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Di cultura & società con tanto di colonna sonora. Come a dire: canta che ti passa. (dopo avermi letto canticchierete tutto il giorno)

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odi et amo
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Ipse dixit
"Senza l’imperialismo del concetto, la musica avrebbe preso il posto della filosofia: sarebbe stato il paradiso dell’evidenza inesprimibile, un’epidemia di estasi." E. M. Cioran
"L'inferno è pieno di amanti della musica." G. B. Shaw
"Là dove si arresta il potere delle parole, comincia la musica." R. Wagner
"Disprezzo dal più profondo del cuore chi può con piacere marciare in rango e formazione dietro una musica." A. Einstein
"Il suono di una risata mi è sembrato sempre la musica più civile dell'universo." P. Ustinov
"C'è un famoso detto classico, ormai divenuto proverbiale, secondo cui l'uomo "che non ha musica in sé" o è un asceta o una bestia." Gandhi
"L'uomo è un essere che fa rumore, cattiva musica e lascia abbaiare il cane. Solo qualche rara volta sta zitto, ma allora è morto." K. Tucholsky
"Quando sei stato usato come strumento, non aspettare che finisca la canzone." S. J. Lec
"Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, e, se possibile, dire qualche parola ragionevole." W. Goethe
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giovedì, 22 dicembre 2005,ore 14:17

Happy Xmas

Buon Natale a Bernardo, a wXre, a Friedrich-bapa, ad alef, a HoldenC e a tutti i blogger dichiaratamente cristiani poiché la natività fa riferimento senz'altro alla figura di Cristo. A tutti gli altri io augurerei buon natale volentieri, ma mi sentirei più tranquilla con la mia intima laicità se potessi augurare loro BUON LAVORO!

Non comprendo infatti perché uno stato laico generalizzi in modo tanto poco rigoroso relativamente alle festività.

Ricapitolando, i musulmani anticipano il venerdì l'uscita dal lavoro per la preghiera settimanale, gli israeliti osservanti non lavorano di sabato, ai cristiani è data la domenica, ma ai laici e non credenti non dovrebbero restare che il 25 aprile e il 1 maggio. O no?

Non bisogna imporre ai laici le festività cattoliche e quindi vadano a lavurà! Abbiamo forse radici cristiane, noialtri? La Costituzione parla forse di stato confessionale??? Le festività religiose vanno rispettate relativamente a coloro che credono: lo stato, che è laico, tutela la libertà religiosa, ma mica quella dei pelandroni, nevvero?

A LAVURA', scrocconi di feste!

Per gozzovigliare laicamente Pasqua, Natale, S. Stefano, ognissanti e persino il ferragosto mariano vanno bene, ma se Ruini osa esprimere un parere si scatena la canizza (laicale, per certo).

Vabbe', era un gioco: un abbraccio a tutti, relativisti compresi. 

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note
lunedì, 19 dicembre 2005,ore 17:29

EXPRESS YOURSELF

L’insostenibile laidezza dell’essere.
 
E’ diffusa tra i sessualmente liberati l’opinione che non vi sia nulla di male in taluni comportamenti: esistono i comportamenti e basta. Comportamenti sui quali solo il senso morale si esprime mentre la società, il consesso civile o la legge, talvolta non lo fanno, per cui in maniera pedestre e peregrina taluni liberali ne individuano la evidente legittimità, la liceità. La chiacchiera libertaria e i vaniloqui progressisti si fanno fideiussori solidali della dissoluzione della legge morale, si autorizzano a non censurare grazie a un evidente errore logico e questo è drammaticamente anticivile: l’anticiviltà morale di certe ciance, che non esitano a fare riferimento a Freud relativamente all’ingiusta castrazione degli aneliti individuali, invitano cordialmente a dare spazio alla fantasia.
Ma limitarsi alla fantasticheria non è di fatto una castrazione?
La simulazione non è essa stessa una censura?
E chi immagina cose turpi ma non le attua non è frustrato due volte? 
Certi freudiani un tanto al chilo, dimenticano che la nevrosi è un conflitto tra il desiderio che vuole infrangere la norma e la norma che tende a inibire il desiderio. La cosiddetta liberazione sessuale sessantottina, tuttavia, ha snaturato il concetto di conflitto: non vi è più il conflitto nevrotico tra norma e trasgressione, con conseguente senso di colpa, ma un panorama sociale dove non c'è più norma, normalità, poiché tutto è possibile e per cui ciò che un tempo era escluso oggi è virato nell’attuabile e nel consentito. E se il riferimento non è più ciò che è ammissibile moralmente, ma ciò che è possibile individualmente, si ha un rovesciamento totale dell’elaborazione inconscia dell’atto: dunque il quesito inconscio non verterà più sull’ammissibilità di quest’atto ma sulla abilità dell’agente nel compierlo. Inoltre, il concetto di "limite", ormai, è senz’altro secondario.
E in assenza di un limite, ovvero, al di là di ogni limite, un limite spinto all'infinito, risultiamo più adeguati?
risultiamo meno ansiosi o meno inibiti? Qual è dunque il limite tra strategie di seduzione eccessive e l'abuso sessuale?
Chi discrimina: la coscienza individuale? Ahahahahah, rispondo io.
Una società civile e moralizzata si caratterizza per la capacità di sublimazione degli istinti, ma più che sublimati in certi ambientini sembra che i desideri segreti vengano incoraggiati, soprattutto la cosa più grave è che vengono illustrati in maniera doviziosa ai ragazzi non economizzando in menzogne sulla psicanalisi e luoghi comuni sulla società.
Dunque, dopo aver elencato le fantasie erotiche più diffuse (?), questo sito per ragazzetti rassicura che:
1)      Il sadomaso (cito: “Graffiami e sarò felice, ordinami di leccare i tuoi tacchi a spillo e perderò la testa. Dimmi che sono il tuo chihuaha e l'orgasmo è assicurato.”);
2)      L’ammucchiata;
3)      La copula con un ignoto;
4)      L’omosessualità e travestitismo
sono fantasie davvero normali, difatti abbiamo il nulla osta di Freud & Ellis - ci avverte la redazione - e allora io che lo dico a fare?
Eccovi quindi delle indubbie perle di saggezza, a perpetua memoria, provenienti dai nuovi pedagoghi del sesso, delle quali dovrebbero prendere nota i papà e le mamme liberati nel terzo millennio e sottoporle ai loro figliuoli:
“Ma quali sono le perversioni? Le alterazioni, deviazioni e perversioni del comportamento sessuale umano sono comportamenti ritenuti devianti rispetto ad una "norma" e a una normalità. Poiché una definizione clinica soddisfacente è impossibile (chi stabilisce cos’è la norma?) si e' proposto il termine parafilie (para, presso e philia, amore).
E' vero infatti che non c’è perversione in presenza di tolleranza sociale. La pederastia della Grecia classica è solo uno dei mille esempi che la storia può offrirci. Esiste quindi un rapporto di causa-effetto tra sistema sociale (repressivo) e deviazione sessuale. Se dunque è vero che la società provoca perversioni (il più gran numero di delitti a sfondo sessuale è stato registrato durante la repressione sessuale vittoriana, come Jack Lo Squartatore insegna), c’è un aspetto individuale che deve pur essere presente nella definizione delle alterazioni sessuali
Le fantasie sessuali possono svolgere delle funzioni specifiche come:

- Accrescere l’autostima
- Aumentare l’interesse sessuale e il desiderio
- Facilitare l’orgasmo
- Esaltare il momento che si sta vivendo
- Soddisfare la curiosità
- Messa in scena di possibilità future
- Alleviare lo stress e la tensione
- Conservare ricordi piacevoli
- Curare traumi passati
- Compensare le carenze della realtà.”
 
Certo, liberare le fantasie sessuali mette in condizioni di curare anche le cataratte o il meteorismo; questa è la chiacchiera peregrina dei libertari: liberatevi dunque, non vi frustrate, evacuate le vostre deiezioni, non vi trattenete ché altrimenti vi verrà male al pancino, affrettatevi, ma non sognatevi neppure di trovare le aporie contenute in queste apparenti ragionevoli esortazioni.
Ma già dimenticavo che vi si chiede: chi stabilisce cos’è la norma?
Ma è presto detto: la stabiliscono i liberati sessualmente, questi asceti del sesso, nonché sacerdoti del pube, che ci sventolano la pederastia e i sex crimes come vessilli, a spiegarci che se reprimiamo, castriamo e frustriamo dove andremo a finire, signoramia?
Eh già, se non la stabilisce nessuno la norma, qualcuno dovrà pure codificarla: eccovi serviti, dunque.
Quanto a Jack lo Squartatore, i cui epigoni pare che pullulassero con giusta ragione nella vecchia Londra inibita, chissà che cosa ne pensano dell’epoca vittoriana i criminali del sesso inseriti invece nella società libertaria, criminali come il mostro di Gloucester alias Frederick West! E poiché anche se schiacciato, tuttavia, dalle pruderie vittoriane il povero Jack insegna, chissà cosa può insegnare invece il belga Marc Dutroux nonché mostro di Marsinelle, chissà cosa stanno a indicare invece Mikhail Novosiolov, Serghiei Golovkin, Vladimir Sobscikov e Andrei Chikatilo, detto il Macellaio di Rostov, dalla “devota e bigotta” Russia?
Ma si capisce: il mostro di Milwakee (Jeffrey Dahmer), lo squartatore dello Yorkshire (Peter Sutcliffe), il mostro di Svezia (Thomas Quick), il mostro di Merano (Ferdinad Camper), i massacratori del Circeo (Ghira, Izzo e Guido), il mostro di Foligno (Luigi Chiatti), Donato Bilancia, Gianfranco Stevanin, Pietro Pacciani, Ted Bundy, sono stati ingiustamente inibiti dalla morale comune, oppure dalla chiesa o dalle loro mammine care per certo.
La società, la civiltà che reprime la furia belluina fa un bene alla stessa civiltà, mi pare, quando questa è incapace di sublimare, per l’appunto, gli istinti più squallidi è meglio che intervenga la morale al salvamento: che buia tristezza, che desolante panorama, un amante che per sentirsi meglio deve farsi fustigare le chiappe dalla sua amata o viceversa! Il ruolo delle fantasie nei crimini e soprattutto in quelli a sfondo sessuale è un elemento approfondito negli ultimi anni da coloro che hanno sviluppato l’approccio comportamentista nella psicanalisi (Singer 1966; Brittain 1970; Reinhardt 1975; Revitch 1965,1980; West et al 1978; Gardner 1985), e che sono concordi nell'affermare che gli atti sadici e le fantasie sono intimamente connessi: "La fantasia guida il comportamento" (Douglas). “Il comportamento è lo specchio della personalità, la personalità è lo specchio delle fantasie. Una fantasia, è un pensiero elaborato con molta accuratezza, ancorato nelle emozioni e che ha origine nei sogni ad occhi aperti.”
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mercoledì, 14 dicembre 2005,ore 21:32

BOYS KEEP SWINGING

Tuona Grillini contro l'informazione omofoba a proposito di un "giro gay" che secondo lui non è gay e neppure un giro:  è martirologio! A mio avviso invece è un bel porcaio dove sono stati coinvolti minori indotti (ops, consigliati? indirizzati vagamente?) alla prostituzione omosessuale per raggranellare i soldi necessari per la droga. La sottoscritta nei confronti del responsabile individuato, per altro condannato, non riesce ad essere che fobica, ecco, e i prefissi li lascia ai neologisti come il Grillini che dagli accadimenti trae inequivocabilmente un fatto: il supposto "giro gay" non era gay perché non ci sono prove di alcun rapporto consumato con chicchessia (echissenefrega, chisseneoccupa ce lo mettiamo?), e quindi trascura il reato di induzione alla prostituzione o favoreggiamento. Eesssì, il solito caso di omofobia, solite dicerie, come commenta il "nostro" nel titolo con un bel ndr, giusto per farci capire che l'imprimatur della condizione di gay a checchessia lo dà lui e non un gazzettino qualsiasi. E quindi tutto il resto è noia.

Questo tralasciare gli abissi che funestano l'infanzia, i regazzini, i 'uaglioni, i putei; questi distinguo tesi a dare altra dimensione ai fatti, ovvero agli abusi sui minori, suggerendo che siano fatti secondari alla "loro" mitica odissea di discriminati, è quantomai disgustoso. L'opinione pubblica si straccia le vesti e si scaglia contro questo genere di abusi e soprattutto contro la pedofilia, e loro intanto se ne stanno olimpici a contemplarsi le povere stimmate rosa...

A questo si aggiunge un episodio che sembra sconnesso dal precedente: Aldo Busi (già citato nel post precedente) recentemente ospite a Le invasioni Barbariche attacca con un bel pippotto "storico eticista" (ma cos'è, un ossimoro?), e indovina che ti fa? Ti fa un'arringa contro la Chiesa (ma va?) intrufolando tra i molteplici j'accuse il solito Giordano Bruno e i brutti, deprecabili vezzi che c'ha avuto il soglio di Pietro nei secoli dei secoli, amen.

Beh, dicevo, il mondo si cosparge il capo di cenere per il bambino usato o abusato e loro, dunque, quando si spicceranno a fare dell'eticismo storico pure sul brutto, deprecabile vezzo della pederastia*? Ci credereste che la loro curiosità su questo tema è a dir poco... curiosa? Certo, i costumi classici relativamente alla pederastia erano così liberal! Come no, se la cantavano e sonavano pure i lirici! Eppoi, vuole fare mica della storiografia eticista sul conto dei Greci e dei Latini, signoramia, guardi che invece l'oscuro Medioevo è stato ieri, sa?  Beh, non lontano nel tempo André Gide sulla pederastia ci ha scritto un bel libro tronfio, così come Pasolini, ma più sottotono - per dirne due famosi - entrambi battevano i miseri vicoli di Tangeri e Casablanca a caccia di pischelli, con grazia, per così dire, neoclassica; eccerto - dice - e chi fa il collegamento omossessualità-pedofilia peste lo colga!

Bene, la prossima volta però che mi sento l'alito sul collo di qualcuno che si crede di poter dare lezioni morali alla Chiesa rispolverando l'inquisizione gli tiro una santissima ruota della tortura e una vergine di ferro in mezzo alla fronte.

Giù le mani dai bambini!

 P.S.: Per chi volesse dare un'occhiata alla versione che lo "storico" gay fornisce sul conto della pederastia, e a quanto esso si indigni, qui si può lustrare gli occhi. Anche QUIQUALI'LA',  EQQUEQUA.

E, dulcis in fundo, l'unanimismo e la solidarietà di altri liberati sessualmente. Date un'occhiata anche a questo disinibito link for girls, c'è tutta una sexypedagogia e, alla voce perversioni, anche brevi excursus storici: da fare invidia a Zapatero e ai suoi libelli per adolescenti. 

 *pederastia: dal gr. paiderastés, comp. di pâis paidós 'fanciullo' ed erastés 'amatore' / pedofilia: comp. del gr. pâis paidós 'bambino' e -filia.

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sabato, 10 dicembre 2005,ore 17:53

God Bless The Child

Classificazione delle personalità pedofile:

Studio a cura della Cattedra di Medicina Sociale dell'Università degli Studi "La Sapienza" di Roma e dell'Istituto Internazionale Europeo Psicologia delle Emergenze.

  1. Pedofilo latente (nutre fantasie erotiche, ma non arriva ad attuarle)
  2. Pedofilo occasionale (ha esperienze sessuali trasgressive, occasionali, solo in alcuni ambienti per lui inconsueti, per esempio in paesi esteri)
  3. Pedofilo dalla personalità immatura (non riesce ad instaurare un normale rapporto di coppia tra adulti e quindi ripiega il suo interesse sui bambini per sentirsi padrone della situazione)
  4. Pedofilo regressivo (anche se ha inizialmente stabilito un normale rapporto affettivo, per vicissitudini della sua vita cade in vizi come l'alcoolismo, pertanto viene emarginato dalla società e il suo interesse sessuale si rivolge allora all'innocente debolezza infantile)
  5. Pedofilo omosex (spesso sono soggetti che lamentano una storia personale infantile di carenza affettiva genitoriale specie materna ed allora attraverso un processo di identificazione col fanciullo, su cui fissano la propria attenzione, attraverso l'abuso in qualche modo dicono di trovare sollievo alla loro angoscia esistenziale)
  6. Pedofilo aggressivo ( è il vero sadico misogino, alla ricerca convinta del comportamento antisociale e della sofferenza altrui, reitera il male fatto e può giungere ad efferati delitti).

Scrive Don Tarcisio dal Brasile: «Mai avere una relazione con bambini ricchi. Mi preparo per la caccia, mi guardo intorno con tranquillità perché ho i ragazzini che voglio senza problemi di carenze, perché sono il giovane più sicuro al mondo. Piovono ragazzini sicuri affidabili e che sono sensuali e che custodiscono totale segreto, che sentono la mancanza del padre e vivono solo con la mamma, loro sono dappertutto. Basta solo uno sguardo clinico, agire con regole sicure. Per questo sono sicuro e ho la calma. Non mi agito. Io sono un seduttore e, dopo aver applicato le regole correttamente, il ragazzino cadrà dritto dritto nella mia... saremo felici per sempre. Dopo le sconfitte nel campo sessuale ho imparato la lezione! E questa è la mia più solenne scoperta: Dio perdona sempre ma la società ma

Don Tarcisio si è dimenticato che persino Gesù Cristo nel suo caso invita al suicidio con una solenne macina al collo: il perdono ha altre vie, e senz'altro non arriva a seguito di reiterazione e a chiosa di questo edificante "Caro Diario".

E' evidente anche al più scalcagnato psicoterapeuta che il profilo di Don Tarcisio è il #5.

Spiacente se faccio un'indigesta generalizzazione tesa alla salvaguardia di qualcuno, ma io i preti omosessuali - essendoci in misura consistente il rischio di cui sopra - non li gradirei; omosessuali certamente e nel pieno diritto, ma preti no. Grazie. E vediamo se almeno in Chiesa riusciamo a tenere dei punti saldi, ché altrove ci sono le libere coscienze a sonare la grancassa!

Perché?

A tutela dei piccoli accolti nel grembo della Chiesa ai quali si deve prestare cura e attenzione prima di chiunque altro e perché i vari distinguo sulla natura dell'omosessualità di chi  ha più strumenti retorici (o panegirici), politici e corporativi rispetto ai piccoli di cui sopra, non mi interessano affatto (ché tanto questi c'hanno una pezza ogni colore); chi non vuole essere messo nel calderone deve tuonare contro le dichiarazioni di Aldo Busi* e il giustificazionismo di Gianni Vattimo** e Nichi Vendola*** (paladini della omosessualità liberata) che patinano di rosa questo sudiciume fornendogli una legittimità, mentre invece tuona solo se l'abominio accade in Chiesa e col solito fare circense.

Ma basta con quei sepolcri imbiancati per i quali la Chiesa è divenuta la pietra dello scandalo: si guardassero invece dai paladini di certe vocazioni e pure dai paladineggiati!

 

* "...non c'è nulla di scandaloso se un ragazzo compie atti sessuali con un adulto e semmai sono i bambini a corrompere gli adulti e non viceversa."; Riv. Babilonia, 1996

** "...Non si tratta di legalizzare la pedofilia; semmai, di riconsiderarla più rigorosamente alla luce del principio liberale del rispetto delle minoranze fino a che non violano la libertà di tutti, e dunque anche fino a che non commettono vere e proprie violenze."; La Stampa, 1998

*** "...il diritto dei bambini ad avere una loro sessualità, ad avere rapporti tra loro e con gli adulti."; La Repubblica, 1987.

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note
sabato, 03 dicembre 2005,ore 20:59

Atom Heart Mother

- Questo puré fa schifo...

- Sei un maleducato, un bruto!

- Ma piantala!

- Ti credi al ristorante, cafone? E tu invece mangia tesorino, non dar retta che si fredda.

- Chioccia, sei una chioccia berciante, e lui lascialo in pace se non gli garba 'sta mappazza!

- Adesso basta, è venuto quel giorno: io e te ci separiamo, te l'avevo detto che non avrei tollerato ancora questi atteggiamenti orrendi.

*********

Giudice: ehm.... per emettere il dispositivo d'affidamento del minore devo sapere chi dei due è la madre...

Uomo coi baffi: Sono io! Accidenti, sono io che ho maneggiato pannolini, curato le febbrine eccetera!

Uomo calvo con la pancetta: Ma piantala, se c'è uno che l'ha sempre portato ai controlli pediatrici quello sono io!!! Per non parlare dell'armadio pieno di vestitini che gli ho comprato io!

 ________________________

Non siamo davanti a una lite coniugale comune. Questa narrazione che non temo di definire GROTTESCA, potrebbe essere l'esito di una proposta di legge all'esame al Parlamento di Bruxelles. I dissennati di cui sopra l'hanno ottenuta a suon di strattoni delle forze politiche blaterando dei loro diritti, delle loro equiparazioni; ma sulle necessità e peculiarità psicologiche del bambino non è ancora volata una mosca. Anzi, al grottesco si aggiunge anche la vergognosa menzogna, degno ciarpame della popolatria demagogica, secondo la quale è meglio così che all'orfanotrofio o in un cronicario africano... menzogna alla quale si somma la turpe sicumera: cioè che con mooolte probabilità "loro" potrebbero essere genitori migliori di quelli naturali...  

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