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Di cultura & società con tanto di colonna sonora. Come a dire: canta che ti passa. (dopo avermi letto canticchierete tutto il giorno)

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giovedì, 06 aprile 2006,ore 15:24

Killin' me softly

Berlino, 1 settembre 1939
 
Il Reichsleiter Bouhler ed il dottor Brandt sono incaricati di estendere l’autorità dei medici, che dovranno essere indicati nominativamente, affinché ad ammalati che secondo il più scrupoloso giudizio siano da considerarsi affetti da un male incurabile venga data una morte misericordiosa. 
Adolf Hitler           
 
Questa è una nota firmata da Hitler per Philip Bouhler e Karl Brandt che, nel 1939, venne trasformata in un decreto che poneva in essere le linee guida e i protocolli per il progetto eugenetico nazista esteso indifferentemente all’adulto come al bambino. La seduzione che esercitò, sui funzionari e scienziati del regime nazista, una pubblicazione apparsa intorno agli anni ’20 a Lipsia e partorita dalle menti di Binding e Hoche (Die Freigabe der Vernichtung lebenunswerten Lebens, ovvero “Consentire di mettere fine alle vite che non valgono la pena di essere vissute”), continua ancora oggi: di fondo tale letteratura per numerosi individui costituisce un best-seller.
Scrivere oggi nel dissenso, per mettere un freno allo spirito criminale che anima la cultura della rimozione collettiva della sofferenza e della malattia, lascia il tempo che trova a fronte degli assurdi argomenti retorici di cui si imbottisce la carità pelosa di alcuni che mi è capitato di leggere recentemente intorno al dibattito sorto a proposito del protocollo di Groningen di cui hanno ampiamente parlato lucidi liberali (taluni persino libertari!) come Watergate, Harry, Robinik, sull’ondata dell'affermazione del ministro Giovanardi relativamente alla radice nazista di certe pratiche mediche e che secondo alcuni costiuirebbe una bestemmia del tutto infondata.
Quando il termine “nazista” viene usato ai fini di un accostamento storico e ideologico, immediatamente si scatenano le canee di cupi individui, non tanto perché il paragone appaia inusitato, ma perché -a ragion veduta- ai sostenitori dell’eugenetica moderna i panni dell’alto funzionario del Reich, con tanto di divisa grigia, cappello, mostrine e rude accento teutonico, stanno stretti. Già, tutto troppo riduttivo.
Dunque ad alcuni poco importa che l’abito faccia o non faccia il monaco, però se si escludono una certa prosopopea e le divise, fondamentalmente oggi ci troviamo davanti a quelle stesse creature ferine.
Estensione del socialdarwinismo, l’eugenetica, ha catturato l’immaginazione dei molti che contemplavano, e ancora oggi contemplano, l’idea di dotare l’umanità di un pool genetico perfetto, i quali si affaccendarono parecchio per metterla in pratica e ancora oggi ci provano. Memorie provenienti dal secolo scorso staranno sempre a ricordare, malgrado i neofiti del nitore cromosomico, come il pregiudizio può piegare con violenza la scienza ai fini dell’avallo di una dottrina dai tratti razzisti in salsa salutista. Il popolo che sostiene lo slogan di “libertà di ricerca scientifica”, si straccia le vesti p. es. quando numerosi scienziati si pronunciano a favore di una connotazione patologica del disturbo identitario, relativamente all’omosessualità e che per altro trova solidi riscontri, che non contempla minimamente la soppressione coatta di chicchessia ma il ridimensionamento di una cultura illogica e paradossale: pur tuttavia lo schizofrenico dello spot sociale con modalità del tutto contraddittorie non ci tiene per nulla ad occuparsi dell’umanità malata e corre ad armare la mano dello scientista di siringhe venefiche; è incredibile, poi, come al paladino del diverso e della minoranza risulti invisa quella minoranza sofferente, in misura notevole, dalle prospettive  diverse di vita diversamente e maledettamente ingombranti.
Solo nel XIX secolo, era ampiamente diffusa la credenza, grazie anche a una grossolana raccolta dati, che le differenze razziali fossero correlate con le dimensioni del cervello, del cranio e quindi connesse con l'intelligenza, c’è da dire che persino gli standard scientifici all’inizio del XX secolo riconoscevano che gli assertori di tali perle di saggezza fossero degli studiosi rispettabili, un po’ come oggi vorrebbero farci credere di essere il signor Singer (che reclama a gran voce l’importazione del protocollo di Groningen in America) e Verhagen l’olandese volante (poiché vola come un avvoltoio), nonché quella loro sfegatata sostenitrice che mi è capitato disgraziatamente di leggere, la quale, secondo il più ortodosso italian-style del “lei non sa chi sono io” (e chissene!), ci rivela che essendo lei un medico, la plebe è inutile che mormori ché è meglio lasciar fare a chi ha le carte in regola per occuparsi di scienza.
Come se un titolo accademico fosse credenziale e garanzia morale... eccerto, se ci fidiamo della competenza dei cerusici relativamente alla colecisti o alla piorrea, perché mai non dovremmo affidarci a loro per il discernimento del bene dal male?
Ecco, questi supposti sacerdoti del nulla, frivoli esegeti del sacro testo Robbins-Cotran-Kumar, a me danno il voltastomaco: in passato non hanno solo fallito in seguito a errori metodologici, come quello dei frenologi del XIX secolo che si dilettavano a misurarvi il cranio per attestare la vostra inferiorità razziale, ma per la loro incapacità di riconoscere quanto i loro pregiudizi abbiano inquinato le premesse degli interrogativi che si ponevano ed alterato le conclusioni, si prevede quindi che oggi vogliano fallire e altrettanto drammaticamente. L’eugenetica nazista usò la scienza per avanzare la filosofia, oggi tornata in auge, intorno alla vita "indegna di essere vissuta", o più brutalmente la teoria dei "mangiatori inutili", e il progresso di un'ideologia di questo tipo scatta solo se essa viene ampiamente accettata, soprattutto scientificamente.
L'igiene razziale tedesca riuscì a imporre alla società la visione radicale di un'utopia biologico-sociale perché il clima politico della Repubblica di Weimar fornì un habitat ospitale ai maniaci della pulizia, così come oggi il terreno di coltura di costoro è l’autodeterminazione e la libera coscienza, che allo stato delle cose risulta essere solo libera da alcuna responsabilità. E’ il Potere poi, che manco a dirlo, di tale utopia ne aveva permesso l’implementazione nella società. Basta in seguito attendere che crollino le resistenze e il gioco è fatto.
Credete fondamentalmente che i nazisti abbiano commesso degli arbitri? Nossignore: il programma eugenetico e razziale fu attuato quando il regime nazista, intorno agli anni ’30, cominciò a stendere un numero enorme di leggi e regolamentazioni. La società scientifica tedesca, con questa parvenza di legalismo democratico finì per sincronizzarsi rapidamente con l'ideologia nazista e gli scienziati che vi si opponevano, così come quelli con precedenti di qualsivoglia dissidenza, venivano liquidati in un modo o in un altro: isolare studiosi o sottrarre qualche cattedra è una sgambata. Si comprende dunque come la retorica contraria alla logica e all’etica abbia bisogno di un legalismo forzoso per reggersi meglio che sulle stampelle dialettiche sulle quali procede arrancando: oggi un bel disegno di legge che apra le porte ai protocolli “terapeutici” di certi assassini, darebbe alla cosa un tocco di formalismo in grado, agli occhi dello stolto del diritto, di avallarne l’attendibilità.
Ricordiamoci che gli ebrei e i gitani, durante il nazismo, non erano gli obiettivi immediati, cari miei: per l’eliminazione degli ebrei, una compagine cospicua del popolo tedesco, è servito un esiguo numero di anni. La sterilizzazione degli handicappati, invece, era cominciata molto presto, quasi agli esordi del regime e nel 1934, per esempio, già veniva imposta in 62.463 casi. Nel 1939, la fase della sterilizzazione era in via di conclusione, mentre la fase degli assassinii era appena cominciata. Questo sistema di cose, al fine di raggiungere l’obiettivo mortale, dipendeva dalla cooperazione dei burocrati, dei medici, delle infermiere e del personale tutto, che ingannò i parenti, ai quali venivano fornite fumisterie intorno a cure e ricerche praticate sui loro cari che invece erano già stati assassinati per il risparmio finanziario del governo. Molti medici erano ansiosi di usare i cadaveri per il loro addestramento ed avanzare la loro condizione economica e professionale; le eutanasizzazioni fungevano da laboratorio per "il progresso della scienza." Chi mai può sorprendersi del fatto che Mengele usasse Auschwitz come laboratorio di ricerca? Un significativo ruolo in tutto questo l’ha avuto il cosiddetto progetto T4, che era la copertura per tutti gli assassini già in atto e patrocinati dal Reich. La fondazione benefica per il trasporto dei pazienti (una sorta di ambulanza), conosciuta come "Gekrat", era anch’essa una copertura del T4, la quale muoveva i famosi bus grigi che conducevano al trattamento speciale i pazienti; Gekrat era soltanto uno degli orpelli caritatevoli per il funzionamento di questo meccanismo eutanasizzante, per di più la sua esistenza tranquillizzava i parenti e raccoglieva fondi per la "cura" dei pazienti che invece erano già stati uccisi. Nell’ottica nazista tradizionale, il livello burocratico era imponente e caratterizzato da grande meticolosità, il linguaggio usato per queste operazioni era naturalmente, e necessariamente, eufemistico.
Infatti i protocolli “terapeutici” esistevano anche allora, così come le linee guida e tutto un vocabolario pelosamente caritatevole, come testimoniano i reperti audio del ministro della propaganda J. Goebbles, tutta la documentazione rinvenuta, nonché la stessa lettera del fuhrer, il quale scrive “morte misericordiosa(Gnadentod), scrive pure di prudenza auspicando un giudizio medico scrupoloso, e non si esprime affatto con un rozzo “Schau ihn an... possino ammazzalli!”, comprendete? Oggi non esiste un fuhrer, e i tempi non richiedono necessariamente di averne uno... Nonostante il linguaggio felpato, la realtà fu la seguente: quando le problematiche nell’uccisione degli adulti handicappati necessitarono di mezzi più efficienti che quelli richiesti per i bambini (come i narcotici e l'inedia), la camera a gas costituì un’invenzione straordinaria e, in molti casi, essa fu organizzata all’interno degli stessi complessi ospedalieri. Questa invenzione unica e sviluppata affinché non allarmasse le vittime ignare, uccideva in catena di montaggio, era il centro mortale istituzionalizzato che la Germania nazista lasciò come testamento al mondo intero, i cui eredi, oggi, di tale sepolcro si prendono la briga di imbiancarne le pareti.
Ve le ha cantate: rubytuesday
Permalink | commenti (14)
Commenti
#1   06 Aprile 2006 - 22:51
 
Direi che hai colto in quest'analisi tutti i punti nodali del problema: la morte che non fa rumore non è per questo necessariamente dolce né nobile né auspicabile. E il mito della perfezione fisica ci porterà ad accoppare i bambini che hanno occhi e capelli diversi da come li volevamo. Sto parlando ovviamente, per iperbole, ma già si leggono fatti agghiaccianti di madri Medee e di padri Barbablù che soffocano bambini che piangono o provocano loro sevizie. Figurarsi se ci sarà la licenza di uccidere all'olandese!E' un motivo in più per non votare i Rosa(ri)pugnanti alle elezioni. Hanno toccato il fondo!
Nessie
utente anonimo

#2   06 Aprile 2006 - 22:54
 
Dimenticavo: la canzone di Roberta Flack, adattissima come al solito :-) Nessie
utente anonimo

#3   07 Aprile 2006 - 10:01
 
sapevi che questa lettera è l'unico documento scritto che testimonia un atto criminale di Hitler? Inoltre è retrodatata. In realtà fu scritta ad ottobre, ma fu datata 1° settembre, per farla coincidere con la data dell'inizio della guerra!
utente anonimo

#4   07 Aprile 2006 - 10:26
 
Purtroppo il nazismo è un fenomeno sociale, che non è affatto concluso.
Siamo circondati dalla cultura dell'apparire, dalle uccisioni di bambini non desiderati, dalle classificazioni sociali.
Le rivoluzioni culturali sono quelle più giuste ma anche più difficili da operare (vedi quanti anni hanno richiesto le leggi razziali in Sud Africa).
Affidiamoci a Giovanardi, e a quelli come lui che hanno il coraggio delle idee e dei valori.
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#5   08 Aprile 2006 - 01:41
 
Dice "a volte ritornano", ma quelli di una certa orrenda specie tornano sempre, altro che a volte.
Mi consola la comparsa, per niente timida, di moltitudini d'uomini di buona volontà, esemplari prima troppo sporadici e isolati nel passato e armati solo di bonomia e pacatezza.
Dialettica e corazza, in più, oggi non guastano affatto.
;)
Riccardo
utente anonimo

#6   08 Aprile 2006 - 11:38
 
Bisogna dirlo con chiarezza: Giovanardi ha fatto bene, ha espresso un concetto ineccepibile che va ribadito con forza. L'etica consequenzialista conduce dritta ad Auschwitz, signore e signori, non fatevi illusioni: non c'è storia maestra di vita né lumi della ragione che tengano. Se l'uomo non accetta dei limiti (il dovere) finirà per volerli eliminare tutti, naturalmente a vantaggio dei più forti e sempre mediante espedienti retorici che rendano il cambiamento accettabile - almeno all'inizio - all'opinione pubblica. Ecco perché la propaganda, il grande totem goebbelsiano, è tornata di gran moda e fra tutte le formule troneggia oggi quella della "nuova carità" (L. Armeni a "Otto e 1/2"), che si fa per forza a chi non lo chiede.

Bernardo
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#7   08 Aprile 2006 - 21:30
 
Brava sincronicita un bel pezzo che condivido anche nel timore consequenzialista che sottolinea bernardo qui sopra. Abbassandolo a una lettura in chiave preelettorale mi chiedo se davvero dovrei appoggiare giovanardi per allontanarmi dal pericolo nichilista radicale e dargli il voto a lui o a qualsialtro inquilino della casa della libertà. secondo me i radicali interpretano il fare politica come il lavoro di un cartografo o di un pantografo, il tastatore passa sulla superficie, e il braccio collegato ne descrive il percorso e avalla il risultato con tanto di legge. Che pare pure democratico e forse lo è, come invece potrebbe apparire autoritario usare potere politico per orientare le coscienze e la società . eppure pensavo ad una legge semplice semplice che per esempio vieti di inserire spot pubblicitari nei programmi per bambini, (l’avete mai vista italia uno al sabato?) Ecco ditemi se a una proposta del genere radicali e cdellini non insorgerebbero simultaneamente bollandola come antistorica o come vi pare a voi. Così il nostro sistema cognitivo viene plasmato silenziosamente con inoculazioni indolori e le coalizioni politiche mi pare svolgano il ruolo del sistema simpatico e quello parasimpatico, che sembra letichino ma poi in realtà sono d’accordo. Come lo siamo noi, siamo tutti d’accordo simpatici e parasimpatici, più più di tutto più veloci più , insieme verso la fine, più ciminiere più carbonio più carne più materia più centrale più energia.

C’era uno che ho letto che diceva che si riconosce il bene dove c’è quiete e contemplazione, consapevolezza. Ma se dopo decenni di democrazia cristiana concordati 8 per milli, la nostra società è quello che è; velocità desiderio e distrazione, non sarà che pure noi cattolici ci abbiamo le nostre responsabilità?

Ciao,k.
utente anonimo

#8   08 Aprile 2006 - 23:23
 
Un grazie a tutti i bimbi che qui sono intervenuti, e ho detto bimbi non a caso e non trattavasi di stucchevole vezzeggiativo.
Quattro righe per K, che non mi viene mai a trovare e che per leggerlo ho da cliccare quel relativista di Tez... ;)
Le colpe dei cattolici sono tante, enormi (come la faccia di culo di Prodi) e fin dall'epoca di Gregorio VII per finire al Concilio Vaticano II. Senza andare troppo il là, il cattolico ha permesso, purché finanche i trogoli si recassero in Chiesa, che Cristo fosse scambiato per un arruffapopoli. Vedi da te i risultati. Il travisamento che hanno operato i cattolici della loro stessa religione è roba di cui si cibano tutti. Ora la CARITA' (travisata anzicheno) torna buona sia ai nuovi nazisti che ai sempreverdi comunisti, e pure ai radicali che si frappongono in mezzo.
E ai trogoli che sono riusciti ad andare in chiesa non gli è riuscito niente di meglio da fare che diventare cattocomunisti, ai quali del prossimo non gli frega molto, visto il concetto che hanno di giustizia sociale, tutto teso verso il proprio orticello di rosiconi (vista l'impossibilità di ottenere uno yacht a testa, che muoia sansone con tutti i filistei!): la loro scelta politica non poteva che non essere liberale: "piuttosto con Stalin!"
Vabbé, dopo lo spot elettorale, per dirti che mi sento in colpa per non aver scacciato anch'io i venditori di frottole populiste dal tempio, rifletto su quello che hai detto.
Vedi, K, non è questione di abolire gli spot nei programmi per bambini, non è così che si proteggono (per prendere l'esempio che hai fatto), è spiegando loro l'essenza delle cose: che cos'è uno spot e soprattutto cosa non è. A quel punto lo spot non viene né mitizzato né stigmatizzato, ma rimane uno spot.
Ti accorgi che il travisamento, poi la misitificazione che creano gli orrori? Chi non guarda alla essenza e alla verità delle cose, può dire tutto e il contrario di tutto.
Chi travisa può...
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#9   08 Aprile 2006 - 23:23
 
(continua)
Chi travisa può scambiare la carità per qualcos'altro. Cristo per qualcos'altro. Un terrorista per un resistente. Un feto umano per un grumo. Prodi per il liberatore della patria.
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#10   09 Aprile 2006 - 23:28
 
Condivido il ragionamento, ma secondo me il paragone non funziona.

Il nazismo aveva esposto fin troppo chiaramente il suo ideale che era quello di unificare un'etnia secondo criteri scientifici che all'epoca erano largamente condivisi anche se oggi li sappiamo errati. Non faceva alcun mistero di questo ed educava la popolazione ad un'etica di tipo spartano che, volenti o nolenti, e' piu' congeniale alle popolazioni nordiche di quanto non lo sia per noi ibridi mediterranei. Il N non fingeva di essere "buono": perseguiva la sua idea di razza dominatrice, dunque, forte. Era mostruosamente coerente con i suoi principi.

Ora sappiamo meglio che non all'inizio del secolo che le basi scientifiche di ogni socialismo erano sbagliate e la scienza ha saputo dare risposte in materia, che contraddicono quelle che fino ai primi anni del '900 erano evidenze scientifiche. Ma c'e' di piu': ora il modello di "stato laico" europeo - dal liberale al socialdemocratico - finge di ispirarsi a criteri cristiani, anche se nessuno lo vuole riconoscere: sacralita' della vita etc... ma questo approccio pragmatico non si concilia affatto con il modello che si dice di voler perseguire. Ma guarda caso sono prevalentemente i popoli nordici a considerare "normali" certe soluzioni.

Il N non ha certo avuto il tempo di creare una cultura simile in nemmeno 12 anni di regime e di guerra totale. Evidentemente si tratta di motivazioni antropologiche tipiche dei popoli nordici, non solo del retaggio illuminista che e' stato filtrato attraverso un numero enorme di pensatori. Ci si dovrebbe chiedere invece se all'interno della stessa Europa esistono realmente le affinita' culturali che vengono sbandierate.

In parole povere: se si rimuove l'esperienza cristiana comune, rischiamo di trovare piu' affinita' con le popolazioni islamiche che non con quelle nord europee.

LO PseudoSauro
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#11   09 Aprile 2006 - 23:57
 
Quanto ti sbagli, Saurone, nella stessa epoca del N. c'era un analogo progetto sull'eutanasia in America, la fondazione Euthanasia Society of America porta la data 1938, progetto che fu poi abbandonato. Mi dirai che è colpa del retaggio nordico. Maddai.
In Cina c'è (dal '98) una legge sull'eutanasia, e niente dice se venga applicata o meno anche ai bambini. In Australia fu istituita nel '96, ma abrogata nel '97. Mi dirai "retaggio nordico", e passi in Australia, ma la Cina costituisce un'eccezione al nordismo. E chissà in quanti paesi del sud non occore una "legge democratica" per l'ammazza-ammazza.
Il nazismo è insito in un preciso DNA, quello del minus habens e del socialmente pericoloso, soggetto diffuso a tutte le latitudini.
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#12   10 Aprile 2006 - 18:16
 
Ruby: non l'ho scritto che si trattava di un idea basata su uno pseudo-scientismo? E gli anglosassoni sono popolazioni nordiche o sudice? Diciamo che quelli del nuovo mondo vivono una contraddizione culturale dovuta alla loro stessa natura di stati basati sull'immigrazione. La Cina e' un caso a se; indipendentemente dal comunismo ha un civilta' che data ad almeno 8000 anni fa. Il problema della sovrappopolazione e' reale anche se affrontato con misure sbagliate. Il nazismo non aveva nulla a che vedere con le soluzioni pragmatiste che adottano alcuni stati oggi. Era esso stesso una specie di religione che al contrario del comunismo si rifaceva ad un ideale mistico. Non c'e' nulla di tutto questo in tale abruttimento generale. Non c'e' nemmeno la coerenza ideologica sebbene questa sia aberrante. E poi il sud del mondo e' stato culturalmente colonizzato dal nord, non si puo' dire che ha sviluppato un suo approccio ed una sua propria cultura. Il voler estendere il nazismo concettuale ad ogni sorta di pragmatismo mi pare come dare di "fascisti" ai comunisti quasi a sottintendere che i primi fossero peggio dei secondi: il che non e' storicamente vero. Per una volta tanto non sono d'accordo, ma solo sul metro, non sulle conclusioni.

Lo PseudoSauro
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#13   10 Aprile 2006 - 18:56
 
Vabbé, Pseudone, te la passo per buona, ma con le molle: insomma non vuoi dare a Capezzone del nazista perché ha i tratti mediterranei e la facies amimica, nonché l'aria dello sfigato?
Io non ti ho mica capito, sarà per il marasma, ma il mio è un convincimento sulla specularità degli intenti che passa per l'uso del linguaggio eufemistico al legalismo eticista. Tutto qua.
La retorica sghemba in materia etica non è che non riesci a farla accettare perché ci sono i latini: guarda la Spagna, scusa, e se vuoi per semplificarti le cose ti faccio una tirata radicale che ti convince che la soppressione dell'inetto col ddt è cosa sacrosanta, così mi segui sul piano del linguaggio.
Poi non so se vorrai dirmi che anche l'arte dei sofismi per il guadagno delle etiche consequenzialiste è nordica, io ti dico di no. :D
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#14   10 Aprile 2006 - 20:35
 
Grazie per l'accondiscendenza :-) ma sottolineo che questi sono molto peggio dei nazisti. Qualunque ideologia ha comunque dei limiti, mentre questa strana visione della liberta' spazia a tutto campo giustificando e giustificando. Pur senza scomodare Lombroso la facies di certa gente mi suggerisce qualcosa... tu che sei piu' esperta di me forse saprai di che si tratta.

Lo PseudoSauro

P.S.
ti avevo postato qualcosa sulla musica, ma evidentemente non l'hai visto. Ti inviero' le informazioni in privato.
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