Blogger: rubytuesday

Di cultura & società con tanto di colonna sonora. Come a dire: canta che ti passa. (dopo avermi letto canticchierete tutto il giorno)

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odi et amo
Odio : Karl Marx
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Ipse dixit
"Senza l’imperialismo del concetto, la musica avrebbe preso il posto della filosofia: sarebbe stato il paradiso dell’evidenza inesprimibile, un’epidemia di estasi." E. M. Cioran
"L'inferno è pieno di amanti della musica." G. B. Shaw
"Là dove si arresta il potere delle parole, comincia la musica." R. Wagner
"Disprezzo dal più profondo del cuore chi può con piacere marciare in rango e formazione dietro una musica." A. Einstein
"Il suono di una risata mi è sembrato sempre la musica più civile dell'universo." P. Ustinov
"C'è un famoso detto classico, ormai divenuto proverbiale, secondo cui l'uomo "che non ha musica in sé" o è un asceta o una bestia." Gandhi
"L'uomo è un essere che fa rumore, cattiva musica e lascia abbaiare il cane. Solo qualche rara volta sta zitto, ma allora è morto." K. Tucholsky
"Quando sei stato usato come strumento, non aspettare che finisca la canzone." S. J. Lec
"Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, e, se possibile, dire qualche parola ragionevole." W. Goethe
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giovedì, 28 settembre 2006,ore 14:28

DISCO INFERNO


Prodi
riferisce in Parlamento sulla vicenda Telecom:

"Per me, in particolare, significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale...
Per me, in particolare, significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale...
Per me, in particolare, significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale...
Per me, in particolare, significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale...
Per me, in particolare, significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale...
Per me, in particolare, significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale...
Per me, in particolare, significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale...
Per me, in particolare, significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale..
."

Vai avanti, cretino!
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note
sabato, 08 luglio 2006,ore 20:50

Fratelli d'Italia

Da Augias il solito teatrino dei pupi, tema: il segreto di Fatima.

Petrosino (vaticallista del Messaggero) - arruffando le piume spavaldo - : "Scommetto che Odifreddi neanche ha un'idea della differenza tra sostanza e accidenti".

Odifreddi (artitmetico del popolo Uaaro) - col ghigno sardonico di chi ne sa un sacco  - : "No, evidentemente non sono un tomista, sono un moderno".

Petrosino - aria da sconfitto -: (muto)

Aristotele e Ruby ringraziano per la gag: strepitosa, tempi teatrali perfetti e due capocomici che si facevano vicendevolmente da spalla.

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categoria : stupidari, rubyride, bestiari



note
mercoledì, 05 luglio 2006,ore 13:40

Another day in Paradise
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Questi sono giorni in cui il PC è uno spaventoso calorifero quindi me ne sono stata in selva a la verzura a leggere belle poesie...  Ieri che era un po' più ventilato, ho armeggiato su google per cercare (pensa te!) notizie circa i legami tra Gadda e la destra. Improvvisamente mi cade l'occhio su questo link... 
Ve ne consiglio la lettura caldamente (sorry, accenderete il condizionatore) perché riporta il buon Gravagnuolo (L’Unità, 20 giugno), e c’è da ammazzarsi dalle risate! Il piccolo mondo antico di certi residuati agricoli, per cui la destra evoca pavlovianamente il balilla, tutto radunato in un articolo.
Qui di seguito ho fatto all’amico un po' di editing (ha una scrittura pessima, fatta di periodi smozzicati che paiono zolle smosse con la zappa). 
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Ciò che emerge infatti dalla «sceneggiatura» delle intercettazioni di Vittorio Emanuele e del portavoce di Fini, è una cultura ben precisa e con matrici inconfondibili: l’eterna cultura da tinello della sinistra italica, sviluppatasi sul pianerottolo fino alla portineria. Già, perché è lì la matrice di un certo modo di intendere la vita. Le relazioni, le gerarchie, lo scambio di favori (ignobile, però vissuto come ovvio e naturale); prassi che affonda le radici prima nell’Italietta truffaldina e borbonica, che favorisce gli amici e gli amici degli amici, poi nell’Italiaccia sinistra e giovanilistica sessantottina che oggi occupa saldamente i posti di potere. Anzi, vi è abbarbicata. E’ qualcosa che gli storici dovrebbero studiare per capire il vero vissuto del regime di massa: il potere che veste lo zinale sporco di pummaruola. E il potere che da sempre ha la sinistra, è quello che mescolò plebeismo rurale, ceti bassi e ambizioni da piccolo vascio, in una miscela mortifera grazie alla quale la giovane prole bassoceto - militarizzata e lanciata alla conquista del futuro – ha potuto scrollarsi di dosso le inibizioni dei padri cattolici per misurarsi nella prova del «fottere» il prossimo, per meglio comandare come «meglio gioventù».
Insomma, una magra culturetta che in sostanza è triviale spartizione della torta salmodiando peace&love col ghigno; persino il sesso si spartisce dalle loro parti, è da comune, come insegna Verdone in Un sacco bello [“la spada de focooo!!!”], viene spartito persino in officina, col caporeparto sindacalista che fa la mano morta, con l’occhio del languido vitello, eternato da Solenghi in Metalmeccanico e parrucchiera in un turbine etc., nel grazioso spaccato della Wertmuller. Sì perché alla ninfetta sciampista non piace solo il rolex e il mercedes der bottegaro dei Parioli, piace soprattutto il potere, e non guarda certo che faccia abbia il potente, gradisce persino quello da tinello. La cultura del tinello, è quella della poesiola sgangherata per il Silvio, la stessa che gira da decenni, che ormai ha le gambe tanto gira da sola; quella dei comici goffi, arruffati e monotematici, dei registi statalisti che per i loro filmacci chiedono per legge l’obolo paesano, dei registi televisivi belleciao cantori di “Contessa” nella tivvù del nemico, che fanno i guardoni degli amorazzi di “Amici” della compagnia teatrante De Filippi, con le pischelle emule delle zoccolette di nonèlarai. E’ il pianerottolo dei prodi che rosicano come sguattere per l’orologio costoso dell’ex premier (ancora il premier, sempre il premier). E insiste l’onda lunga di questa cultura da tinello, da portinaia gastroenterica che s’abboffa di salsiccia e piadina, la cultura da «boiardo-bassoceto», quello che si è inserito nei circuiti culturali buoni sempre per i liga-buoi e jovanotti der sociale, o nell’editoria asfittica dei vetusti feudatari che si autopremiano a turno ai grand prix letterari italioti. Cultura di sinistra Arci, Italiana, inconfondibile, tra baroni, ruffiani e faccendieri.
Il sesso... il sesso poi è di una pena e pietà, pure per loro. Loro che si fanno santi, poeti e intercettanti. Ma qui non serve intercettare, basta sentirci bene quando parlano i professori festanti (ex ministri due governi fa, ora neosenatori): “Ma quanto si tromba all’Università!!!”, e i capistruttura Rai come quel Gian. Mi. che disse alla Sv. Sa., la quale lo implorava di trasferire il suo programmuccio in prima serata: “... ma piantala, ficcati in testa che tu sei solo la guest star del mio c****!”. Sottili, sì, anzi sguscianti direi, per lo scarso spessore, come i nuovi intellettuali pseudo pedo-porno-soft, quelli per cui il sesso è normale anche coi bambini. Gratta gratta, di lì vien fuori al naturale lo spirito animale di sempre dell’Arcitutto, che ha ceppo borbonico, feudale: lo spirito animale che poi ha ereditato e ben appreso il popolare che oggi si dà un tono; e quello là persino alle cimici nel materasso è avvezzo, e quindi non gliele rifili mica, foss’anche nel telefono o nello sciaquone! Quello, il contadino arguto (grazie anche all’aiuto), sa sempre dove andare a setacciare.
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martedì, 30 maggio 2006,ore 02:12

BETTER MAN

er mutanda

Ti capisco, caro Robbie Williams, per attirare un milione di persone paganti devi, nell'ordine: saltare come un orango, grondare come un idraulico, ululare come un coyote, darti una pubblica ravanata ai gioielli e infine smutandarti ubbidiente.
Lo so, non è facile. Ma anche tu a volte non disdegni di cantare lodi al Signore seppure con le braghe in mano.
 
As my soul heals the shame
I will grow through this pain
Lord I'm doin' all I can
To be a better man
 
Ora mi spiego il motivo per cui il tuo nuovo sito ha un angolo tutto dedicato ai fedeli premium chiamato Inner Sanctum che, al costo annuo di 25 sterline, gli darà il diritto di ricevere gadget e carpire tutti quei segreti contenuti nel pantalone di un ex Take That!
Mbè!? C'è questo signore qua che per sentirlo gratis ci vanno a milioni. Canta lodi anche lui (senza scamiciarsi) e poi gli ammolla pure certi predicozzi!
Anche Elton ci ha provato gratis, ha cantato persino Dear God... ma a incendiare le folle erano le scatenate performances del suo parrucchino.

Checcevoifa'.

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lunedì, 08 maggio 2006,ore 04:48

Californication

Sheila and the sex devotionLa notizia è la seguente: la senatora democratica lesbica californiana ritratta a sinistra, al secolo Sheila Kuehl, da sempre impegnata sul fronte della cultura (non dimentichiamo il suo glorioso contributo alla sit-com americana), propone un progetto legislativo (SB1437) sul fronte dell'educazione scolastica che, dal suo punto di vista, riempirebbe il vuoto lasciato dalla vecchia legge (Education Code, sez. 51500) che ha fatto sì che armate, ma che dico, orde di omofobi assaltassero deliberatamente gli zainetti degli studenti strappando dalle loro antologie i sonetti di Oscar Wilde, gettandoli indi su una pira (rigorosamente medievale), al grido di "Burn, gay, burn!", e poscia, buttando le ceneri in un'ideale Geenna rappresentata da uno zerbino presente all'ingresso di un sexy shop. Sheila (ricordiamo che fu anche la vocalist dei Sex Devotion), richiede quindi che i libri di testo e altri materiali didattici annoverino i contributi culturali e sociali di gay, lesbiche, bisessuali e transgender. La querula proposta-queer, inoltre, proibirebbe dai testi qualsiasi critica all'orientamento sessuale di checchessia. La legge corrente si esprime già nei confronti delle allusioni negative rispetto alla razza, alla religione, al genere e alle disabilità.

Domande:

Avete mai letto in un'antologia letteraria robe come "...quelle checche isteriche di Rimbaud e Verlaine"?

Avete mai pensato che sottolineare l'orientamento sessuale di un qualche personaggio storico possa avere una qualche rilevanza in un testo scolastico? "...Napoleone Bonaparte, da bravo etero, si ingroppava Giuseppina Beauharnais, ma figli nisba."  

Quale sarà la recondita armonia del progetto legislativo della Kuehl?

Lustratevi gli occhi con questa lista di gay storici (non mancano i pedofili), all'interno della quale l'archivista capo di questo imponente elenco di vere e proprie sex machine della cultura, si lamenta della carenza delle minzion d'onore, da parte delle fonti biografiche, legate alle prodezze di letto. Troverete gay improbabili, infilati in elenco soltanto perché scoperti in possesso di una qualche poesiucola dal vago sapore "omoerotico", come se la poesia non fosse un mezzo per traslare il linguaggio e renderlo universale, ma solo un banale ricettacolo di intime confessioncelle.

Ah, beccato anche Pessoa: pare che uno dei suoi eteronimi, Alvaro de Campos, corresse dietro a creature non proprio glabre e leggiadre. Mi chiedo perché l'icona gay sia Pessoa e non l'eteronimo, ma vai a spiegare a costoro che i suoi eteronimi ne combinavano di ogni.

Beh, comunque sia, anche gli omofobi leggono la Yourcenar e la passano ai loro figlioli, nei cui libri di storia, ai capitoli contemporanei, si legge abbastanza bene e anche senza lenti per la presbiopia, della rivoluzione sessuale e del contributo del movimento gay...   Ma, tornando alla lista, di Cadinot Jean-Daniel, qual è il contributo culturale? Church John, chi era costui? E il maccartista Cohn Roy? Beh, io alla D ho smesso, avevo il modem che russava.

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