Requiem
Detesto sinceramente strattonare i falliti grafomani internettiani, spesso sono solo dei grossolani copisti, dei ridicoli amanuensi nell'era del CTRL+C e di Google, e quest'ultimo si presta così benevolmente all'incremento della loro atavica, acritica, abnorme insipienza che personalmente ritengo valga la pena benedirne l'invenzione. Nel mucchio mi disturbano di più quelli che pensano che se una cosa "l'ha scritta il blogger con 6 milioni di contatti, dev'essere vera"; ecco, io detesto strattonarli perché è profondamente ingiusto infierire sulle loro sventure così palesi, ma chi posta facendo atto di fede unicamente alla fama (sinistra) di taluni soggetti internettiani, merita il mio particolare "apprezzamento".
Ebbene, tra gli sventurati possiamo annoverare anche tale Andrea da Siena, certo meno noto ancora dei toscani Andrea da Fiesole e Andrea da Barberino, è il meno artistico dei succitati ma tuttavia notevole come zelante copiatore del poco originale Malvino (in arte Luigi Castaldi), nota maschera partenopea che incarna l'archetipo della vecchia 'nzivata che, per intenderci, è la signora Titina col sinale zelloso che lancia grida stridule dal gran vascio (cfr. D'Ascoli e Guaraldi sulla napoletanità). Ma veniamo al fatto: l'Andrea da Siena il 4 maggio 2005 si prodiga nell'ostensione di una vecchia mappina del senescente sig. Castaldi come fosse la Sacra Sindone.
Siccome c'è pure chi ha creduto a una simile sola, non avendo inteso che trattasi di laida provocazione nello stile della Titina, mi secca non poco dover chiarire che l'anomalia di cui biascica è una neoplasia gestazionale che prelude a un corionadenoma o a un corioncarcinoma e che per intenderci non dice nulla relativamente all'umanità della placenta, ma tanto in fatto di sofferenze in quella donna a cui capita una cosa simile.
La placenta è persona... ci tocca sentire anche di queste. Orsù, bravi ricercatori col motore informatico, fatevi una cortesia, visto che internet avvalora all'uopo determinate ipotesi o legami, cercatevi quindi su google questo binomio, per esempio: "malvino + cesso". Esce con qualche probabilità in più di "placenta + persona" (1).
LEFT OUTSIDE ALONE
Continuano le suggestioni referendarie: la critica unanime dei dissidenti ai pregiudizi umanistici si incentra sul concetto di persona. Si è spesso portati a identificare aprioristicamente "persona" con "essere umano", e questa liaison non trova tutti d'accordo, tanto che la difesa animalista estende, giustamente, il significato di "persona" alle specie animali con grande rivendicazione di diritti.
La comunità degli eguali va estesa fino a comprendere l'embrione: essere inseriti in questa comunità morale significa un insindacabile diritto alla vita.
Tra l'individuo e l'embrione non c'è un salto di qualità, ma solo differenze quantitative laddove l'intelligenza non è altro che il frutto dell'evoluzione.
Non è comprensibile o si spiega unicamente sotto un rozzo profilo utilitaristico questa ostinazione a non considerare l'embrione persona in virtù delle sue caratteristiche, con tutte le conseguenze morali, giuridiche e politiche che ne derivano. Impossibilitati a difendere i propri diritti, gli esseri umani agli esordi della loro genesi, hanno bisogno di tutele, come si fa per gli inabili e per gli animali; collegare quindi la scienza alla morale non acquisisce solo un significato di responsabilizzazione ma comporta l'implicazione morale di dati di fatto con mentalità critica e razionale.
Per almeno 1/4 della popolazione italiana la nozione di DIRITTI non è nient'altro che retorica e non corrisponde a una realtà della vita quotidiana.
Il rifiuto dei diritti fondamentali estesi all'embrione non aiuterà di certo i poveri e gli oppressi a vincere le loro battaglie, il loro riconoscimento per contro può invece aprire la strada a una coscienza più profonda della civiltà umana che ancora oggi nega i diritti di base a 2/3 dell'umanità già nata e più povera.
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Aggiornamento:
"Noi scienziati non accettiamo l’etica, nessuna etica di Stato e l’Italia e’ uno Stato Laico, fino a prova contraria".
E' quanto afferma una quasi centenaria spettinata, insignita del Nobel per la medicina, la quale potrebbe essere candidata a un secondo premio per i servigi resi alla scienza con grande abnegazione poiché mostra al mondo che è possibile far deambulare una placca ateromasica.
Che gli scienziati non accettino l'etica è risaputo, e tale dichiarazione risulta superflua se fatta sgangheratamente da chi adotta tuttavia l'etica del suo tornaconto baroneggiando qua e là.
Si sa del resto che il Nobel non nobilita l'uomo: Niels R. Finsen e Johannes A. G. Fibiger vennero insigniti per scoperte degne di essere messe alla berlina dal CICAP.
"Noi non ci abbattiamo ne’ tanto meno ci fermiamo: sono d’accordo con Veronesi, basta dare uno sguardo al passato, per vedere che la scienza, la ricerca scientifica, non si possono fermare".
Eh già, lo sappiamo; e a chiosa dell'etica peculiare di questa vecchietta che sgomita col suo amico baronetto, si può aggiungere che la ricerca, la scienza - lo scientismo più che altro - che rompe, che devasta, non paga mai e laddove si sono avuti i cocci se li sono sbrigati gli altri.
SUPERSTITION
(Very superstitious, writing's on the wall...)
Qualche giorno fa ho prestato i primi soccorsi a un giovane motociclista investito, a 4 metri dalle mie ruote, da un pirata a bordo di una opel grigia che improvvisamente da destra si è spostato a sinistra per immettersi in un senso vietato; inutile dire che è fuggito lasciando una fumata nera a nascondere la targa.