Utente: rubytuesday

Di cultura & società con tanto di colonna sonora. Come a dire: canta che ti passa. (dopo avermi letto canticchierete tutto il giorno)

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sabato, 04 febbraio 2006,ore 22:31

That's Life

E' uscito un libro curato dall’ADI (Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani) il cui titolo è “Cervelli in gabbia. Disavventure e peripezie dei ricercatori in Italia” (Avverbi Editore, Roma 2005; pp.228; 12 €), sulla scia del volume che tre anni fa aveva raccolto le testimonianze avvelenate di “Cervelli in fuga”. Per chi ha finito gli studi, come me, potrebbe risultare un dilettevole flash-back, ma  per alcuni potrebbe costituire un istruttivo racconto da brivido nel quale ventidue dottori di ricerca, di cui quattro anonimi, denunciano lo stato in cui versano le Università italiane. Tra prove pilotate (da quelli che, secondo un gergo universitario ufficioso, vengono definiti i Capi Bastone) e intralci sulla ricerca, tra isolamenti e ladrocini di testi, ci illustrano quello che all’estero è noto come l’insigne desolante panorama all’interno dei nostri atenei di cui persino il lattaio dietro casa, che l’Università non l’ha mai frequentata, è a conoscenza.
C’è da dire che una buona parte di chi fa il broncio, lo fa per il vezzo insolito di preservarsi la faccia di bronzo, infatti passa il suo tempo ancheggiando a destra e manca (soprattutto a mancina) nell’attesa della beata speranza di essere ammesso al consesso degli Dei. Dopodiché potrà recarsi a quegli atti unici, finzioni sceniche, che sono i concorsi per ricercatore, poi per associato e, dulcis in fundo, professore ordinario, sempre che arrivi vivo alla meta. Alcuni stazionano eoni tra moduli didattici e corsi di rincalzo tipo “Fenomenologia del cocomero trascendente” e naturalmente sono i più arrabbiati, non per il malcostume, ma perché il malcostume li trascura colpevolmente.
Natural burella dei satanassi arrembanti, l’Università, è corredata di un imbuto del malcostume che si restringe e lascia passare soltanto gli associati, i quali, anime purganti, producono solertemente, in qualità di titoli, le dispense dei loro corsi e vivacchiano in attesa della chiamata celeste. Non tutti però ascenderanno alla vision divina, i più saranno liberati dalla purga il giorno del loro pensionamento. Ovviamente l’Empireo è il luogo dei pochi eletti che possono fregiarsi con sussiego del titolo di Barone (dopo l’attraversamento di un tale budello, vorrei pure vedere!) i cui privilegi sono quelli di avere una corte di amanuensi, scrivani e copisti con annessi flabelli, facoltà di chiedere anni sabbatici per studiare a Santo Domingo, il privilegio di far assumere amanti, parenti etc. (ovviamente inetti all’insegnamento), promuovere con trenta e lode le sirenette e punire le cozze con diciotto, tenere corsi insignificanti di cui nessuno ha il diritto di rilevare l’insignificanza, trattenersi presso la cattedra (abbarbicarsi?) sine die, talmente che l’età pensionabile per il termine di servizio di costoro ormai è un parametro astratto. I famosi Capi Bastone (la creme de la creme) sono solo quattro o cinque nomi in Italia (Pontefici Massimi) per ogni disciplina, i quali possono emettere bolle di canonizzazione o di scomunica tramite le quali controllano ogni accesso all’imbuto.
Ci sono poi quelli, comprensibilmente collocati a sinistra e recentemente democratici, che hanno il vezzo della moralità, che dopo aver provveduto a collocare adeguatamente la Consorte su uno scranno paradisiaco, presiedono convegni e seminari sull’Etica nella politica, scagliandosi contro l’immoralità dilagante con voce chioccia e occhi di bragia, chiedendo Assicurazioni ai futuri parlamentari in vista di una mutua Cooperazione in favore di una rigorosa e integrale rettitudine dei comportamenti.
 
Cari carrieristi universitari vi faccio tanti auguri e mi raccomando, per le vostre eventuali pastette ovviamente non avete che da votare Antonio. Votate Antonio!
 
Ve le ha cantate: rubytuesday
Permalink | commenti (11)
Commenti
#1    07 Febbraio 2006 - 16:19
 
Chiarissimo.
E chi vuol intendere in tenda.
Gli altri in sacco a pelo!
Ciao :)
utente anonimo

#2    07 Febbraio 2006 - 23:44
 
Ne facciamo un fatto di parte politica?
Allora il problema non lo si vuole risolvere...i magistrati nè stanno indagando e rinviando a giudizio di professori e primari...c'era anche Sirchia...altrmenti perchè lo avrebebro fatto dimettere?..per la legge sul fumo?
:-)
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#3    08 Febbraio 2006 - 01:16
 
Sì, ma Sirchia non scassa la minchia da quarant'anni col rigore morale e non presiede convegni sull'etica nella politica. Inoltre sui concorsi accademici nessuno indaga, tutti sanno, sanno benissimo ma fanno finta di nulla. Altrimenti TUTTI, dico TUTTI i concorsi, andrebbero annullati.
La sinistra ha in tutto questo una responsabilità enorme perché, pur non essendo diversa dagli altri, afferma a gran voce di esserlo e contribuisce quindi più degli altri a occultare una situazione scandalosa per la moralità di questo paese e per la qualità della nostra università.

Bernardo
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#4    08 Febbraio 2006 - 11:28
 
Zagazig, la Di Giorgio (giornalista scientifica) che insegnava a Padova Tecniche della divulgazione scientifica scrive:
"le università italiane sono occupate da una generazione ormai prossima al pensionamento ma ben decisa a non mollare un'oncia di potere..."

Siccome costei la conosco (capisci amme'), mi chiedo di quanti chili di potere, oppure, visto che si esprime con altre unità di misura (oncie), libbre o short tons la Di Giorgio avrebbe gradito poter disporre.

;))
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#5    08 Febbraio 2006 - 16:40
 
Grazie per il commento.
La mia opinione è che qualcuno stia soffiando sul fuoco perché vuole lo scontro di civiltà.
In quanto alle vignette ho sempre sostenuto che in tutto debba esserci un limite, anche nella satira.
Ma è strano che oggi i soliti opinionisti ufficiali esprimano riserve su quelle vignette, affermando che non si debba urtare la sensibilità degli islamici.
Ma, guarda caso, sono gli stessi eccelsi pensatori che, giusto qualche mese fa, in merito alle polemiche sulla satira di sinistra rivendicavano a gran voce che la satira non possa avere limiti e censure.
Beh, io non affermo niente...vorrei solo che si decidessero e mi spiegassero perché quando la satira è di sinistra e fa comodo è intoccabile e quando è contro l'Islam è da censurare.
Tutto qui, decidetevi...
Ma tanto, con l'aria che tira, non c'è verso di parlarne seriamente.
Parlare di sinistra e di onestà intellettuale è un ossimoro.
Quindi, buona serata...:)))
utente anonimo

#6    08 Febbraio 2006 - 21:00
 
Ma che c'incastra quello sopra? Disperso nello spazio?

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#7    08 Febbraio 2006 - 21:00
 
pessimi posti le università. E i baroni sono molto bipartisan, mooolto.

Poi se dobbiamo raccontarci di come la parte politica che se ne fotte della questione morale sia meglio della parte politica che ne parla però razzola male, beh... insomma, se anche su uno scandalo che è scandalo per tutti, si deve finire al giochino destra-sinistra, mi sa che non ne usciamo vivi.

sciao!
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#8    10 Febbraio 2006 - 20:59
 
Maccerto Holdy!
E posso risponderti - scusa la naftalina - con l'adagio dell'ottima zia Peppina: il più pulito c'ha la rogna...

Solo che in tutti questi anni mi è parso di scorgere che il solito manipolo di untouchable se la canti e se la suoni troppo in fatto di nitore e candore.
Il fastidio che mi danno "li mejo fighi der bigonzo" quando storcono il naso e fuggono orripilati additando l'"immorale immondo", non ne hai un'idea.
C'è da rimanere turbati se pensiamo che questi qua attribuiscono un significato tutto relativo alla paroletta "morale", anzi spesso la connotano di nuove sfumature, in un creativo work in progress del moraleggiare e, di quando in quando, lesti si sguaiano per irriderne i valori e i principi che la ispirano: da brividi sti qua, neh?

;)))
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#9    23 Maggio 2006 - 16:22
 
"promuovere con trenta e lode le sirenette e punire le cozze con diciotto". Te la sei legata al dito, eh?
utente anonimo

#10    23 Maggio 2006 - 17:14
 
Che sei forse cecata? :D
Rosiconaaaaa!
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#11    23 Maggio 2006 - 17:50
 
Riprendo il post di Bernardo. No, no, la sinistra invece si dichiara "diversa" dagli altri. Anzi, della "diversity" ha fatto la sua bandiera e pertanto predica il mito della sua:
a) superiorità intellettuale e culturale.
b) superiorità antropologica.
c) superiorità politica.
d) superiorità morale (i Partito dalle mani pulite anche quand'erano sporche di rubli).
Ora poi che avremo Mussi, il piccolo Hitler (non si è nemmeno laureato) al Ministero della ricerca universitaria, sai che ottava meraviglia.
Ciao!
Nessie
utente anonimo

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categoria : antropomorfi



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