Salmo 16

... Custodiscilo come una pupilla degli occhi,
proteggilo all'ombra delle Tue ali...
Heartbeat (returning to the womb)
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"Nel mondo degli orchi l'infanzia sia guerriera"
Innocenti straziati, oggi come duemila anni fa. Un augurio paradossale : in tempi di tenebra forse è meglio nascere da un uovo.
Pericolo di vita è in ogni nascita, rissa tra lo spazio materno che espelle a contrazioni e la creatura spinta che non vuole scaraventarsi fuori. Lei sa solo che quella madre stanza la sta sfrattando e che all'uscita l'afferrano mani con attrezzi. La sua pelle lisciata dal liquido amniotico diventa un càmice di sangue. Quanto più calmo e giusto è nascere da un uovo. Stare covato al tiepido, poi lentamente scorgere luce dietro il guscio e decidere da sé il momento, bussando con il becco per uscire. Che perfezione nascere da un uovo. A noi fin dall'inizio spetta il corpo a corpo con la morte. L'infanzia che si affaccia alla luce dev'essere guerriera, pronta a battersi contro un mondo di orchi. La insidiano le mine a forma di giocattolo, i rapinatori di organi, gli sfruttatori della prostituzione minorile, i reclutatori di soldati bambini, uno sciame di nemici sconosciuti. I cuccioli partoriti da donna nascono all'arrembaggio dei pericoli, il mondo è una padella in cui friggere vivi. Quello di cui si rinnova il tempo di festeggiare la venuta al mondo, riuscì appena a scampare a una macellazione di bambini, compiuta per cercarlo e cancellarlo. E l'aiuto di un angelo in sogno a suo padre fu salvezza, ma pure il più sfacciato privilegio: lui solo al riparo e nessun altro angelo ad avvertire in giro, a spargere la voce di scappare. Unica vita buona è quella di grembo, nove mesi per passare da pesciolino a figlio, prima di uscire al setaccio del caso, che ti fa nascere coccolato dalle merendine qui da noi, oppure in mezzo al mare su un barcone stracolmo di viandanti. A volte neppure quelli, i nove mesi: strappato dalla stanza da un ferro che viene a estrarti vivo nella tana come il pescatore fa col polpo. "Da prima che ti formerò nel ventre, ti ho conosciuto", dice la voce a Geremia profeta. "Il mio embrione hanno visto i tuoi occhi", dice Davide al suo creatore (Salmo 139, 16). Fin da quel bruscolino, la vita è intera e iscritta nel registro. Benvenuti a Natale, voi che state spuntando a calci fuori da una placenta, benvenuti alla sorte che vi ha dato il regalo strepitoso di nascere e con la stessa faccia ve lo toglie. Siate clandestini, nascondetevi, fatevi pure allevare dai lupi che allattano anche cuccioli di uomo e non gettano figli al cassonetto. La prossima volta vi auguro di nascere da un uovo.
Luoghi dell'infinito - Dicembre 2004
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Atom Heart Mother
- Questo puré fa schifo...
- Sei un maleducato, un bruto!
- Ma piantala!
- Ti credi al ristorante, cafone? E tu invece mangia tesorino, non dar retta che si fredda.
- Chioccia, sei una chioccia berciante, e lui lascialo in pace se non gli garba 'sta mappazza!
- Adesso basta, è venuto quel giorno: io e te ci separiamo, te l'avevo detto che non avrei tollerato ancora questi atteggiamenti orrendi.
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Giudice: ehm.... per emettere il dispositivo d'affidamento del minore devo sapere chi dei due è la madre...
Uomo coi baffi: Sono io! Accidenti, sono io che ho maneggiato pannolini, curato le febbrine eccetera!
Uomo calvo con la pancetta: Ma piantala, se c'è uno che l'ha sempre portato ai controlli pediatrici quello sono io!!! Per non parlare dell'armadio pieno di vestitini che gli ho comprato io!
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Non siamo davanti a una lite coniugale comune. Questa narrazione che non temo di definire GROTTESCA, potrebbe essere l'esito di una proposta di legge all'esame al Parlamento di Bruxelles. I dissennati di cui sopra l'hanno ottenuta a suon di strattoni delle forze politiche blaterando dei loro diritti, delle loro equiparazioni; ma sulle necessità e peculiarità psicologiche del bambino non è ancora volata una mosca. Anzi, al grottesco si aggiunge anche la vergognosa menzogna, degno ciarpame della popolatria demagogica, secondo la quale è meglio così che all'orfanotrofio o in un cronicario africano... menzogna alla quale si somma la turpe sicumera: cioè che con mooolte probabilità "loro" potrebbero essere genitori migliori di quelli naturali...
LEFT OUTSIDE ALONE
Continuano le suggestioni referendarie: la critica unanime dei dissidenti ai pregiudizi umanistici si incentra sul concetto di persona. Si è spesso portati a identificare aprioristicamente "persona" con "essere umano", e questa liaison non trova tutti d'accordo, tanto che la difesa animalista estende, giustamente, il significato di "persona" alle specie animali con grande rivendicazione di diritti.
La comunità degli eguali va estesa fino a comprendere l'embrione: essere inseriti in questa comunità morale significa un insindacabile diritto alla vita.
Tra l'individuo e l'embrione non c'è un salto di qualità, ma solo differenze quantitative laddove l'intelligenza non è altro che il frutto dell'evoluzione.
Non è comprensibile o si spiega unicamente sotto un rozzo profilo utilitaristico questa ostinazione a non considerare l'embrione persona in virtù delle sue caratteristiche, con tutte le conseguenze morali, giuridiche e politiche che ne derivano. Impossibilitati a difendere i propri diritti, gli esseri umani agli esordi della loro genesi, hanno bisogno di tutele, come si fa per gli inabili e per gli animali; collegare quindi la scienza alla morale non acquisisce solo un significato di responsabilizzazione ma comporta l'implicazione morale di dati di fatto con mentalità critica e razionale.
Per almeno 1/4 della popolazione italiana la nozione di DIRITTI non è nient'altro che retorica e non corrisponde a una realtà della vita quotidiana.
Il rifiuto dei diritti fondamentali estesi all'embrione non aiuterà di certo i poveri e gli oppressi a vincere le loro battaglie, il loro riconoscimento per contro può invece aprire la strada a una coscienza più profonda della civiltà umana che ancora oggi nega i diritti di base a 2/3 dell'umanità già nata e più povera.
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Aggiornamento:
"Noi scienziati non accettiamo l’etica, nessuna etica di Stato e l’Italia e’ uno Stato Laico, fino a prova contraria".
E' quanto afferma una quasi centenaria spettinata, insignita del Nobel per la medicina, la quale potrebbe essere candidata a un secondo premio per i servigi resi alla scienza con grande abnegazione poiché mostra al mondo che è possibile far deambulare una placca ateromasica.
Che gli scienziati non accettino l'etica è risaputo, e tale dichiarazione risulta superflua se fatta sgangheratamente da chi adotta tuttavia l'etica del suo tornaconto baroneggiando qua e là.
Si sa del resto che il Nobel non nobilita l'uomo: Niels R. Finsen e Johannes A. G. Fibiger vennero insigniti per scoperte degne di essere messe alla berlina dal CICAP.
"Noi non ci abbattiamo ne’ tanto meno ci fermiamo: sono d’accordo con Veronesi, basta dare uno sguardo al passato, per vedere che la scienza, la ricerca scientifica, non si possono fermare".
Eh già, lo sappiamo; e a chiosa dell'etica peculiare di questa vecchietta che sgomita col suo amico baronetto, si può aggiungere che la ricerca, la scienza - lo scientismo più che altro - che rompe, che devasta, non paga mai e laddove si sono avuti i cocci se li sono sbrigati gli altri.