Blogger: rubytuesday

Di cultura & società con tanto di colonna sonora. Come a dire: canta che ti passa. (dopo avermi letto canticchierete tutto il giorno)

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odi et amo
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"Senza l’imperialismo del concetto, la musica avrebbe preso il posto della filosofia: sarebbe stato il paradiso dell’evidenza inesprimibile, un’epidemia di estasi." E. M. Cioran
"L'inferno è pieno di amanti della musica." G. B. Shaw
"Là dove si arresta il potere delle parole, comincia la musica." R. Wagner
"Disprezzo dal più profondo del cuore chi può con piacere marciare in rango e formazione dietro una musica." A. Einstein
"Il suono di una risata mi è sembrato sempre la musica più civile dell'universo." P. Ustinov
"C'è un famoso detto classico, ormai divenuto proverbiale, secondo cui l'uomo "che non ha musica in sé" o è un asceta o una bestia." Gandhi
"L'uomo è un essere che fa rumore, cattiva musica e lascia abbaiare il cane. Solo qualche rara volta sta zitto, ma allora è morto." K. Tucholsky
"Quando sei stato usato come strumento, non aspettare che finisca la canzone." S. J. Lec
"Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, e, se possibile, dire qualche parola ragionevole." W. Goethe
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domenica, 26 novembre 2006,ore 21:42

Losing my religion

Oggi mi sono imbattuta in queste parole e, a proposito di Fede e Ragione, la penso esattamente come Caffarra e Ratzinger.
Non ho voglia di aggiungere altro, parole sulla ragionevolezza dell'Amore di Dio sono sempre confortanti.
Anche imbattersi, solo cinque minuti dopo tale lettura, nella miseria dell'uomo è sempre confortante, per le ragioni di cui sopra. Per cui parole come le seguenti, sentite e risentite, possono essere persino motivo di profonda, profondissima, letizia:

"Il problema non è la religione islamica, il cui pensiero lo conosciamo e che da cattolico non esito a definire una falsa religione al pari del giudaismo e di tutte le altre false religioni (una sola è quella vera, quella cattolica apostolica romana, che tra parentesi non è quella contaminata dal modernismo che ha avuto mano libera dopo la morte del Santo Padre Pio XII, in particolare col Concilio Vaticano II).
Il fatto è che è puramente ridicolo ergersi a difensori del cattolicesimo i seguaci di Satana come George Bush, uomini divorziati e risposati come Casini e Berlusconi, uomini sposati con donne divorziate come Gianfranco Fini, amici dei giudei, uccisori e denigatori di Nostro Signore Gesù Cristo come Giuliano Ferrara e, quando era in vita, Oriana Fallaci (la cui anima probabilmente oggi si trova nell'Inferno a pagare per l'eternità la sua scelta di servire il Demonio). [...]

Che lo voglia capire o no, il buonsenso dice che non si possono accettare difese del cattolicesimo da parte di squallidi personaggi a cui della fede cattolica non importa niente, ma che vogliono utilizzare il nome di Gesù Cristo per i loro biechi interessi.
Il gioco è vecchio, e lo rispediamo al mittente.
Perchè ricorda, Fausto Bertinotti è un comunista e in quanto tale giustamente scomunicato dalla Chiesa Cattolica ("il comunismo è intrinsecamente perverso", chi professa le dottrine comuniste compie peccato mortale, qualcuno lo ricordi anche a "don" Vitaliano...". Ma almeno Bertinotti ha il buon senso di non giocare a fare il difensore della fede cattolica.
Berlusconi, Bossi, Fini e Casini invece si ergono a "defensores fidei", ma anche loro sono scomunicati dalla Chiesa Cattolica. E il primo di questi ha avuto anche la faccia di bronzo di andare a ricevere l'Ostia consacrata. Vergogna!" (qui)
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categoria : rubyimpara



note
giovedì, 16 novembre 2006,ore 00:06

Nel niente sotto il sole

Care, da oggi, per la serie "Donne, du-du-du", due sciccherie: in Pakistan le donne stuprate non dovranno più presentarsi in tribunale con al seguito quattro (diconsi 4, almeno 4) testimoni maschi per provare a scagionarsi dall'onta del dubbio di aver poco poco provocato la bestiale libido in qualche laido morbosetto. Certo, è un gran risparmio in carta da bollo e nella gestione delle prove testimoniali (un penoso andirivieni di quadriglie di prezzolati!). Di fatto, anche con 10 testimoni a favore, il dubbio non veniva mai fugato, si esprime in tal senso anche un togato pakistano: "copriti Rosalìa, sveggognata!"
In Arabia Saudita forse (forse) le donne voteranno, ma la patente di guida non l'avranno minga.
Dice il principe Nayef: "siamo Arabi, ma mica baluba, ue'! Vi siete chiesti da voialtri chi fa da tappo nel tratto Napoli-Caianello, per esempio? Ma certo: le sciure con i tacchi e la borsetta! Son sempre lì con quel piedino incollato sulla frizione e a usare lo specchietto retrovisore per darsi il belletto! Non vorrete minga che anche qui tra le dune s'intasi tutto l'ambaradan, con quelle lì che con quel fazzolettone in testa ci fanno invidiare i vostri vecchietti col cappello e borsello!"

Le donne orientali una sottospecie umana? macché, tutte balle occidentali.
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categoria : canzonette, stupidari, archeo



note
giovedì, 02 novembre 2006,ore 21:45

Don't worry, be happy

Volevo intitolare questo post con la canzone di Al Bano "Felicità" (è un bicchiere di vino con un panino), ma poi mi sono vergognata di questa quota di crudeltà che in verità era scaturita dalla visione della trasmissione di oggi dell'Augias nostro, impreziosita dall'ospitata di un fine filosofo morale, Eugenio Lecaldano, del quale è uscito per Laterza un sottilissimo librettino piuttosto divulgativo sull'etica ("Un'Etica senza Dio", pp.109, 12 euri).
Del resto Lecadano dirige per la stessa editrice una collana sull'omonimo tema "Etica Pratica": un titolo che sembra richiamare quella manualistica for dummies.
Lecaldano annuncia cose nuove, dunque, ché l'etica senza Dio non s'era davvero mai vista.
Presso Augias, il filosofo (stranamente intimorito e balbettante per essere un oratore d'ateneo), fa decisamente il verso a Sam Harris (per delucidazioni rimando allo straordinario post di Bernardo) a proposito della felicità (paraponzi ponzi pà) come primum movens dell'etica.
Poi, tanto per scrollarsi di dosso il fardello di Dio, annunciando che non c'è alcun bisogno di Lui per essere buoni, il filosofo comincia a fare un discorso fumoso intorno all'innatismo della solidarietà umana.
"Ama il prossimo tuo come te stesso": non importava mica che ce lo venisse a raccontare Dio, lo sapevamo già, dice.
Poi dice, il filosofo, che persino i bambini che ignorano il concetto di Dio hanno misericordia per la sofferenza dell'altro.
Ecco un consequenzialista al quale è scappato un forzoso deontologismo bello cavo, vuoto, privato com'è del suo fondamento.
A me invece è scappato da ridere, tanto la mia lunghissima esperienza di osservazione dell'infanzia e relativo sviluppo psicomotorio e neurolinguistico, me la dice lunga.
E' noto quanto ami la specificità dell'universo infantile, ma se c'è uno al mondo che non ha un'etica solidale, che non ha idea e non intende ragione del significato del pianto straziato del pargolo a fianco nel momento in cui gli ha quasi strappato un occhio pur di sottrargli il giocattolo dalle mani, quello è il bambino, prima che apprenda dall'adulto a dire "poverino!".
Non c'è un innatismo della bontà, mi spiace dirlo al filosofo, quando solo davanti alla fila alle poste diventiamo delle belve individualiste assetate del sangue del primo che sgarra, avesse anche un'impellenza mortale.
Questa stessa osservazione al Lecaldano gliel'ha fatta persino (!) lo stesso Augias, per dire, e questi per tutta risposta ha annaspato nel vuoto insonoro delle sue esternazioni oracolari.
Dalle mie parti si dice che Ernesto "ha visto un bel mondo". Ma quale?
"L'Etica deve necessariamente prescindere dalla divinità per godere di un'operatività e di una cogenza erga omnes e, quindi, avere un ruolo di regolazione dei complessi rapporti sociali e storici esistenti", ma certo, avete capito angelici pargoli? fate così!

"Lasciate che i bambini vengano a me e non impediteglielo, perché Dio dà il suo regno a quelli che sono come loro. Io vi assicuro: chi non l'accoglie come farebbe un bambino non vi entrerà"
(Lc 18, 16-17)

Perché i bambini (e qui sta la loro forza) volentieri "vanno verso", volentieri apprendono, accolgono in seguito la bontà da chi è in grado di indicargliela. E chi gliela indica l'ha appresa a sua volta da un Bene, IL Bene, che non ha mai cessato, nella Storia, di mostrarsi.
 
Ve le ha cantate: rubytuesday
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categoria : stupidari, antropomorfi



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