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Di cultura & società con tanto di colonna sonora. Come a dire: canta che ti passa. (dopo avermi letto canticchierete tutto il giorno)

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martedì, 21 febbraio 2006,ore 14:28

Absolute beginners

Sono davvero interessanti i dati emersi dal censimento delle strutture italiane di genetica medica eseguito dalla Società Italiana di Genetica Umana e dall’Istituto Mendel, in quanto scoperchiano la realtà dei laboratori in braccio ai quali sarebbero finiti i poveri sostenitori del referendum sulla procreazione assistita, grazie al sig. Pannella e soci.
Bisogna premettere che tali strutture sono per lo più a carattere privato convenzionato: le strutture ospedaliere pubbliche vi si rivolgono poiché inadeguate a sostenere la richiesta della testistica genetica pre o post-natale.
Tali strutture sono in tutto 431, prevalentemente concentrate nel Nord Italia.
Dunque:
  • Solo il 42% di queste strutture rispetta le linee guida che normano l’attività d’indagine a livello genetico.
  • Il 27% del personale sanitario complessivo che vi lavora è precario.
  • Coloro che si sottopongono ai test, nella maggior parte dei casi, sono giovani gestanti (con meno di 35 anni), amabilmente indirizzate, sulle quali vengono eseguiti test genetici altamente invasivi e per le quali l’indicazione non sussiste.
 
Da questi dati saltano fuori altre verità inaspettate: numerose sono le strutture che non sono adeguatamente qualificate grazie al fatto che non c’è alcun controllo regionale.
Le indagini prenatali crescono a un ritmo annuo vertiginoso (5000 all’anno) e la testistica viene orientata dalle strutture stesse, e ciò connota tali proposte di interesse medico più come offerte commerciali che come qualcosa di utile alla famiglia o al nascituro.
Senza alcuna indicazione medica o storia familiare positiva, dalla totalità -o quasi- dei laboratori di medica genetica, grazie a un pacchetto di test pressoché standard che si concentra sulla solita routinaria manciata di geni, vengono inutilmente indagate:
-         fibrosi cistica
-         distrofia di Duchenne
-         sindrome di Martin-Bell
-         sordità neurosensoriale
-         aneuploidie cromosomiche
-         ritardo mentale
 
Per molte di queste indagini sarebbe sufficiente fare in precedenza valutazioni accurate e test sulla famiglia, per risparmiare al feto esami altamente invasivi: la fibrosi cistica , per esempio, compare come "falso positivo" in un feto su tre...
Ecco come stanno le cose: vi lascio a meditare sulla campagna che i soliti tromboni sfiatati hanno fatto intorno alla  ricerca scientifica (se così vogliamo ancora chiamarla) e sulla tanto magnificata rilevanza dei test genetici pre-impianto embrionario, come è ovvio da eseguirsi inutilmente sulla solita vittima sacrificale.
L’Italia è prima in Europa, grazie al record di siffatti test genetici eseguiti ogni anno (474.211) in 431 laboratori in queste condizioni.
 

 

Ve le ha cantate: rubytuesday
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categoria : business



note
giovedì, 19 maggio 2005,ore 15:04

La Cura 

Procreazione Medicalmente Assistita (PMA):  i costi e le peregrinazioni nel business dell'amore filiale al tempo della L. 40. 
  • METODICHE PMA
I prezzi indicati sono al minimo tariffario e si riferiscono a fecondazioni omologhe, cioè eseguite utilizzando i gameti della coppia. L'eterologa ha (come da dati europei) dei costi di molto superiori.
Se il trattamento viene sospeso prima del prelievo degli ovociti (ad esempio per mancata risposta ovarica) la coppia dovrà pagare una cifra forfettaria pari a 500 euro + IVA
 
-IUI, inseminazione intrauterina 600-1000 euro + IVA
-FIVET, fecondazione in vitro con trasferimento embrionale 3000 euro + IVA
-Tecniche di microiniezione degli spermatozoi sotto la zona pellucida (SUSM) o all' interno dell' ovocita (ICSI). 4000 euro + IVA
 
(Dati: Centro Mahre, Roma)
 
 Altre tecniche:
-GIFT; ZIFT; TET: prevedono di trasferire i gameti o il prodotto del concepimento all' interno delle tube. Qualora si trasferiscano nelle tube i gameti la tecnica utilizzata è la GIFT; questa metodica avviene in vivo. Qualora il trasferimento nelle tube avvenga dopo l'ottenimento di una fecondazione in vitro, si utilizza la tecnica ZIFT se si trasferiscono gli ovociti appena fecondati (zigoti) o la tecnica TET se si trasferiscono gli embrioni già in fase di divisione (a 2 - 4 cellule).
-MESA - TESA/E - STW. Queste sigle indicano un prelievo chirurgico di spermatozoi dalle vie seminali. Per MESA si intende un prelievo dall' epididimo, per TESA (e/o TESE) un prelievo dal testicolo, per STW un prelievo attraverso il lavaggio chirurgico delle vie seminali. MESA e TESA/E si rendono necessarie qualora il partner maschile presenti una azoospermia.
-AH assisted atching
 
Costi ancora da appurare.
 
  • ITER PER IL CICLO DI FECONDAZIONE ASSISTITA (FIVET - GIFT - TET- ICSI...)
Il ciclo di trattamento prevede una serie di esami preliminari che la coppia deve eseguire per essere ammessa al trattamento e una stimolazione ovarica con induttori dell' ovulazione. I farmaci e le dosi necessarie per la stimolazione ovarica possono essere diversi da paziente a paziente.
 
1- Esami semplici : prevede l'esame ematologico di entrambi i partner, per la donna il protocollo è pressoché identico agli esami in gravidanza, si associano un pap test, un tampone uterino e un’ecografia pelvica.
Si aggiungono, se richiesti, gli esami per X fragile e microdelezione cromsoma Y.
 
Gli esami semplici iniziali, più gli altri eventualmente richiesti, costano alla coppia intorno ai 300 euro.
 
2- Esami approfonditi:
- uomo: indagini sullo sperma e anatomiche: -spermiogramma. A seconda dell’esito dello spermiogramma: - spermiocoltura, per individuare eventuali infezioni genito-urinarie; - dosaggi degli ormoni luteinizzante (LH), follicolo-stimolante (FSH), prolattina (PRL) e testosterone (T), - ecografia prostatica e del testicolo, - citologico testicolare per agoaspirazione o esplorazione chirurgica per accertare i casi di azoospermia; - immunobead test (IBT) ed altri test immunologici.
donna: indagini sulla follicolognensi e sull'ovulazione (dosaggi ormonali livelli di FSH, LH ed estrogeni, prolattina, ormoni tiroidei) e indagini anatomiche: - insufflazione tubarica. - isterosalpingografia. - laparoscopia. - isteroscopia e  falloppioscopia.
 
Le analisi preliminari approfondite si possono fare anche in ospedale, e non tutte sono assistite dal SSN, per una spesa di circa 400-600 euro per partner, in un centro privato possono diventare anche 2.000-3.000.
 
3- La stimolazione ovarica, prima fase del ciclo di trattamento, è eseguita con protocolli differenziati in base all' età, alla risposta in eventuali precedenti cicli, alla metodica scelta.
I vari protocolli prevedono l'associazione e l’acquisto da parte della paziente di farmaci diversi, qui di seguito sono quelli consigliati.
-Induttori dell' ovulazione multipla:
Serofene (Serono), Clomid (Merrel), Metrodin HP (Serono), Fostimon (AMSA), Menogon (Ferring)
Profasi 5000 (Serono), Gonasi (AMSA), Gonal F (Serono), Puregon (Organon)
Molti sono farmaci prescrivibili solo mediante attivazione del registro USL (NOTA 74).
- Agonisti e antagonisti del GnRH:
Suprefact (Hoechst), Decapeptyl 3,75 mg.(IPSEN), Decapeptyl 0,1 mg.(IPSEN), Enantone 3,75 mg.(Takeda), Cetrotide 0,25 mg.(Serono), Orgalutran (Organon).

Rocefin per la profilassi antibiotica intraoperatoria. Tre giorni dopo il prelievo di ovociti, la paziente deve iniziare una terapia di supporto della fase luteale, utilizzando progesterone esogeno.Prontogest (AMSA).
 
Nell'80, 90% dei casi non si tratta di farmaci convenzionati, e costano 150, 200 euro a confezione. Difficile dire poi quante e quali confezioni bisogna comprare: dipende dai casi, dal tipo di trattamento.
 
4- Esame del liquido seminale per l'uomo.
5- Visita pre-anestesiologica della paziente
6- Un periodo di day-hospital, variabile (tra i 6 e i 14 gg.), in cui viene eseguita la stimolazione per la crescita follicolare multipla.
7- Il ricovero per il prelievo di ovociti.
8- Esame del sangue allo scopo di escludere eventuali alterazione dei parametri ematici post-intervento.
 
  • RISCHI:
La sindrome da iperstimolazione ovarica rappresenta la principale complicazione della fase di stimolazione ovarica. La forma lieve (8-20%) si risolve spontaneamente. La forma più grave si presenta con dolori addominali, ascite, concentrazione di elettroliti nel sangue e ipercoagulabilità ematica. E' necessario il ricovero ospedaliero e un attento monitoraggio di vari parametri.
I rischi operatori legati al prelievo di ovociti per via transvaginale comprendono infezioni pelviche (0,8%) e sanguinamento addominale (0,07%).
I rischi di complicazioni emorragiche o lesioni degli organi addominali in seguito a interventi laparoscopici sono percentualmente molto modesti (3%). Non esistono rischi anestesiologici specifici delle metodiche di fecondazione assistita. Essi non vanno comunque trascurati e richiedono un’adeguata valutazione preliminare.
Alcuni studi suggeriscono che l’incidenza di aborto spontaneo nel corso di gravidanze ottenute tramite trattamenti di fecondazione assistita sia superiore rispetto a quella registrata nelle gravidanze spontanee. Ciò però, piuttosto che indicare un rischio specifico, più verosimilmente rispecchia il fatto che le pazienti che si sottopongono a queste procedure sono interessate da condizioni predisponenti, quale per esempio un’elevata età media. 
In conseguenza di un trattamento FIVET, si possono verificare con una frequenza di circa il 2-3% delle gravidanze ectopiche, in cui uno o più embrioni si impiantano in una sede diversa dall’utero. L’impianto in sede ectopica, oltre a non essere compatibile con un normale sviluppo del feto costituisce un rischio anche per la madre, essendo all’origine di complicazioni emorragiche. 
La tendenza a trasferire due o più pre-embrioni allo scopo di garantire percentuali di gravidanze sufficientemente elevate sottopone a  rischio di gravidanze multiple, specialmente le gravidanze trigemellari, poiché queste con una frequenza significativa si risolvono in parti molto prematuri, comportando una serie di gravi conseguenze per il neonato e di complicazioni ostetriche per la madre.
Purtroppo, allo stato attuale non è possibile stabilire con assoluta certezza la capacità di sviluppo di ogni singolo pre-embrione.
Di conseguenza, in tutti quei casi in cui viene adottata la scelta di trasferire più di un pre-embrione, il rischio di gravidanze multiple rimane inevitabile. Diversi studi indicano che complessivamente i bambini nati da trattamenti FIVET hanno alla nascita un peso inferiore alla norma e vengono partoriti dopo una gravidanza pretermine. In ogni caso giova ricordare che l’incidenza delle malformazioni congenite risente significativamente dell’età della madre e che le donne che ricorrono alla fecondazione in vitro sono mediamente meno giovani di quelle che riescono a concepire spontaneamente.
Anche se i dati attualmente disponibili non sono del tutto esaurienti, sembra che queste conclusioni possano essere tratte anche per i bambini nati in seguito ad un trattamento ICSI, un trattamento che, allo stato attuale, si può definire ancora sperimentale.
(Dati Centro Tecnobios, Bologna)
 
In caso di gravidanze gemellari con parto pretermine (che richiedano ricovero in terapia intensiva neonatale dei nati prematuri), di gravidanze ectopiche, di sindromi gravi da iperstimolazione ovarica, il costo ospedaliero non è quantificabile.
  
Il neonato viene partorito necessariamente pretermine con la FIVET, è non è esente da problematiche connesse alla sua prematurità e non tutte sono reversibili alcune hanno esiti chirurgici o nefasti:
- infezioni, batteriche, micotiche, virali  
- problemi cardio-respiratori (sindrome da distress respiratorio, apnee, bradicardia, pervietà del dotto di botallo )
- anemia
- retinopatia della prematurità
- ittero
- problemi cerebrali (emorragie, idrocefalo)
  
ll costo non omissibile presente e futuro di questa follia, non lo voglio neppure pensare.
La legge va modificata, ma non come sperano i sostenitori del referendum: la loro carità pelosa mette a rischio tutti.
 
S.E. &O.
 
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