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Di cultura & società con tanto di colonna sonora. Come a dire: canta che ti passa. (dopo avermi letto canticchierete tutto il giorno)

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sabato, 11 marzo 2006,ore 22:07

Whose Side Are You On?

Franco Cardini fa lo gnorri islamico, al pari stranamente (ma non troppo) di politicanti sinistri e, biasimando le iniziative estere pro domo CdL, immancabilmente, sempre al pari dei sinistri, strattona Berlusconi e il suo servilismo nei confronti degli Stati Uniti. Maggiordomi a parte (che del resto il Cardini abbandona presto a scapito di una polemica ben più interessante della dietrologia), nella sua lettera aperta il noto storico fa affermazioni che non mi sogno nemmeno di definire “gravi”, ma che invece non esito a dipingere come esternazioni che sembrano attinte un po’ qua un po’ là tra il ciarpame di mezza tacca no-global e il sovieticume mimetizzato di seconda rimasticatura. Difatti magnanimo elargisce questo appello a tutti coloro che lo sappiano accogliere e, suo malgrado, temo che gli unici siano appunto i no-global e i comunisti spinti.
Dunque sappiate, siori e siore, che IL TERRORISMO INTERNAZIONALE non esiste, come recita il buon Generale russo Ivashov, il quale se ne intende e al quale Cardini pare si sia ispirato.
Come ogni buon diavolo che si rispetti, per meglio agire e dunque essere, il demonio deve prima di tutto riuscire a non esistere.
Il succo è sempre lo stesso a sinistra come a destra dell’antiamericanismo ideologico: l’11 settembre è stato un ignobile inside job con tanto di set hollywoodiano e divi al viale del tramonto che brandiscono le loro piume di struzzo per mostrare al mondo che sono ancora in grado di recitare.
Anche Al-Qaeda sarebbe un’invenzione della CIA, organizzazione che in sé è una specie di ventriloquo che aziona l’orribile pupazzo che ha il solo scopo di terrorizzare i bambini che non vogliono andare a letto presto.
Cosa voleva dirci lo storico? Criticare il significato odierno dell'allineamento con gli U.S.A? Sembra che l'occasione gli sia sfuggita. Questo ozioso “indovina chi è il malvagio?”, al quale invece si abbandona, nonché deja-vu riscontrabile persino nei peggiori condomini, ha lo straordinario effetto di rendere la maldicente dirimpettaia più fastidiosa e invisa persino della calunniata. 
Per dimostrare come la longa manu della CIA potrebbe risultare improvvisamente corta ci vuole davvero un attimo, se solo fosse interessante dimostrarlo, accennando appena appena al fatto che il dabbenuomo signor Al-Zawahiri, implicato nell'assassinio Sadat nonché braccio destro di Osama Bin Laden e ideologo di Al-Qaeda, ebbe frequentazioni cinesi nel '97 e venne addestrato in Russia dal FSB/KGB nel ‘98 prima di affiancare il Bin in Afghanistan; piuttosto, il gentiluomo Mohammed Atta, fu invece addestrato a Brno (oggi Rep. Ceca) dal KGB, mi pare ovvio, ma è meglio fermarsi qui che "a mille ce n’è", diceva la sigla delle fiabe sui dischi in vinile.
Ebbene, se Al-Qaeda e il terrorismo internazionale sono il parto fantasioso di quei maestri della dissimulazione americana, io mi chiedo a questo punto se siano mai esistiti davvero i dirottatori aerei che hanno funestato la mia infanzia negli anni ’70, se siano mai esistiti i Talebani, gli shaid oppure i bombaroli che hanno agito in ogni luogo. Tutti fantasmi americani utili a tenere l'Europa in tasca ancora un po'?
Ecco: il delirio paranoide antiamericano è quello che emerge dalla rimozione dei dati di fatto.
Anche se Al-Qaeda fosse, più che una reale organizzazione, una forma mentis che raduna in un ideale tutti gli "al-qaedizzabili" nel mondo, le cose non sarebbero affatto diverse da quelle che sono.
Cardini brandisce la vecchia fanfaluca dell’Imperialismo globalizzante cara anche ai soliti noti sinistri (non per nulla si meritò un’intervista sull’Unità) che produce le guerre etc., destinato ad implodere per dare spazio al rinnovamento socialista: il socialismo come superamento del sistema capitalistico, è ampiamente dimostrato, consiste nel fallimentare socialismo di stato, il governo di stampo ipernazionalistico dei guardiani delle mandrie. Qualcosa di vicino al totalitarismo di cui a destra e a sinistra dell’antiamericanismo si ha evidentemente nostalgia e dove la brutta destra e la brutta sinistra si somigliano ( "A noi pare che i paesi a regime socialista siano più umani di quelli a regime capitalista", Cardini disse diversi anni fa).
Però molte multinazionali della globalizzazione sono europee: c’è quindi anche un imperialismo europeo, come mai non ne parla nessuno in termini di IMPERIALISMO? Paura che il patron della Nestlé vi scaracchi nella cioccolata, eh? Ma Cardini, tra un couscous e un wurstel rimasti sullo stomaco, fa incubi notturni dove l’Occidente si autoapprova e passa il tempo a bearsi dei suoi stessi abusi: se si svegliasse si accorgerebbe che esiste un Occidente dei diritti, della democrazia, delle libertà individuali, del pensiero critico. Questo è tutto quello che occorre difendere e di cui occorre parlare con grandissimo spirito analitico senza cadere banalmente nello sterile antiamericanismo ideologico di destra come di sinistra. Avendo bene in mente la differenza che passa tra la merce e il pensiero (che invero la prima tuttavia circola più dell'ultimo) e tra il pensiero e la paccottiglia demagogica.
Personalmente, Cardini permettendo, il mio futuro lo vorrei democratico. In mancanza di esempi migliori, mi tengo il modello occidentale. Che poi la democrazia non sia un bene esportabile è vero quanto è vero Hamas. Però mi chiedo se nei suoi incubi peggiori, a proposito di merce e dell’Imperialismo, Cardini riesca almeno in sogno a recarsi negli amati paesi arabi delle mille e una notte, fondatori dell’OPEC che stabilisce il prezzo del greggio sia per i ricchi che per quelli con le pezze al sedere, per fare le sue belle rimostranze da primo della classe.
b
Avvertenze: quanto sopra non ha lo scopo di screditare lo studioso di storia medievale ma l'opinionista politico  completamente inattendibile, le cui meditazioni, per la consuetudine mediatica solita, potrebbero essere scambiate per oro colato d'auctoritas. 
Ve le ha cantate: rubytuesday
Permalink | commenti (44)
Commenti
#1   12 Marzo 2006 - 07:18
 
E poi Cardini dovrebbe essere un medievista noto in tutto il mondo, ma tra i veri storici non lo e' proprio; io stesso ne ricordavo vagamente il nome; ma per la cultura gramsciana e' una specie di star come del resto Luciano Canfora, altro storico marxista che decide graziosamente quali episodi emendare in ossequio alla strana idea che ha questa gente della cultura in genere. Tant'e' che ad uno dei libri del Canfora che avrebbe dovuto far parte della collana "Fare l'Europa", diretta da J. Le Goff (nota bene l'ideale animatore della nuova Confraternita), e' stata rifiutata la pubblicazione - in Germania - in Italia tutto OK, naturalmente. Pero' Cardini conosce i paesi arabi ed ha lungamente soggiornato in Egitto. La sua revisione storica della secolare contrapposizione critiano-islamica, e dell'apporto arabo alla nostra stessa cultura, aveva certo qualche senso anni fa, ma ormai fa parte del coro unanime degli acritici detrattori dell'occidente. Tutti questi intellettuali, Eco compreso sono fondamentalmente antioccidentali anche se mostrano di avere una profondissima conoscienza della sua genesi filosofica, storica e politica. Temo che, al solito, il pregiudizio anti-cristiano ne sia la causa, o meglio, l'effetto della scuola marxista internazionale. E' la solita storia dell'uovo e della gallina.

Anche molti nostri BR furono addestrati "oltre il sipario": valga per tutti il nome di Savasta. Ci sono documenti inoppugnabili a conforto di questa tesi. Addirittura ci sarebbero indiscrezioni su alcune parti del famoso Dossier Mitrokhin - emendato alla fonte per i soliti motivi di opportunita' - che vedrebbero importantissime personalita' attualmente schierate alla guida dell'opposizione tra gli infiltrati del KGB. E si sa che questo e' ancora pienamente operativo, anche se in un ambito piu' ristretto.

Insomma: il Barbone e' ancora il Profeta dell'Occidente e insieme a "quell'altro" pacifista di Maometto.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#2   12 Marzo 2006 - 10:08
 
Chi sbaglia storia sbaglia politica, poiché la storia è politica sperimentale. Strano che uno storico non lo sappia; storico poi che ha fatto l'apologia si dei crociati che di Saladino, come se si fosse trattato di una semplice questione tra galantuomini risolta pacificamente.
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#3   12 Marzo 2006 - 10:09
 
Sulla serietà di Cardini come storico non ci piove, così come su quella di Le Goff. E' a gente come loro che dobbiamo gran parte di quel processo di revisione dei falsi miti negativi della storia del cattolicesimo (inquisizione, crociate, ecc.), creati a bella posta dalla storiografia etica dell'illuminismo.
Non c'è alcun dubbio che la cultura araba sia stata ricca e importante e non è da mettere in discussione che la sua mediazione abbia avuto un ruolo di primo piano nella formazione dell'aristotelismo scolastico e negli studi pitagorici e matematici in genere.
Purtroppo, però, in mezzo c'è stato l'impero ottomano: la specificità culturale dei turchi e la loro chiusura aggressiva hanno segnato l'Islam per sempre. Cardini non può fingere di non sapere che tra noi e l'età dei califfati c'è stato tutto questo, e il declino politico e culturale dell'Islam ha seguito da vicino quello dell'impero turco. Oggi l'Islam è una cultura radicata in paesi poveri, sottosviluppati; non fanno eccezione quelli che possiedono il petrolio, perché è noto che tale risorsa non ha prodotto e non produce uno sviluppo diffuso ma si limita ad arricchire enormemente una casta ristretta di privilegiati. Quando il petrolio finirà il mondo islamico collasserà in via definitiva e rischieremo nuove invasioni barbariche (demograficamente parlando, è ovvio, perché, sembrerà paradossale, ma è proprio il petrolio a moderarne oggi l'aggressività).
Cardini ha in testa un mito umanistico (bello ma irreale), sogna una nuova età di cattedrali e moschee (bella ma irreale), e, come tutti gli uomini della destra "storica", condivide coi marxisti il giudizio critico nei confronti della deriva economicistica del razionalismo. Il problema è che si rischia di buttare via il bambino coi panni sporchi: l'intera filosofia postscolastica insieme alle sue conseguenze meno brillanti, Leibniz con Malthus, per intenderci.
Il modello anglosassone - vincente - contrapposto a quello levantino - perdente -: è questa la chiave per comprendere, a mio parere, la sua posizione di storico. Cardini è un nostalgico della cultura mediterranea (come molti francesi, d'altra parte, a partire da Camus) che guarda con sofferenza e sospetto all'affermazione perentoria del modello atlantico.

Bernardo
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#4   12 Marzo 2006 - 11:37
 
Bernardo: periodi come quelli dei pacifici Mutaziliti o dei califfati Abbassidi e Omayadi sono molto circoscritti nel tempo. Noi, in quanto occidentali, non possiamo prescindere dal fatto che la frattura del Mediterraneo sia stata la causa di una spaventosa involuzione che si e' protratta per oltre mille anni. E non si puo' prescindere dal fatto che si considerano "religioni" vere e proprie macchine di conquista che costruirono una religione fanatizzante a solo scopo egemonico. La tesi di H. Pirenne sulla cristianizzazione dei barbari e l'arabizzazione dei cristiani e' valida ora come lo fu a quei tempi, e andrebbe tenuta in piu' alta considerazione, ma troppo spesso viene considerata una tesi semplicistica. Quanto al contributo di F. Cardini, permettimi di considerarlo assai piu' modesto di quanto non sia. Il difetto principale di tutti gli storici ed intellettuali marxisti, o contaminati, e' quello di non saper distinguere tra Storia e Propaganda, o formazione politica. Se uno storico applica l'analisi marxista alla Storia rinuncia al metodo scientifico in favore della sua Auctoritas di riferimento, il che lo squalifica automaticamente come storico; indipendentemente dal fatto che possa vantare anche qualche merito. Anche l'Illuminismo ha fatta la sua formazione politica, ma gli effetti di questa sono in linea con quelli dell'egemonia culturale gramsciana come da papa Rousseau. L'unica variante la vedo nel persistente anticristianesimo che, di fatto, vorrebbe - e con successo - estendere l'effetto della propaganda anche oltre l'ambito politico di riferimento. Insomma: e' tutto parte della macchina; anche il legittimo revisionismo storico che, se badi bene, diventa un peccao mortale solo quando viene applicato alla Storia Contemporanea...

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#5   12 Marzo 2006 - 12:03
 
Mi sono sempre chiesta perché quelli coll'uzzolo del levantino non prendano armi e bagagli e vadano a collocarsi nelle rispettive patrie ideali, del resto sono realtà pronte, tangibili, che non serve più teorizzare o augurarsi: ci sono!
Si accomodassero, quindi.
Temo invece di sapere cosa li trattiene qui: la possibilità di interpretare la democrazia e la libertà come un bel materasso a molle sul quale zompare tutti i giorni berciando a vanvera. Non è mica poco.
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#6   12 Marzo 2006 - 12:13
 
Mi sono scordarta di scriverlo qui, Sauro, perché l'ho scritto altrove. L'analisi della storia fatta con spirito eticista destituisce l'analisi stessa di ogni fondamento. Personalmente, e lo dico anche a Bernardo, non ho alcunché da ringraziare circa il revisionismo sulle crociate: per comprendere Bernardo di Chiaravalle non sentivamo affatto la mancanza di un Cardini.
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#7   12 Marzo 2006 - 13:48
 
Io distinguerei gli ambiti.
Cardini, in quanto storico, non è affatto incline allo storicismo etico caro ai marxisti e a certo illuminismo. Il richiamo - in stile Mabillon o anche muratoriano - alle fonti, ai documenti, è una costante del suo approccio metodologico. Stessa cosa si può dire di Le Goff.
Le posizioni di Cardini in materia di geopolitica contemporanea (e non solo), invece, risentono evidentemente delle sue propensioni politiche, che sono filoislamiche e antiamericane (di destra).
Non metterei tutto insieme, per non generare opinioni distorte.
D'altro canto anche uno storico di destra pura come Ernst Nolte non è tenero con la "plutocrazia" statunitense. E devo ricordarvi cosa pensavano Heidegger e Junger degli USA?
In materia di revisionismo, poi, chiunque conduca studi per la verità e contro lo storicismo etico di matrice ideologica fa opera meritoria.
Pirenne? Ha avuto il torto, secondo me, di lasciarsi tentare troppo dalle letture astratte (magari a posteriori, ma cambia poco): affascinanti teorie unificanti che in storiografia, però, conducono spesso lontano dalla complessità oggettiva dei fatti.
Bisognerebbe riscoprire, invece, uno storico del Medioevo di casa nostra - Raul Manselli - davvero ingiustamente dimenticato.

Bernardo
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#8   12 Marzo 2006 - 14:10
 
Io distinguerei uteriormente, la giusta critica che è opportuno fare alle plutocrazie e il disprezzo viscerale.
Budella e storia, interiora e analisi geopolitiche evidentemente cozzano.
Diverso è un Nolte che non avendo certo affettuose simpatie per gli israeliti tuttavia lucidamente critica non poco il popolo palestinese. Lo si può accusare di filosemitismo?
Ecco, spero di essere stata più chiara rispetto alle interferenze nel pensiero delle frattaglie intime altrui.
Bacibà.
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#9   12 Marzo 2006 - 15:44
 
Ma che gente in gamba che c'e' da queste parti... non e' che siete sauri inconsapevoli?

Ruby: magari se ne andassero a far compagnia agli aiatoqua, ma dici bene: qui e' piu' semplice.

Come mi appresto a scrivere a Bernardo, lo "Stato Etico Corporativo" deve avere un supporto ideologico come anche il Soviet: non si scappa... quindi, all'atto pratico che differenza c'e'?

Bernardo: e' vero. Ma per me la destra sociale e il socialismo tout-court sono la stessa minestra. Lo stesso Mussolini dichiaro' che "il Fascismo e' l'unica possibilita' di realizzare il Socialismo dopo il fallimento del Marxismo". Capirai che a vederla con il senno di poi non aiuta la comprensione. Anzi: Hitler ebbe a dire fino negli ultimi giorni della sua vita "Ich bin ein sozialist"... che dovremmo dedurne? Che l'ideologia che move il sol dell'avvenir e' sempre la stessa nelle sue innumerevoli varieta'. E si' che l'ideologia fascista era assai piu' raffinata e moderna di quella socialista cristallizzata ai tempi di Marx, ma che differenza c'e' in fondo? Dirai: la collettivizzazione e' una bella differenza, si', ma la politica estera poi rimane la stessa. Destra e sinistra sono oggi interpretazioni vernacolari del socialismo dovute al dogma antifascista, per salvare capra e cavoli; se no avremmo avuta la rivoluzione di Togliatti prima ancora che finisse la guerra. Come si faceva ai tempi di Yalta? Detto questo io vedrei una sostanziale differenza solo se Cardini fosse su posizioni filoislamiche tipo Hunke, quindi naziste; se no non cambia niente. Il Fascismo gestiva l'Islam, non lo favoriva; ben altro faceva Hitler che lo studio' a fondo per alimentare il suo paganesimo. Cardini era in Egitto ai tempi di Nasser, e sai certo che il nazionalismo panarabo e' un misto orrendo di socialismo e cultura islamica, anche se piu' simile al nazismo, vista la base etnica su cui poggia la cultura di riferimento. Quindi ritiro il "marxista" ma l'impianto dell'analisi rimane in piedi, mi pare. Il Fascismo di Spirito, e pure quello di Cantimori, era un'ideologia alla cui luce tutto andava interpretato, cosi' come per Marx ed Engels. Gli Scriptoria ideologici lavoravano a pieno ritmo, come anche ora, e ogni visione ideologica della Storia e' una distorsione della realta' che si deve piegare alla sua forma. Cos'e' rimasto in piedi ad oggi? Il Socialismo come agli inizi... vedi?

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#10   12 Marzo 2006 - 18:30
 
Sauro, non è stato affatto un errore marchiano il tuo sul "marxista" dato al buon Cardini, se lo merita abbastanza poiché salta così all'occhio la sua visione del mondo così poco problematizzata ma nel contempo fatta di arcani e tessiture occulte, che mi auguro per lui una laurea in storia contemporanea al più presto: un medievalista efficace come lui non dovrebbe disdegnare in questo modo irreale lo scorrere del tempo: il califfato illuminato di Arun Al Rashid non è più. E il complotto pluto-giudaico-massonico è roba di mia nonna.
Il succo è che ci piacerebbe sentire un disco nuovo.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente rubytuesday

#11   12 Marzo 2006 - 19:18
 
Ruby: la mia superficialita', come ti dicevo, dipende dal fatto che mi sembra sempre la stessa minestra. Che ci frega di qual'e' il colore delle lenti che uno vuole indossare? Noi osserviamo che ci vede male e tanto ci deve bastare; se vorra' curarsi sara' affar suo.

Pero' quella del complotto non te la lascio passare. Si che non si puo' attribuire ad una religione o ad un'etnia una responsabilita' simile, ma e' un dato di fatto che ai primi del '900 la finanza mondiale era nelle mani di meno di 300 persone che si conoscevano tutte tra loro... la Ia GM, probabilmente non sarebbe mai esplosa se non vi fosse stato un preciso interesse finanziario. Anche la questione dei falsi Protocolli di Sion va intesa un po' meglio. Furono prove false e generiche, anche se redatte con grande maestria, ma il falso serviva per provare qualcosa che altrimenti sarebbe stato indimostrabile; e questo aveva attinenza proprio con un certo capitalismo piu' che con questioni etniche o religiose. Nonostante l'abominio nazista la requisizione dei capitali seguita alle leggi razziali libero' una quantita' enorme di risorse finanziarie e fece fare alla Germania un balzo economico tremendo. Da un punto di vista storico bisogna stare attenti a non buttare via anche il bambino con l'acqua sporca. Se ci mettiamo a fare la morale facciamo come i nostri oppositori. Purtroppo e' vero anche ora che la finanza mondiale e' nelle mani di pochissime persone. Il famoso convegno sul Britannia a cui avrebbe partecipato il nostro Draghi dovremmo considerarlo un semplice ricevimento del jet set? L'importante e' osservare i fatti e limitare la loro interpretazione per quanto questo sia umanamente possibile, ma i dittatori del passato non li hanno inventati, li hanno solo strumentalizzati. Spero che il disco rotto non ti abbia annoiato.

Avrei da chiederti qualcosa a proposito dell'attendibilita' o meno di Lorenz su questioni antropologiche e il tanto discusso "spazio vitale"; sei documentata in materia? Visto che sai tutto non mi stupirebbe.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#12   12 Marzo 2006 - 20:00
 
Cardini è sempre interessante da leggere, certo va preso con un po’ di cautela. Diciamo per esempio che ha scritto la prefazione del Corano tradotto dall’UCOII (Unione Comunità Islamiche Italiane) che praticamente è il referente italiano dei Fratelli Musulmani. Non esattamente dei campioni di moderazione. Io ho letto la versione precedente del Corano a cura dell’UCOII (edizioni Newton Compton) e c’erano delle note esegetiche a piè pagina che erano né più né meno che istigazione all’antisemitismo, per non parlare della liceità coranica della fustigazione della moglie infedele ed altre amenità varie. Pare che questa nuova versione abbia emendato alcuni di quei concetti infelici, complice anche l’apporto di Cardini, ma io continuo a non aver troppa fiducia in Hamza Roberto Piccardo e nell’UCOII. Questa collaborazione di Cardini gli fu anche rimproverata da Pierluigi Battista sul Corriere, forse da qualche parte in rete si trova il carteggio.

A proposito, il fascismo e il nazismo erano socialismi di destra.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ClaudioLXXXI

#13   12 Marzo 2006 - 20:19
 
Se ti riferisci alla trovata pannelliana del "rientro dolce", conseguente al discorso sul sovraffollamento e devastazione dello spazio vitale per la competizione sul cibo, credo che più che lorenziano il loro sia un viraggio verso una scempiaggine malthusiana.
Tuttavia vi sono teorie dette del caos deterministico per cui in un sistema come quello degli organismi viventi non vi è alcuna possibilità di prevedibilità sugli sviluppi futuri, quindi ciccia. :D
Detto mooolto in sintesi, se ti interessa sapere qualcosa nello specifico fammi sapere.
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#14   12 Marzo 2006 - 20:24
 
Claudio: hai detto proprio una cosa che ho saltata per brevita' e di cui mi riservavo di parlare. La prefazione al q'ran dell'UCOII e' gia' di per se stessa una dichiarazione di appartenenza. I Fratelli Musulmani sono la massoneria islamica e la Massoneria e' Universale di nome e di fatto, anche se vi sono M cattoliche e dalle piu' varie ispirazioni religiose o ateistiche. Il tipo di M in oggetto, sebbene molto identitaria ha qualcosa in comune con quella dei Giovani Turchi dei primi del secolo, che sebbene atea utilizzo' la parte islamica della societa' come strumento egemonizzante. Lo sterminio dei cristiani armeni fu opera di questo governo turco. Ideologicamente si arriva a D'Annunzio, il culto dell'iniziazione esoterica attraverso il sangue e su, su fino a Nietzsche. Che c'entrerebbe l'Islam con un'ideologia atea? Semplicemente nell'Islam non vi puo' essere alcuna separazione culturale tra sacro e profano. Naturalmente qui si fanno ipotesi azzardate, ma certi legami culturali non saprei spiegarli altrimenti.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#15   12 Marzo 2006 - 20:26
 
Claudio: l'appioppare destra o sinistra ad un'ideologia mi sembra francamente un tipo di sistematizzazione assai poco scientifica, ma e' un discorso lungo.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#16   12 Marzo 2006 - 20:29
 
@ Sauro:

e.c.: "il loro" relativo al mondo pannellianamente inteso. :D

Le so tutte?
Ma dai! Nemmeno un po'. :(


Ciao Claudio, non si tratta di generalizzare ma non vedo una differenza sostanziale ai limiti dell'abisso nei socialismi di destra o di mancina che siano.
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#17   12 Marzo 2006 - 20:39
 
Ruby: vedo che mi hai capito al volo, ma la cosa m'interessa anche da un punto di vista socio-antropologico soprattutto in rapporto alla densita' abitativa urbana e le concentrazioni umane in genere. Ad occhio e croce immagino che ci dev'essere un numero mostruoso di variabili... vedi che sai tutto?

Lo PseudoSauro

P.S.
Vai a vedere qui:
http://www.musanim.com/scores/RubyTuesday.htm
non e' fatto molto bene, ma e' gia' qualcosa. Poi ti faro' un lavoro un po' piu' professionale. Fidati della plugin che ti propone di scaricare.
utente anonimo

#18   12 Marzo 2006 - 21:00
 
Sui Fratelli Musulmani come massoneria islamica non ne sapevo nulla, da quel che so io sono un'emanazione dell'islamismo wahabita Bin Laden-style. Invece i Giovani Turchi erano massoni sì, Kemal Ataturk era Gran Maestro o qualcosa del genere, infatti il suo obiettivo (largamente perseguito) era una laicizzazione coatta della Turchia sul modello della scristianizzazione europea soprattutto francese.

Sui socialismi di destra, sapete benissimo che Mussolini iniziò come socialista e il corporativismo fascista si proponeva come terza via al socialismo bolscevico e al liberalismo anglosassone, mentre nazismo è la contrazione di nazionalsocialismo e ho detto tutto.
Comunque volevo dire quel che ha detto Ruby: di destra o di sinistra, il peccato originale dei socialismi è che privilegiano la collettività a scapito della dignità individuale. Sono parte dello stesso abisso. E poi c'è l'abisso opposto del libertarismo decantato dai radicali, che nega la comunità ed esalta l'individuo come egocentrico padrone di sè stesso libero da ogni legame (dissoluzione della famiglia, eutanasia, aborto, lotta alla Chiesa... tutto discende da qui).
Tra questi due abissi, o meglio sopra questi abissi, c'è l'antropologia cristiana che vede l'individuo fatto ad immagine e somiglianza di un Dio che è Trinità, che è amore. Nel rapporto dialettico tra individuo e società, il cristianesimo abbraccia ENTRAMBI. Per questo è la salvezza sia dall'egocentrismo che dall'annichilimento individuale.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ClaudioLXXXI

#19   12 Marzo 2006 - 21:39
 
Claudio: non prendere per oro colato quello che dico, ma il fatto che la confessione wahabita sia l'ambito religioso di riferimento dei FM non mi pare del tutto esatto. L'integralismo islamico e' storicamente funzionale alla conquista; tant'e' che nei lunghi periodi di stagnazione si sono sviluppate altre confessioni a seconda del califfato di appartenenza e queste hanno sempre avuto una connotazione piu' moderata. Pero' e' vero che l'islamizzazione e' partita dall'Arabia Centrale ed e' stato il fanatismo che ha permesso ad una civilta' pressoche' inesistente di sfruttare il momento storico e conquistare mezzo mondo conosciuto in nemmeno 100 anni... Si tratterebbe invece di porsi il vero problema che somiglia a quello dell'uovo e della gallina: la religione islamica e' nata al fine di dare unita' e regole ad una piccola societa' frammentata o piuttosto e' stata una geniale invenzione strategica? Da cio' che vedo io mi parrebbe piu' ragionevole la seconda opzione.

Il regime di Mustafa Kemal non coincide con i Giovani Turchi, almeno se ricordo bene, ma la massoneria ha grande importanza in entrambi i casi.

Quanto alla questione socialista, continuo a considerarla pelosa quanto la Lucy buonanima. La lettura del testamento di Mussolini spiega bene che il corporativismo fascista non aveva connotazioni borghesi, anche se venne aiutato dalla borghesia per levarsi di torno sconci tipo la "settimana rossa". L'ideale di Mussolini, ma anche quello di Hitler era quello di "socialistizzare" il mondo: senza alcun attributo. Naturalmente la virata razziale sulle posizioni naziste presupponeva che il popolo tedesco e quello italiano sarebbero diventati i "popoli padroni", ma a ben guardare fino nel soviet la questione etno-culturale non venne mai del tutto risolta... dovrei rileggere parecchia roba per farmi un'idea.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#20   13 Marzo 2006 - 09:31
 
Che Ataturk fosse massone non lo metto in dubbio, infatti dichiaro` "non ho nessuna religione e vorrei che tutte esse sprofondassero". Sono poi in parte d`accordo con lo pseudosauro, che esistano massoneria di STAMPO cattolico, protestante, islamico, mistico-orientale, ecc, ma cio` perche` il fenomeno massonico in se` non e` null`altro che una estrema relativizzazione sincretica della coscienza religiosa gnostico individualistica, che permette che possano esistere diversi stampi religiosi, non vere religioni, perche` tutte queste si perdono quando impiantate nella struttura massonica relativista, dove conta solo l'esperienza religiosa, non la religione.

Riguardo poi ai regimi di destra e di sinistra, essi non fanno che confermare un'eterogenesi dei fini che finisce sempre nello stesso modo. Sempre la stessa minestra riscaldata, che si presenta con nuovi colori. I demoni che rinascono di secolo in secolo.
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#21   13 Marzo 2006 - 11:40
 
Ago: OK

L'ateismo dei Giovani Turchi non impedi' loro di servirsi degli islamici per massacrare i rissosi e cristiani armeni.

L'ateismo di Ataturk era comunque assai meglio dell'islamismo precedente. Fin'ora e' stata solo la casta militare ad occuparsi della custodia dello stato laico, ma con Erdogan ed i partiti islamisti tutta la societa' turca si sta reislamizzando ed anche i militari fanno altrettanto. E poi vorrebbero la Turchia in UE... vale il discorso di cui sopra: la reislamizzazione e' sempre stata funzionale alla conquista e i turchi vedono in tal modo la loro entrata in UE. Ma tanto la UE crollera' ben prima.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#22   13 Marzo 2006 - 12:48
 
Pseudo sauro: perfettamente d'accordo con te: capi non credenti che usano manovalanza islamica, come disse un mio amico; hai ragione anche per la reislamizzazione: in tutti i paesi dove si e' tentato di introdurre una certa laicita', si e' assistiata alla nascita di fondamentalismi.

E io spero proprio che l'UE crolli sotto il peso della sua albagia!
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#23   13 Marzo 2006 - 13:25
 
Come fa a crollare ciò che non esiste? L'UE è solo un'area di mercato che, in quanto tale, può solo espandersi inglobando progressivamente fette di pianeta (per questo prima o poi la Turchia vi entrerà). L'unica istituzione rilevante in Europa è la BCE, perché il governo sovranazionale dell'economia è funzionale alla dimensione sovranazionale dell'economia stessa, accentuata oggi dai processi di globalizzazione.

Bernardo
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#24   13 Marzo 2006 - 19:59
 
Beh Bernardo... se si trattasse di un progetto economico sarebbe bastata la CEE. La BCE ne e' il motore e il detentore del ricatto finanziario; un po' come avveniva per l'URSS, ma a mio parere un po' peggio. In realta' la UE e' un progetto geostrategico di lungo termine che dovrebbe fare pensare ad un ritorno dell'ideologia europeista basata sulla componente etnica. Infatti la Turchia e' culturalmente avulsa dall'Europa, anzi, quasi la sua negazione, ma la maggioranza del popolo turco e' etnicamente affine... l'euro e' stato dichiaratamente scelto come il mezzo per creare l'unita' politica, non quella economica. E quando la politica dipende dalla finanza la sovranita' territoriale va a farsi friggere. E quale sarebbe l'ideologia secondo la quale l'economia viene prima dell'Uomo?
Ce n'e' parecchio su cui interrogarsi.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#25   13 Marzo 2006 - 23:38
 
Ho letto solo ora il tuo post, cara Ruby, dato che sono stata via, e lo sottoscrivo fin nelle virgole. Cardini ha il vizio "assurdo" di usare il suo prestigio di storico medievalista per allargarsi all'interno della solita fuffa no global e negazionista che pur nelle molteplici anime di ultrà di sinistra e ultrà di destra che inevitabilmente si tangono, rispolvera la solita teoria complottara dell'Impero americano che colpisce ancora. Lui, Toni Negri e quel Sepe filosofastro che sembra uno stupratore notturno di bambini. Bravissima! Ciao Nessie
utente anonimo

#26   14 Marzo 2006 - 00:15
 
Errata corrige: sono fusa e ho sbagliato il nome del "filosofastro" che è Preve, Costanzo Preve e non Sepe come ho scritto. Fa comunque parte anche lui del cosiddetto Campo Antimperialista. Ciao Nessie
utente anonimo

#27   14 Marzo 2006 - 00:47
 
Uà chi piacere a sta' int' 'a stu cungresso di scinziati...
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#28   14 Marzo 2006 - 01:03
 
Miii, gli antimperialisti, Nessie!
Ma qual è la loro visione dell'economia? Il commercio intranazionale in tacchi, dadi e datteri ai mercatini rionali?
Qui urge la sveglia dell'avatar di Ago86!
P.s.: persino il Toni Negri ha plaudito al superamento degli stati nazionali favorito dalla globalizzazione, vivaddio.

Un ciaone
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#29   14 Marzo 2006 - 01:35
 
Ah che bello café, solo a Napule o sanno fa... Mister Go, qui gli abbonati al Manifesto sono i benvenuti: mai corcato de mazziate nessun abbonato in vita mia.
:D
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#30   14 Marzo 2006 - 10:05
 
A' ricetta de Ciccirenella/cumpagno de cella/precisa a mammà. :-) Manifesto? Se penso che è stato il Corrierino dei Piccoli di Riotta, Lucia Annunziata, Enrico Deaglio e di altre illustri "penne indipendenti" oggi in carriera, mi sento quasi male. Ciao Nessie
utente anonimo

#31   14 Marzo 2006 - 13:20
 
X Bernardo: la Ue crollera' comunque anche se si tratta solo di economia, infatti la Francia continua a fare i suoi comodi fregandosene di tutti. Se continua cosi', crollera', qualunque cosa sia, per il solo fatto che non sara' piu' un unione.

X Rubytuesday: grazie per il commento sul mio avatar, l'ho scelto in primo luogo perche' mi piaec, in secondo per il motivo che hai detto. Ciao!

X Mistergo: il tuo avatar e' fantastico, stupendo! Ma non dirmi che alle elezioni voterai Antonio (Di Pietro)?
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#32   14 Marzo 2006 - 16:12
 
Ruby: il superamento degli stati nazionali pare piu' un annullamento degli stessi: non trovi? E chi garantirebbe la legalita' in una tal Babele globalizzata? Facciamo viaggiare le persone, l'economia, ma non rimuoviamo il rapporto con il territorio, almeno fino a che non saremo tutti puri spiriti. E poi, sul concedere la liberta' di movimento ad ogni varieta' di "risorsa", da qualunque "paradiso" essa venga mi parrebbe cosa da considerare con piu' attenzione visti i tempi. Volendo, arriverei adirittura ad auspicare un minimo di salvaguardia etnica, e non solo culturale, di ogni popolazione. Maxima extensio minima comprehensio, diceva il tale... mi pare che data la fine di Impero Romano ed Impero Asburgico si potrebbe quantomeno auspicare una strategia di riserva.

Lo PseudoSauro

Ovviamente non sono un' "antiimperialista, ma nemmeno scemo. :-)
utente anonimo

#33   14 Marzo 2006 - 17:52
 
Saurone, io distinguerei i piani. Un conto è l'economia un conto è la cultura, e un conto è l'interesse nazionale e un conto e la propria identità.
E' un discorso che ho fatto in un altro blog che ormai tende a spossarmi.
L'economia globalizzata sembra la terribile novità del millennio e invece c'è da tempi immemori, e per quelle culture particolarmente evolute (sottolineo evolute) questo non ha mai significato conculcare altri popoli o ridurre immense aree geografiche a sbiadite territorialità mercantili.
Mi pare che i Galli siano rimasti Galli a tutt'oggi, no (i barbari...)?
Voglio dire, perché temere la realtà sovranazionale dell'economia?
Mi par d'orecchare discorsi che mi vogliono parlare vagamente di nazionalismi economici... gulp!
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#34   14 Marzo 2006 - 18:28
 
Io sarei d'accordo con te. Non vedo nella globalizzazione economica (se ben pilota) un potenziale flagello. Direi che non mi fido invece di dottrine autarchiche ed eccessivamente protezioniste. Ovvio, poi c'è il fenomeno Cina e quello va governato prima che si espanda troppo allo scopo di danneggiarci. Nessie
utente anonimo

#35   14 Marzo 2006 - 18:35
 
Ruby: lo sai anche tu che i "barbari" si sono cristianizzati ed hanno proseguito sulla strada dei latini. Non sono rimasti quelli che erano prima di venire a fare le "risorse" da noi. Invece, storicamente, sono stati i cristiani ad "arabizzarsi", come dice il buon Pirenne. "Tutto il mondo e' paese" non funziona a Roma come a Baghdad. Da un punto di vista economico: non ci piove, ma il fraintendere il libero scambio per liberta' tut-court mi pare un'ottimismo che attualmente non possiamo permetterci. E questo proprio perche' alla base di questa tesi c'e' una dose massiccia di relativismo culturale. Secondo me questo puo' funzionare solo nell'ambito occidentale includendo civilta' millenarie che hanno esaurita la fase espansiva militare. E poi tutto dipende da chi gestisce i capitali e qual'e' la cultura che esporta. Credi che semmai avvenisse il sorpasso Cina-USA il mercato sarebbe lo stesso? Io credo di no, perche' quello e' ancora un paese comunista e quindi utilizza, finche' ce la fa, il mercato a fini ideologici. Non te la faccio tanto lunga: per me non vale Popper in questo caso, perche' non voglio perdere. Non mi riesce proprio di considerare l'economia prima dell'Uomo. E questo, purtroppo, e' un difetto di un certo liberalismo come del socialismo.

Lo PseudoSauro

P.S.
l'hai visto quell'affare che ti ho linkato sopra?
utente anonimo

#36   14 Marzo 2006 - 18:42
 
Oh che c'e' anche la Nessie... intendiamoci, il sauro non e' mica un noglobal... diciamo che in questo frangente osserva che nel bundle ci sono cose che sarebbe meglio non globalizzare.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#37   15 Marzo 2006 - 14:45
 
OT scusa, ma che ne dici del mio bannerino su wallinger che tu mi hai suggerito? ovviamente libera inventiva per tutti...
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#38   15 Marzo 2006 - 16:14
 
Eppure Cardini quando spiega Giovanna d'Arco non è affatto male. Mah, non so come guardarlo.
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ClaudioLXXXI

#39   15 Marzo 2006 - 17:06
 
Claudio: si rischia sempre di generalizzare quando si parla di queste cose. Secondo me il criterio valido e' questo: quando lo studioso introduce interpretazioni originali - e documentate - rende un buon servizio alla Storia. Quando invece sottolinea aspetti marginali elevandoli a parametro fa il contrario. Poi va considerato che se, il pur necessario relativismo storico, supporta una politica attiva al momento in cui si propone l'analisi, si tratta di formazione politica. Ovviamente la Storia e' sempre stata usata a fini politici, ma ultimamente si e' superato il limite dell'autolesionismo e si e' traslato un relativismo giusto in uno sbagliato. Lo storico serio deve essere capace di dare una visione d'insieme, non puo' limitarsi al particolarismo; ma questo e' un fenomeno ormai frequente anche nella Scienza. Quando vige una cultura egemone e' difficile considerare puro e semplice "pluralismo" un coro unanime di studiosi che supportano la causa dell'egemonia.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#40   17 Marzo 2006 - 23:25
 
Il dubbio per me è l'unica certezza.

In questo caso scelgo sempre di credere a quello che non conviene ai potenti. Indovinate cosa conviene a Bush & C. che noi crediamo?
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#41   21 Marzo 2006 - 10:24
 
La logica mi impone di dirti che il dubbio in sé ha altre implicazioni logiche che sono l'esatto opposto del dubbio stesso. Ognuno ha sempre centinaia di certezze.
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#42   22 Marzo 2006 - 11:36
 
Il dubbio per me è l'unica certezza.

Affermazione formalmente contraddittoria.

In questo caso scelgo sempre di credere a quello che non conviene ai potenti.

Affermazione sostanzialmente ideologica.

Contraddizione e ideologia: non c'è che dire, cultura ai massimi livelli.

Bernardo
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#43   23 Marzo 2006 - 11:35
 
FUORI TEMA
Rubyna, come ho scritto da Bernardo, non credi che l'eugenetica in salsa olandese altro non sia che un passo avanti consequenziale all'orrore aborto dei feti malformti?
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#44   27 Gennaio 2007 - 17:29
 
bah.....il modo più facile per far credere di aver ragione è proprio quello chen utilizzi tu...screditare i discorsi dell'avversario ponendoli come se fossero delle corbellerie sulle quali ridere. niente piume e figuranti hollywoodiani, ma qualunque idiota che si sia preso la briga di approfondire l'11 settembre sa (bada bene: SA, non sospetta) che non è assolutamente andata come ci hanno detto (e HAI creduto). poi, contenta te.....

PS saputella, ti do un consiglio: non leggere solo quello che vuoi tu...segui una mia indicazione: vai su quel ritrovo di neo-global e comunistacci che è il sito ufficiale dell'FBI, ci troverai una sezione che riporta gli attentati più salienti dal 1960 ad oggi. indovina quanti ce ne sono della potentissima e spaventosa Al Qaeda? ti lascio indovinare....più di uno e meno di tre.....in 50 anni di storia del terrorismo.....chi cambia canale è un burfaldinoooooooooooo
utente anonimo

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categoria : canzonette, antropomorfi



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