ (il tuo Dio ha impegnato se stesso alla compassione). La ragione non deve essere al di sopra di Dio, né essere esternamente normativa per lui. Può essere normativa solo per grazia di Dio, a motivo del libero impegnarsi di Dio stesso ad agire in coerenza con sé.
Per credere in quest’ultima proposizione non c’è bisogno di essere irrazionali o irragionevoli, con un Dio irrazionale o bizzarro! Il contrasto tra cristianesimo e islam su questa base non solo è ingiusto, ma anche equivoco. Non c’è dubbio che il papa si sforzi di convincere una università laica che la teologia ha un posto in un contesto basato sulla ragione. Tuttavia, questo non dovrebbe arrivare fino al punto di assoggettare Dio a una ragione che lo vincoli dall’esterno. La maggior parte dei grandi teologi cristiani, compreso l’amante della ragione Tommaso d’Aquino, non hanno mai posto la ragione al di sopra di Dio.
Aref Ali Nayed (teologo musulmano)

Sì, è vero San Tommaso non l'ha mai fatto di porre la ragione al di sopra di Dio, né tantomeno il Papa. Indovinate dove risiede la ragione?
Per il Dio dell'Islam, piuttosto, sembra che questa ragione vada tenuta a debita distanza, al massimo sotto i piedi ad uso e consumo della sua clemenza.
Dio, qui, sembra essere persino al di sopra della sua essenza.
Un Dio al di sopra persino di Dio.

E allora io dico: no grazie. E a quelli che non sanno leggere dico: studiate!
Cosa possiamo condividere, dunque? Io avevo rilanciato: Logos!
Ma invece ciccia.
Mi si bacchetta, invero: chi sono io per pretendere d'imporre "la mia concezione di Dio"?
Tu non puoi pretendere di imporre all'altro la tua concezione di Dio, la tua cultura, nè puoi pretendere che l'altro segua il tuo stesso processo storico. La tolleranza non è appiccicare all'altro la propria ideologia nè la propria filosofia, ma rispettarlo e soprattutto non giudicarlo secondo quelli che sono i propri parametri.
A me che i Musulmani pensino o meno che Dio sia Logos, può importare poco o nulla: sono sofismi da professori universitari...il 90% dei fedeli Musulmani non saprebbe neanche di che si sta parlando. Anche se ne parlassi a mia nonna, cattolica integerrima, di un Dio Logos, lei secondo te, ci capirebbe qualcosa? Quello che non capite,è che quello che manca a molti stati islamici non è questa concezione di Dio (che farebbe solo la fortuna di pochi filosofi) ma un serio processo di laicizzazione. Se oggi, generalmente, in Occidente non ci sono più episodi di integralismo religioso, non ci sono più lapidazioni, non lo dobbiamo certo alla Chiesa e ai suoi millenari sforzi di capire che Dio è Logos (e che di fatto le hanno fatto perdere un pò di tempo, dal momento che oggi è quasi completamente fuori dalle dinamiche del mondo occidentale, che ne dici?):il processo di laicizzazione che alla fine ha fatto bene anche alla Chiesa ha ben altri protagonisti.
Questo processo nei paesi islamici è lento ma si è avviato e noi dobbiamo favorirlo, sostenerlo e di sicuro la vostra linea di comportamento, se venisse adottata, porterebbe solo ad un isolamento delle forze moderate e a un trionfo di quelle integraliste.
Abbiamo l'esempio di Paesi quali la Turchia, la Tunisia o il Marocco che lentamente si sono avviati sul processo di laicizzazione e altri seguiranno il loro esempio...non mi sembra quindi, detto in soldoni, che tutti gli islamici continuino a praticare lapidazioni. Tra l'altro, se usassimo lo stesso metro di misura, non dovremmo neanche poterci rapportare agli Stati Uniti, ove in alcuni Stati vige ancora la barbarie della pena di morte. O c'è forse qualche differenza tra una lapidazione e una sedia elettrica?
Apostasis (ateo italiano)

La differenza è un'inezia: è quella che passa tra l'arbitrio di giustiziare Jack lo Squartatore e l'arbitrio di giustiziare quella che ha messo un cesto di corna al marito.
Il secondo arbitrio è pure peggio del primo, e non solo perché "l'ha detto Dio".
Fate voi, signori.
Per il resto passo oltre le elucubrazioni da autobus sul Logos, sulla ragione (ditelo alla nonna che "ragione" è più o meno la traduzione corrente).
Ditelo a nonnina e pure a mammà che il logos è robba per filosofi, e chi siamo noi per far filosofia coi babbuini d'oriente e d'occidente che pretendono però di parlare di argomenti, di concetti come Ragione, Verità, Fede, Legge???

Già, chi siamo noi per? me lo chiedo anche io. 
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