Parole, parole, parole
Per la rubrica Antropologia culturale, sociale ed etnologica: "Il popolo degli UAARi, folklore e tradizioni". Comunicato stampa della tribù Lautsi-Albertin (?), autori della prefazione al testo on-line di abnorme successo mondiale "Come scrocifiggere lo Stato" (... e smaltire la cellulite in due settimane).
“La sentenza del Consiglio di Stato che impone il mantenimento del crocifisso nelle aule scolastiche contiene affermazioni fortemente criticabili che esprimono l’opinione dei giudici, ma non si possono certo considerare una manifestazione di legalità.
Qui urge stabilire chi è il malfattore, no? Dunque: o i giudici o i credenti. (Certo, per contro gli scriventi sono rari dabbenuomini.)
"Infatti, il crocifisso, definito come “…simbolo idoneo ad esprimere l’elevato fondamento dei valori civili” è ben lontano da questa supposta funzione, vista la discriminazione con cui sono trattati i cittadini non appartenenti alla religione cattolica.
Sostanziare, prego. Dove, quando e in che modo, soprattutto a danno di chi, nella fattispecie, si verificano tali discriminazioni?
Forse a danno dell’ateo agnostico razionalista?
Ma come, non avviene il contrario?
"Inoltre, l’introduzione di una definizione di laicità come “…relativa alla specifica organizzazione istituzionale di ciascuno Stato”, oltre ad essere una fantasiosa e bizzarra novità, contrasta con la condanna del relativismo etico effettuata dal papa, che sembra essere il referente principale di questi giudici.
Qui necessitereste di un disegnino atto a illustrare in cosa consista il concetto di Stato e di organizzazione istituzionale; se posso rendermi utile, credo che tra i sussidi didattici della seconda media reperirete il materiale atto allo scopo.
Certo, poi, che abbiate pure suggestioni relativistiche del concetto di relativismo etico è impagabile.
"Infine, la plusvalenza attribuita ai significati che il crocifisso come simbolo può assumere, è indirizzata in maniera univoca, facendo riferimento solo a “…valori civilmente rilevanti”, ma trascurando i disvalori che esso può ricordare, come l’intolleranza,
Sostanziare, prego.
E, dunque, è ovvio e legittimo ritenere che l’intolleranza debba essere appannaggio esclusivo dell’UAAR.
Certo, ci mancherebbe, tranquilli, e chi vi vuole levare questo privilegio?
"il contrasto allo sviluppo della ricerca scientifica,
Quale, quella che si occupa del genocidio di embrioni, a cominciare dalle staminali per finire alla pillola abortiva? Però...!
"le discriminazioni effettuate proprio in nome di quel simbolo.
Sostanziare, prego.
E, sentiamo, il laicista in nome di quale simbolo discrimina, invece?
Com’è fatto, di grazia, il vostro feticcio? So che si chiama Laicismo, ma raffigurarselo è dura!
A quando la prova ontologica della sua esistenza?
Il crocifisso perciò, grazie a questa sentenza, potrà, per il momento, continuare a “…svolgere anche in un orizzonte laico, una funzione simbolica altamente (DIS)educativa”.
Nessun fatto dunque, ma solo tante chiacchiere e distintivo, chissà che mi credevo!
Auguri di pronta guarigione, eh!