¿Y Tú Qué Has Hecho?
Tu cosa ne farai? Dice la canzone. Io dell'irrinunciabile buona battaglia ne farò qualcosa di più decoroso. Sono le battaglie in patria che non farò mai più, lo ribadisco, dal momento che non c'è unità di intenti. Sottopongo quindi il seguente appello a chi, come me, non appartiene alla schiera di quelli che l'aborto non lo praticherebbero mai, ma che non possono impedirlo agli altri. Quelli che si barcamenano, insomma, e che professano la teoria del piede in due scarpe; beh, qualcuno li ha definiti strepitosamente e meglio di me. Io li ho mollati, staranno più larghi. Astenersi perditempo, quindi (e detto in questa circostanza risulta un'ovvietà), il tempo lo occupassero a mettersi in contatto coi loro neuroni.
Petizione contro la legalizzazione dell'aborto in Colombia
In America Latina l'aborto é legalizzato solo a Cuba. In tutti gli altri paesi, assolutamente refrattari ad uccidere i bambini non nati, la pressione perchè la pratica abortista venga inserita nella legislazione dei singoli Stati, viene esercitata in modo massiccio dall'esterno, ed in particolare dall'ONU.
Nel 2004 l'Uruguay é riuscito a bocciare la legalizzazione dell'aborto per soli tre voti. Nel 2005 è stato il turno del Brasile dove, anche se il 97% del popolo è contrario alla legalizzazione dell'aborto, il governo del Presidente Luiz Inácio Lula da Silva si era impegnato con le Nazione Unite a rimuovere tutte le restrizioni legali alla pratica dell'aborto durante tutti i nove mesi della gravidanza, dal concepimento fino al momento della nascita, il provvedimento è stato provvisoriamente sospeso a causa delle elezioni che avranno luogo nella seconda metà dell'anno in corso.
Nei prossimi giorni l'aborto potrà diventare legale in Colombia attraverso una manovra realizzata da decine di organizzazioni internazionali presso la Corte Costituzionale Colombiana affinché essa dichiari l'incostituzionalità di tutti gli articoli del Codice Penale che penalizzano qualsiasi tipo di aborto, facendo in modo che l'aborto diventi legale in tutti i nove mesi della gravidanza, esattamente come dovrebbe avvenire in Brasile. In Colombia, secondo un'indagine demoscopica, l'86,6% dei cittadini sono contro la legalizzazione dell'aborto.
Dal 1975 ad oggi sono stati presentati, discussi e bocciati nel Congresso Colombiano cinque progetti per legalizzare l'aborto. Non riuscendo a legalizzare l'aborto attraverso il libero dibattito in Congresso è nato nel 2005 il progetto dell'ente non governamtivo Women's Link Worldwide, il cui obiettivo è mettere in discussione la costituzionalità delle leggi che penalizzano l'aborto nell'ordinamento giuridico colombiano.
Il progetto, in realtà, non è nato nel 2005. È stato architettato da più di dieci anni e da quell'epoca vi sta lavorando meticolosamente una rete di enti internazionali, finanziati dalle Fondazioni Rockefeller, MacArthur, Packard, Ford, Merck e tante altre, il cui obiettivo è quello di legalizzare l'aborto non solo in Colombia, ma anche in tutta l'America Latina. Il progetto Colombia é un progetto che sarà in seguito utilizzato in tutti i paesi del continente, ed é il più complesso e audace attacco contro la dignità della vita umana realizzato in Sud America.
La copertura giuridica di quest'offensiva contro la vita é garantita dal Comitato per i Diritti Umani dell'ONU che esige, dalla metà degli anni 90, da parte di tutti i paesi dell'America Latina la legalizzazione dell'aborto in base al Trattato Internazionale dei Diritti Civili e Politici, firmato dai paesi membri dell'ONU nel dicembre 1966 e in vigore dal marzo 1976. La maggior parte, o meglio, quasi tutti i sistemi politici latino americani ignorano completamente questa disposizione. Sulla complessa storia che sta a monte di questa offensiva e sui suoi protagonisti, tutti ubicati nel Nord America, metteremo a disposizione prossimamente un corposo ed esaustivo dossier.
Anche la Conferenza Episcopale Colombiana si é mobilitata ed ha redatto questo documento. Ricordiamo che pochi giorni fa, lo scorso 2 aprile, le organizzazioni cattoliche hanno organizzato a Bogotà una manifestazione-pellegrinaggio in cui un milione di persone sono sfilate dietro la statua del Bambino Gesù per difendere la vita, e che 35 mila bambini hanno inviato una lettera ai membri della Corte Costituzionale per dissuadere i suoi membri dal mettere in atto la legalizzazione dell'aborto. Le organizzazioni pro vita colombiane hanno lanciato a loro volta questo appello che non ha bisogno di ulteriori commenti:
"Il futuro, non solo della Colombia, ma di tutta l'America Latina é in gioco. Ciò che si inizia come una piccola eccezione alla fine diventerà un gigantesco precipizio che aprirà lo spazio per mali ancora maggiori che ci aspettano. Come é a tutti chiaro, la pressione internazionale per legalizzare l'aborto é costante e crudele in tutta L'America Latina. Chiediamo l'aiuto dei popoli di tutto il mondo che comprendono il valore della vita perché si uniscano a noi in favore della vita".
Anche noi possiamo partecipare attivamente a questa battaglia scrivendo ai membri della Corte Costituzionale, inviando una mail, anche in italiano, a: Membri della Corte Costituzionale Boliviana