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Di cultura & società con tanto di colonna sonora. Come a dire: canta che ti passa. (dopo avermi letto canticchierete tutto il giorno)

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venerdì, 17 marzo 2006,ore 12:50

Vissi d'arte, vissi d'amore...

La videoinstallazione di Mark Wallinger nella cripta del Duomo di Milano ripropone il problema del rapporto tra sacro e arte contemporanea. In altri termini: è quest'ultima adeguata a esprimere il sacro? La risposta pare essere negativa. L'arte contemporanea è veicolo di una cultura dello spot, del transeunte, della conciliazione conformisticamente trasgressiva con lo spirito secolare, che è l'esatto contrario del sacro. Quando, pertanto, avviene che le due cose s'incontrino, il risultato non può essere che un equivoco, come nel caso del suddetto artista inglese. L'arte contemporanea non riesce a parlare del sacro perché in fondo lo rifiuta, ne fornisce un'immagine inadeguata, superficiale, anche quando vuole essere in qualche modo celebrativa finisce per celebrarne la negazione. L'arte contemporanea, in quanto spot, deve piacere, questo è il suo imperativo categorico, e il sacro (che non è, lo si ricordi, pura e semplice religiosità diffusa, quella che aiutava, e non poco, l'opera dei grandi artisti del passato, a prescindere dai loro personali convincimenti), che consiste in un appello profondo alle singole coscienze, non ha nulla a che spartire con la popolarità. Per questo l'arte contemporanea ha buon gioco quando si fa strumento di rimozione dei simboli del sacro ma appare straordinariamente balbettante nel momento in cui pretende di assumerne i contenuti senza prima negare se stessa. Wallinger ha fallito perché non ha accettato la sfida sino in fondo, non ha recepito tutta la distanza che c'è tra le sue rassicuranti abitudini linguistiche (dato che il suo Cristo - cfr. Ecce Homo - si limita ad essere un arruffapopoli) e l'abisso di senso rappresentato dall'oggetto che aveva davanti. Voler rendere il sacro "accettabile" per la cultura secolarizzata è un fallimento annunciato.

Pertanto, aderisco in toto al dissenso del blog wXre e alle sue motivazioni, ed esporrò il seguente banner da loro proposto, invitando chi si trova d'accordo a fare altrettanto.

 

Ve le ha cantate: rubytuesday
Permalink | commenti (28)
Commenti
#1   17 Marzo 2006 - 15:04
 
generalmente, le gallerie chiedono opere capaci di resistere il tempo che dura il rinfresco. tanto hanno già venduto il nome dell'artista. grazie
luigi
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#2   17 Marzo 2006 - 21:53
 
Diciamo che il cattolicesimo ha rinunciato per primo al rito, ai fasti ed alle celebrazioni, cosi' diamo a Dio cio' che e' di Dio. E lo dice uno che da puer cantor a direttore ne ha macinate di sagrestie. E' finita la commissione di musica, si e' ridotta qusi a zero quella delle altre arti, tutto il resto ne e' una logica conseguenza. E vivaddio che non si produce arte su commissione, se no scapperebbero i pochi che sono rimasti visto il "linguaggio" di avanguardie e transavanguardie. Fortuna che ci rimangono i musei, l'arte del passato e possiamo vivere di ricordi.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#3   17 Marzo 2006 - 22:44
 
Purtroppo hia ragione Sauro: il cattolicesimo ha rinunciato alla bellezza dei riti e dell'arte. Infatti le chiese attuali sono disadorne, sono proprio una fetenzia.
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#4   18 Marzo 2006 - 02:22
 
Ago: io andrei ancora piu' in la... potremmo parlare di forma e sostanza, di tradizione nel senso della continuita' della cultura... nel protestantesimo la traduzione dei sacri testi ha avvicinato i fedeli, nel cristianesimo, invece, li ha dispersi. Non e' solo l'aggressivita' esterna, ma anche quella interna alla chiesa stessa e l'URSS in queste cose ci sguazzava.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#5   18 Marzo 2006 - 02:25
 
EC
naturalmente intendevo "cattolicesimo" ove ho scritto "cristianesimo"
utente anonimo

#6   18 Marzo 2006 - 11:03
 
Pseudo, non ha capito cosa intendi con "aggressività esterna ed interna alla Chiesa"? Non ho capito la frase.

X tutti: quella moderna non è arte. Riporto dal sito di Rino Cammilleri:

Sul «Corriere della Sera» dell’1 novembre 2005 è comparsa la recensione a un libro del critico francese Jean Clair, De immondo, che fa seguito al suo Critica della modernità. Definito «paladino dei reazionari» (i quali, se sono «coloro che reagiscono», possono contare su di me), Clair denuncia l’«estetica dello stercorario» che ormai riempie i musei di arte moderna.

Nei quali si trovano -cita- anche il calco della testa di Marc Quinn, realizzata con cinque litri di sangue dell’artista e conservata in frigo, le foto di David Nebreda coperto dalla propria diarrea, un letto macchiato di urina e cosparso di preservativi e assorbenti di Tracey Amin (opera premiata col prestigioso Turner Prize). Eccetera. L’orrido, il disgustoso e il ripugnante viene celebrato, e in ciò si vede il superamento dei concetti di bene e male in una società che ha perso la spinta verso la redenzione e la bellezza. Da qui, Clair adombra il crollo della civiltà. In effetti, gli artisti, essendo più sensibili degli altri, in qualche modo prevedono quel che succederà.

L’arte è il sintomo della malattia, diceva il grande Hans Seidlmayr. Dunque, l’anticamera dell’Inferno è quel che ci aspetta. In una prospettiva teologica, si può ipotizzare che l’uomo sia in mezzo a due richiami opposti: uno è quello del Dio cattolico che vorrebbe che il mondo fosse l’anticamera del Paradiso; l’altro è ovvio. In effetti, il «lancio» dell’italiano Cattelan nell’empireo degli “artisti” più disputati e pagati è avvenuto grazie a quella sua scultura raffigurante Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
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#7   18 Marzo 2006 - 14:17
 
Caro Ago dalla-sveglia-per-logo, intanto grazie mille per il riferimento bibliografico su Jean Clair che adoro e di cui mi sono gustata e centillinata il suo "Critica della modernità" (edizione Allemandi) e "Medusa - l'orrido e il sublime nell'arte" (ed. Leonardo). Ora cercherò il De Immondo di cui parli. Ma dimmi, quale sarebbe il tuo blog? Ho seguito il track e sono arrivata solo al fatto che sei un 19enne. Possibile? Se è così, complimenti perché sei un fenomeno! Ciao
Nessie
P.S. Ancora congratulations a Ruby, ma oramai non gliele faccio più sennò mi ripeto. Tanto lo sai anche lei d'essere brava.E' la mitica Billie Holiday quella che canta sui grattacieli, vero?
utente anonimo

#8   18 Marzo 2006 - 14:48
 
Ago: ho inteso dire, in modo poco chiaro, che la Chiesa Cattolica ha preso mazzate bipartisan: da fuori e da dentro e che sia le une che le altre hanno avuti precisi mandanti e non sono solo il frutto di "derive culturali"

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#9   18 Marzo 2006 - 15:04
 
Quanto all'arte, a mio parere, si tratta dell'applicazione del solito principio relativista. Le tirannidi novecentesche consideravano quasi tutte "degenerate" alcune forme di arte proprio perche' la Ragione aveva perso ogni rapporto con la Natura, il che tradiva gli stessi principi dell'Illuminismo. Penso che la nascita della psicanalisi possa aver influito parecchio sul fenomeno.

Dal punto di vista della commissione artistica della Chiesa Cattolica, questa ha coinciso con la perdita del potere temporale, tant'e' vero che ove vige il cristianesimo riformato esiste ancora un solido rapporto tra istituzioni, manifestazioni artistiche, conservazione e produzione del patrimonio della tradizione religiosa, anche se la forma si e' comunque snaturata. E' un discorso lungo, ma penso che il concetto di "bellezza" sia stato sostituito con altri canoni, non ultimi quelli della propaganda politica, e il "bello" era comunque sempre una rappresentazione della Natura.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#10   18 Marzo 2006 - 15:25
 
Nessie, guarda che in quel commento riportavo PER INTER0 (da "SUL CORRIERE DELLA SERA" fino alla fine) un "antidoto" di Rino Cammilleri. Seh, magari avessi tutta questa cultura. Comunque, il mio blog è tra i link di ruby, nonprevalebunt.splinder.com

Pseudo, molto probabilmente hai ragione tu sul legame esitente tra istituzioni e arte nelle Chiese riformate, ma è comunque da notare che gli interni delle cattedrali protestanti sono del tutto spogli e squallidi, e poi la liturgia è rigida e noiosa, e ciò è una delle cause per cui molti protestanti fuggono verso gli evangelicals o pentecostali.
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#11   18 Marzo 2006 - 16:36
 
Ti ho trovato, ma non compari nella Ruby's list come nonprevalebut, ma come Ago86.Così come io non compaio come Nessie, ma come Saura Plesio. Sei nato di agosto o ti chiami Agostino? Jean Clair non piace affatto ai sinistri che lo hanno pure silurato ai tempi in cui dirigeva la Biennale, e gli danno di continuo del "reazionario". Ciao Nessie
utente anonimo

#12   18 Marzo 2006 - 19:03
 
Il mio nick l'ho ricavato dall'accostamento tra sant'Agostino e il mio anno di nascita. Però non mi chiamo Agostino.
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#13   18 Marzo 2006 - 22:05
 
Ago: ovviamente nella Riforma c'era anche una certa dose di iconoclastia... Calvino? Comunque il rito ha avuta la sua bella stratificazione anche da Lutero, ma la presa di distanza da Roma doveva essere anche visibile: Worms insegna.

Non credo, comunque che i protestanti sentano la nostalgia di una "forma perduta", in quanto la comunione, e il rito stesso, hanno significati radicalmente diversi da quelli dei cattolici. Ed e' proprio in ragione di questo che la banalizzazione del rito cattolico ha allontanato molti fedeli dalle chiese. Che la dottrina cattolica lo ammetta o meno, da Santa Romana Chiesa esiste un'intermediazione che le chiese riformate non conoscono. La stessa lingua latina, che i piu' non conoscevano, era intesa in veste sacrale essa stessa. Gia' la semplice traduzione delle preghiere dal latino alle lingue nazionali ha creato una frattura tra gli stessi fedeli e la tanto auspicata maggiore spontaneita' e' divenuta, appunto, banalita' e non ha compensato della perdita di tutto il resto. Anche la malintesa semplicita' francescana della musica e dell'arte non ha fatto che scavare un solco tra presente e passato. Naturalmente la sostituzione di "bellezza" con "modernita'" ha comportato una laicizzazione diffusa anche nello stesso clero e la laicita' in questo frangente da piu' l'impressione di essere disimpegno piuttosto che un tentativo di coinvolgere i fedeli in una specie di democrazia ecclesiale.

Personalmente ritengo l'insieme di tali "conquiste" il frutto di menti deboli i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non dico che il cristiano debba vivere da fariseo, ma in queste cose tra forma e sostanza c'e' un rapporto che giunge quasi all'identificazione.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#14   19 Marzo 2006 - 00:17
 
Anche stavolta ti do ragione, sauro. Sai (di certo lo sai) che lo stesso Paolo VI, dopo aver approvato tali riforme liturgiche disse la famosa frase "il fumo di Satana è entrato nel tempio di Dio". Speriamo che Benedetto XVI faccia qualcosa. Lo spero proprio, sono stufo di una liturgia da palcoscenico. Mancano solo i balli tribali (con tutto il rispetto).
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#15   19 Marzo 2006 - 10:08
 
No, no... i balli tribali ci sono stati... e fino al cospetto del Papa. Ho diversi parenti che sono o erano missionari un po' dappertutto e l'idea che mi sono fatta e' che "partirono per evangelizzare e tornarono evangelizzati". Se hai tempo leggi qui:
La Padania Oppure sul mio blog il secondo post.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#16   19 Marzo 2006 - 10:49
 
Ti ricordi l'incontro di assisi del 1986 (io non ero nato)? Alcuni animisti sacrificarono dei polli sull'altare di s.Chiara. E poi qualcuno si è meravigliato che Ratzinger si è alterato!
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#17   19 Marzo 2006 - 10:57
 
Grazie a tutti. Bravo Sauro.
Wallinger introdotto nella cripta, e la Chiesa che tuba con l'arte contemporanea che è profana per eccellenza (al contrario dell'arte dei secoli passati calata in un tessuto culturale di tutt'altre caratteristiche), in sintesi, non è altro che l'ulteriore conferma della marginalità del cristianesimo, della banalizzazione della spiritualità: la fede ridotta al volemose bene approssimativo, immersa in una cultura del "tutto fa brodo", poiché il brodo è tutto ciò che abbiamo.

Che pena.
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#18   19 Marzo 2006 - 13:13
 
Ruby: bentornata alla Star... non mi dire che questa non e' globalizzazione...

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#19   19 Marzo 2006 - 14:19
 
No no, è la sua interpretazione arbitraria e di comodo.
Se ci fai caso le lavandare della cultura sono pressoché tutte di sinistra, artisti compresi. I quali, tutti presi dalla denuncia consumistica, male del mondo, sorseggiano cocktail e militano tra un party e un altro sotto la stella della pecunia capitalista che non olezza mai.
Capisci? Quella contro il neoliberismo è una polemica fittizia nella quale quelli "de la curtura" sono perfettamente integrati.
Il liberismo, l'economia di mercato ha il suo lato umanizzante: il denaro non è IL male, lo è quando diventa un fine, ma il denaro può garantire una scuola in Burundi e non solo, può garantire vitalità autentica e non raccomandazioni e clientelismi.
La loro polemica è cacca autentica, come il Cristo di Wallinger che sembra er capoccia dei diseredati, il sistema ha integrato pure Wallinger come in un ingranaggio, ma lui e quelli come lui fanno ancora i bohemiens scanzonati.
Lo statalismo dell'economia e così della cultura (ci si è messa di mezzo la Provincia nel caso di Wallinger, così come gli Enti di Stato Americano nel caso di altri) è evidentemente lo sfascio dell'uomo, tutto teso a negare primariamente la spiritualità: i Piss Christ di Serrano e le Virgin Mary di sterco d'elefante del buon Ofili sono solo aspetti situati a 3/4 dell'iceberg, la punta non te la devo illustrare di sicuro.

Bacioni

p.s.: Nessie è esperta di Storia dell'arte, magari saprà dire meglio di me.
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#20   19 Marzo 2006 - 15:34
 
Divagando, ma non troppo. Guarda che io non ho nulla contro la globalizzazione, ma dubito che questa stia veicolando i valori che l'hanno promossa. Pensa all' "europeismo"; e' stato concepito quando la lotta di classe non esisteva ancora e la cultura di ogni stato nazionale era ben delimitata... la cultura occidentale non e' stata "strappata" dalle forze politiche, che si ispirano seppur variamente al socialismo, a quelle che prima detenevano le rispettive egemonie - chiesa cattolica compresa - facendo finta di non sapere che queste si proponevano di distruggerla; e' stata consegnata al nemico senza combattere. Roba che non avrebbe sopportato nemmeno il liberale Popper, perche' una cosa e' la competizione, altra e' la resa. Tutto il resto sono i conti della lavandaia; la visione d'insieme, a mio parere, e' pressapoco questa.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#21   19 Marzo 2006 - 15:39
 
Sai che dice Oriana Fallaci di questo? Che si tratta del "declino dell'intelligenza"; sottintendendo, con cio', che le teorie di Furet spieghino il fenomeno alla stregua di una malattia psico-culturale. ma in realta' il "declino dell'intelligenza" e' il frutto postumo del marxismo che porta ogni cosa al minimo comun denominatore della massa. E non ci si lasci fuorviare dal fatto che la cultura "pop" viene dagli USA, perche' l'assedio culturale del comunismo ha avuto i suoi successi in questo campo.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#22   19 Marzo 2006 - 20:48
 
Non fare la modesta, dai: Nessie, non è più esperta di quanto non lo sia tu. Comunque è vero: questi qua (cioè i sinistri) hanno egemonizzato da tempo diversi settori della cultura e dell'arte (gallerie comprese). Gli artisti seri e non allineati devono fare le valigie ed emigrare in America (tanto per cambiare)mentre loro lasciano spazio solo ai loro "violini" e ai mediocri criticonzoli a loro asserviti. Con quel topo di chiavica di Bonito Oliva che non capisce una cippa, in testa a tutti. Lui e la sua Transavanguardia che è solo del pattume. Ma oramai chi ha un po' di buon gusto e di discernimento queste cose le sa, e rischiamo pure di ripeterci. Ciao Nessie
utente anonimo

#23   19 Marzo 2006 - 22:29
 
Essì, Nessie e Sauro, ma anche gli artisti cultural-trash europei sinistrati volano in America a fare pappa e ciccia coi soldi per il loro quarto d'ora di notorietà.
La pop art - che ha sì l'America per patria, ma nessun paese è rimasto esente dalla pressione delle masse di lavandaie - ha generato mostri ovunque, che tuttavia tale patria si degna di accogliere, senza disdegnare gli altri che invece qui non hanno voce.
Ciao.
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#24   19 Marzo 2006 - 23:27
 
Vero anche questo, purtroppo. Da Andy Warhol in poi non sono mancati gli obbrobri, tipo "Campbell soup". E allora anche i nostri Arnaldo Pomodoro & fuffa varia corrono laggiù in cerca di "opportunity". E' chiaro poi che questa opportunity funziona anche per chi è davvero bravo e non può emergere qui in patria. Notte! Nessie
utente anonimo

#25   20 Marzo 2006 - 11:50
 
Giorno... ma avete presente cosa e come s'insegna negl'istituti artistici di mezzo mondo? Limitatamente alla musica quello che una volta era il percorso di studio normale per ogni compositore e' lasciato al "buon cuore" del singolo. Chi davvero conosce il contrappunto e l'orchestrazione passa quasi per un genio, quando una volta lo sapevano fare tutti. Avete presente la statistica? Allora sara' facile trarne le debite conclusioni. Questo e' il frutto di un'educazione mirata a livello quasi globale - solo l'oriente si salva. Una volta un Gerschwin gia miliardario andava a studiare da uno Stravinskij e non certo per studiare l' a b c. La musica di Nono vale quanto quella di Bach, e guai a manifestare il benche' minimo dissenso se no si passa per retrogradi e - ahime' - "fascisti". Questo non e' un caso; la stupidita' e' un conseguenza non la causa.

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#26   20 Marzo 2006 - 20:36
 
Ho messo dal sauro un link a questo post.

Comunque la rappresentazione artistica convenzionale del sacro s'interruppe a meta' '800 per poi ricomparire dopo 20 anni in modo quasi paradossale. Direi che le date vanno esaminate con estrema attenzione. Il cambiamento, e per certi versi la restaurazione, di alcuni canoni artistici del passato vennero vissuti con scetticismo proprio perche' era cambiato lo stesso oggetto della rappresentazione artistica. Ce ne sarebbe per ocupare l'intera notte artica...

Lo PseudoSauro
utente anonimo

#27   01 Aprile 2006 - 11:05
 
ok lo ammetto, tanto ormai lo sanno tutti!
sono Malvino e vi ho preso in giro!!

votate Unione!

ciao ciao
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#28   03 Aprile 2006 - 20:10
 
Il Criterio – per una rivista del conservatorismo liberale
Vieni a trovarci, che tu sia conservatore o meno!
Saluti, la Redazione

www.ilcriterio.ilcannocchiale.it
utente anonimo

Commenti
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categoria : antropomorfi



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