martedì, 12 dicembre 2006,ore 02:33
Ovunque Proteggi
Il piano sequenza è una tecnica cinematografica che riprende in continuo una scena senza interruzioni: è la tecnica che è stata usata più di frequente nei diversi filmati girati nei campi di sterminio, e non è falsificabile. Fra le riprese di questo tipo che più ricordo, ce n'era una che ti spalancava lo sguardo su una fossa comune, che in realtà era un abisso. In ogni senso.
Negli islamonazisti, nei nazisti novelli di ogni ordine, grado e religione (con simpatizzanti al seguito) che si curano di imbastire le articolate teorie ergonomiche e logistiche a negazione dello sterminio nazista di ebrei e non, sono ormai più che evidenti le gravissime devastazioni mentali e morali, accompagnate dall'immancabile delirio ossessivo paranoide complottaro tipico delle personalità seriamente disturbate. Temo, a questo punto, che l'inferno sia un luogo che verosimilmente è situato giusto giusto nel loro cranio di balordi. Un brutto posto davvero.
A giudicare dalla schiuma rabbiosa che sgorga dai loro scritti o dichiarazioni corredati di "perizia" decisamente untuosa, parrebbe che ciò che è accaduto ieri e che a costoro, tutto sommato, è parsa una godibile "fiction", oggi protrebbero pure eseguirla meglio, persino perfezionata. E' quello che è emerso dalla recente convenscion organizzata dal microcefalo iraniano.
Che Dio abbia pietà.
A chi importa qualcosa di volumetrie, planimetrie, statistiche, morti all'ora e di congetture, se anche un solo uomo, uno solo, qualsiasi uomo, è stato ridotto così da un altro?
Ve le ha cantate: rubytuesday
Permalink |
commenti (40)
|
commenti (40)(popup)
categoria :
solidarietÃ