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Di cultura & società con tanto di colonna sonora. Come a dire: canta che ti passa. (dopo avermi letto canticchierete tutto il giorno)

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venerdì, 17 febbraio 2006,ore 21:21

Parole, parole, parole

Per la rubrica Antropologia culturale, sociale ed etnologica: "Il popolo degli UAARi, folklore e tradizioni". Comunicato stampa della tribù Lautsi-Albertin (?), autori della prefazione al testo on-line di abnorme successo mondiale "Come scrocifiggere lo Stato" (... e smaltire la cellulite in due settimane).

“La sentenza del Consiglio di Stato che impone il mantenimento del crocifisso nelle aule scolastiche contiene affermazioni fortemente criticabili che esprimono l’opinione dei giudici, ma non si possono certo considerare una manifestazione di legalità.
 
Qui urge stabilire chi è il malfattore, no? Dunque: o i giudici o i credenti. (Certo, per contro gli scriventi sono rari dabbenuomini.)
 
"Infatti, il crocifisso, definito come “…simbolo idoneo ad esprimere l’elevato fondamento dei valori civili” è ben lontano da questa supposta funzione, vista la discriminazione con cui sono trattati i cittadini non appartenenti alla religione cattolica.
 
Sostanziare, prego. Dove, quando e in che modo, soprattutto a danno di chi, nella fattispecie, si verificano tali discriminazioni?
Forse a danno dell’ateo agnostico razionalista?
Ma come, non avviene il contrario?
 
"Inoltre, l’introduzione di una definizione di laicità come “…relativa alla specifica organizzazione istituzionale di ciascuno Stato”, oltre ad essere una fantasiosa e bizzarra novità, contrasta con la condanna del relativismo etico effettuata dal papa, che sembra essere il referente principale di questi giudici.
 
Qui necessitereste di un disegnino atto a illustrare in cosa consista il concetto di Stato e di organizzazione istituzionale; se posso rendermi utile, credo che tra i sussidi didattici della seconda media reperirete il materiale atto allo scopo.
Certo, poi, che abbiate pure suggestioni relativistiche del concetto di relativismo etico è impagabile.

"Infine, la plusvalenza attribuita ai significati che il crocifisso come simbolo può assumere, è indirizzata in maniera univoca, facendo riferimento solo a “…valori civilmente rilevanti”, ma trascurando i disvalori che esso può ricordare, come l’intolleranza,
 
Sostanziare, prego.
E, dunque, è ovvio e legittimo ritenere che l’intolleranza debba essere appannaggio esclusivo dell’UAAR.
Certo, ci mancherebbe, tranquilli, e chi vi vuole levare questo privilegio?
 
 "il contrasto allo sviluppo della ricerca scientifica,
 
Quale, quella che si occupa del genocidio di embrioni, a cominciare dalle staminali per finire alla pillola abortiva? Però...!
 
"le discriminazioni effettuate proprio in nome di quel simbolo.
 
Sostanziare, prego.
E, sentiamo, il laicista in nome di quale simbolo discrimina, invece?
Com’è fatto, di grazia, il vostro feticcio? So che si chiama Laicismo, ma raffigurarselo è dura!
A quando la prova ontologica della sua esistenza?

Il crocifisso perciò, grazie a questa sentenza, potrà, per il momento, continuare a “…svolgere anche in un orizzonte laico, una funzione simbolica altamente (DIS)educativa”.
 
Nessun fatto dunque, ma solo tante chiacchiere e distintivo, chissà che mi credevo!
Auguri di pronta guarigione, eh!

Ve le ha cantate: rubytuesday
Permalink | commenti (8)
Commenti
#1   17 Febbraio 2006 - 22:27
 
La cosa sorprendente e' la tempestivita' con cui arrivano queste rivendicazioni che, da ateo razionale e non razionalista, definirei semplicisticamente "irrazionali". Questo e' l'ateismo marxista ammantato da voltairismo prima maniera. Non mi preoccuperei molto; anche Voltaire ha chiesto un prete prima di morire. Pero' Marx no.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#2   17 Febbraio 2006 - 22:29
 
Mio Dio, che sbrodolata di nulla. Tanto logorroici quanto inutili. Urge una rubrica quotidiana: UAAR, la prova del ciuco. Proviamo a scrivere il format, come niente facciamo le scarpe alla Endemol. :)

Bernardo
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#3   17 Febbraio 2006 - 22:33
 
Pseudosauro Marx non è morto, è vivo, lotta con noi ed è gay.

Bernardo
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#4   18 Febbraio 2006 - 09:16
 
Stupisce l'uso disinvolto e a corrente alternata fatto sulle sentenze della magistratura. Quando va nella direzione giusta ed equa (come nel caso del crocifisso)saltano su i laicisti blasfemi a invalidarne il significato. Quando scarcerano pericolosi terroristi kamikaze "perché il fatto non sussiste" allora la solita sinistraglia applaude e parla di giusto verdetto. Io il mio concetto di giustizia "giusta" me lo sono fabbricato a prescindere: crocifisso esposto alle pareti e terroristi a marcire in galera gettando la chiave dalla finestra. In mare. Nessie
utente anonimo

#5   18 Febbraio 2006 - 09:58
 
d'accordo su tutto coi presenti, anche con nessie, aggiungendo però una chiosa al suo intervento, cioè "dopo un processo". di questi tempi, meglio precisare anche l'ovvio. i fascismo ne abbiamo avuto abbastanza nel XX secolo.

La parte più spassosa del testo degli Uau, o come si chiamano, è quella parola "intolleranza" buttata là, come una cacchetta di carnevale. Che squallore.

utente anonimo

#6   18 Febbraio 2006 - 10:01
 
il commento precedente è mio, ciao ciao
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente holdenC

#7   18 Febbraio 2006 - 13:27
 
Bernardo: faccio autocritica e mi autosospendo. Anzi, mi autopunisco e mi autoeviro...

Abelardo, pardon Lo PseudoSauro
utente anonimo

#8   18 Febbraio 2006 - 15:51
 
Ama il prossimo tuo come te stesso... amatevi gli uni gli altri come io ho amato voi. Fino a farsi crocefiggere. Gesù è stato il più grande maestro di intolleranza della storia! ;-)

x Nessie: non buttare la chiave a mare, inquina. Mettetela in bocca a quelli dell' UAAR.
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Commenti
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categoria : stupidari, antropomorfi



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