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La Suprema Corte degli Stati Uniti si è riunita martedì 21 per vagliare la costituzionalità* del divieto di “aborto a nascita parziale”, l’annoso contenzioso a causa del quale la Corte neo-costituita si trova già in pieno marasma. L’amministrazione Bush ha già fatto diverse pressioni alla Corte per ristabilire la legge federale che vietava tale feroce e inumano atto medico, legge che fu approvata nel 2003 ma mai messa in pratica poiché screditata dai giudici della California, del Nebraska e New York. Il risultato probabilmente dipenderà dai due uomini che il Presidente Bush ha insediato recentemente nella Corte. La Corte, nell’attaccare questa legge, già nel 2000 si era spaccata (5 a 4) e relativamente all'aborto a nascita parziale pare che difettasse di un'eccezione a tutela della salute della madre. Ma il giudice Sandra O'Connor, promotrice dell’ultimo spareggio, si è ritirata il mese scorso ed è stata rimpiazzata da Samuel Alito. L'aborto è stato l’argomento più infuocato nella battaglia per la nomina di Alito, poiché la giustizia è al servizio della vita e Alito certamente contribuirà a sensibilizzare la Corte sull’aborto e su altre problematiche a vantaggio delle generazioni future. Alito, coi suoi provvedimenti alla Terza Corte d'Appello degli Stati Uniti, di Filadelfia, ha dato dimostrazioni di buona volontà e certamente più della O'Connor, la prima giudice donna americana, nell’approvare le limitazioni sugli aborti, che furono legalizzati con la sentenza Roe vs Wade nel 1973. La legge federale sul divieto di aborto a nascita parziale proibisce un certo tipo di aborto il quale generalmente viene effettuato nel secondo o terzo trimestre di gravidanza: è una procedura in cui un feto di 6-7 mesi viene parzialmente rimosso** dall’utero e il cui cranio viene perforato o schiacciato con susseguente rimozione del materiale cerebrale. La Corte con un 9-0 ha ribadito, in gennaio, la legittimità del coinvolgimento familiare relativamente alle decisioni in materia di aborto e che le limitazioni statali devono contenere un'eccezione tesa a salvaguardare la salute della madre. La legge federale attualmente non contempla le eccezioni di salute, ma i suoi difensori sostengono che tale procedura abortiva non è mai necessaria al fine di tutelare la salute della donna.
