Il piano sequenza è una tecnica cinematografica che riprende in continuo una scena senza interruzioni: è la tecnica che è stata usata più di frequente nei diversi filmati girati nei campi di sterminio, e non è falsificabile. Fra le riprese di questo tipo che più ricordo, ce n'era una che ti spalancava lo sguardo su una fossa comune, che in realtà era un abisso. In ogni senso.

¿Y Tú Qué Has Hecho?
Tu cosa ne farai? Dice la canzone. Io dell'irrinunciabile buona battaglia ne farò qualcosa di più decoroso. Sono le battaglie in patria che non farò mai più, lo ribadisco, dal momento che non c'è unità di intenti. Sottopongo quindi il seguente appello a chi, come me, non appartiene alla schiera di quelli che l'aborto non lo praticherebbero mai, ma che non possono impedirlo agli altri. Quelli che si barcamenano, insomma, e che professano la teoria del piede in due scarpe; beh, qualcuno li ha definiti strepitosamente e meglio di me. Io li ho mollati, staranno più larghi. Astenersi perditempo, quindi (e detto in questa circostanza risulta un'ovvietà), il tempo lo occupassero a mettersi in contatto coi loro neuroni.
Heartbeat (returning to the womb)
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"Nel mondo degli orchi l'infanzia sia guerriera"
Innocenti straziati, oggi come duemila anni fa. Un augurio paradossale : in tempi di tenebra forse è meglio nascere da un uovo.
Pericolo di vita è in ogni nascita, rissa tra lo spazio materno che espelle a contrazioni e la creatura spinta che non vuole scaraventarsi fuori. Lei sa solo che quella madre stanza la sta sfrattando e che all'uscita l'afferrano mani con attrezzi. La sua pelle lisciata dal liquido amniotico diventa un càmice di sangue. Quanto più calmo e giusto è nascere da un uovo. Stare covato al tiepido, poi lentamente scorgere luce dietro il guscio e decidere da sé il momento, bussando con il becco per uscire. Che perfezione nascere da un uovo. A noi fin dall'inizio spetta il corpo a corpo con la morte. L'infanzia che si affaccia alla luce dev'essere guerriera, pronta a battersi contro un mondo di orchi. La insidiano le mine a forma di giocattolo, i rapinatori di organi, gli sfruttatori della prostituzione minorile, i reclutatori di soldati bambini, uno sciame di nemici sconosciuti. I cuccioli partoriti da donna nascono all'arrembaggio dei pericoli, il mondo è una padella in cui friggere vivi. Quello di cui si rinnova il tempo di festeggiare la venuta al mondo, riuscì appena a scampare a una macellazione di bambini, compiuta per cercarlo e cancellarlo. E l'aiuto di un angelo in sogno a suo padre fu salvezza, ma pure il più sfacciato privilegio: lui solo al riparo e nessun altro angelo ad avvertire in giro, a spargere la voce di scappare. Unica vita buona è quella di grembo, nove mesi per passare da pesciolino a figlio, prima di uscire al setaccio del caso, che ti fa nascere coccolato dalle merendine qui da noi, oppure in mezzo al mare su un barcone stracolmo di viandanti. A volte neppure quelli, i nove mesi: strappato dalla stanza da un ferro che viene a estrarti vivo nella tana come il pescatore fa col polpo. "Da prima che ti formerò nel ventre, ti ho conosciuto", dice la voce a Geremia profeta. "Il mio embrione hanno visto i tuoi occhi", dice Davide al suo creatore (Salmo 139, 16). Fin da quel bruscolino, la vita è intera e iscritta nel registro. Benvenuti a Natale, voi che state spuntando a calci fuori da una placenta, benvenuti alla sorte che vi ha dato il regalo strepitoso di nascere e con la stessa faccia ve lo toglie. Siate clandestini, nascondetevi, fatevi pure allevare dai lupi che allattano anche cuccioli di uomo e non gettano figli al cassonetto. La prossima volta vi auguro di nascere da un uovo.
Luoghi dell'infinito - Dicembre 2004
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Solidarietà ai familiari delle vittime di Nassiria. Oggi uno dei loro figli ha giustamente alzato la voce, poiché stufo della propaganda nazista che indossa le magliette rosse e viene fatta circolare liberamente sulle nostre strade nascondendosi dietro il dito della Palestina (Roma, 18.02.2006, Manifestazione Nazionale "Sinistra per la Palestina" organizzata dal Forum Palestina Libera), gridando, a distanza di tre anni, lo stesso slogan che identifica i numerosi accoliti della sinistra come feccia: "dieci, cento, mille Nassiria": robe da maiali e per le quali dobbiamo essere grati allo spirito democratico che contraddistingue la nostra sbrindellata civiltà. Peccato che a questa marmaglia fognaria riesca facile adontarsi solo per le vignette che feriscono così duramente l'irrequieto popolo islamico, ed è lampante, visto che ne imitano le scomposte gesta bruciando a Roma le bandiere americana e israeliana, che la loro prona educazione da ottusi baciapile non gli permetta di riconoscere le lesioni di altri.
Questa è l'Unione, macchiette vendute al miglior debosciato, basta che gli garantisca il voto.