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Di cultura & società con tanto di colonna sonora. Come a dire: canta che ti passa. (dopo avermi letto canticchierete tutto il giorno)

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odi et amo
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"Senza l’imperialismo del concetto, la musica avrebbe preso il posto della filosofia: sarebbe stato il paradiso dell’evidenza inesprimibile, un’epidemia di estasi." E. M. Cioran
"L'inferno è pieno di amanti della musica." G. B. Shaw
"Là dove si arresta il potere delle parole, comincia la musica." R. Wagner
"Disprezzo dal più profondo del cuore chi può con piacere marciare in rango e formazione dietro una musica." A. Einstein
"Il suono di una risata mi è sembrato sempre la musica più civile dell'universo." P. Ustinov
"C'è un famoso detto classico, ormai divenuto proverbiale, secondo cui l'uomo "che non ha musica in sé" o è un asceta o una bestia." Gandhi
"L'uomo è un essere che fa rumore, cattiva musica e lascia abbaiare il cane. Solo qualche rara volta sta zitto, ma allora è morto." K. Tucholsky
"Quando sei stato usato come strumento, non aspettare che finisca la canzone." S. J. Lec
"Si dovrebbe, almeno ogni giorno, ascoltare qualche canzone, leggere una bella poesia, vedere un bel quadro, e, se possibile, dire qualche parola ragionevole." W. Goethe
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domenica, 29 ottobre 2006,ore 20:30

Like A Rolling Stone

A proposito di pietre vaganti, l'ateo e il caro cristiano che esortano me cattolica ad apprezzare i pilastri dell'Islam, non foss'altro che nel Corano sono contenuti pure Gesù, Giuseppe e Maria (contenuti dei quali parlerò in seguito), mi fanno sbellicare.
Mi astrologo ogni giorno su quali siano le cose che possiamo condividere.
Qualcuno potrebbe essere portato a rispondere: Dio!
Ma le cose stanno così:
"La ragione è un dono di Dio che non può essere al di sopra di Dio. Questo è il punto centrale di Ibn Hazm; un punto che è stato parafrasato in forma mutilata dalle dotte fonti di Benedetto XVI. Ibn Hazm, come i teologi Ashariti con i quali spesso polemizzava, insisteva sull’assoluta libertà dell’agire di Dio. In ogni caso Ibn Hazm riconosceva, come molti altri teologi musulmani, che Dio sceglie liberamente, nella sua compassione verso le sue creature, di agire ragionevolmente in coerenza con se stesso, così che noi possiamo usare la nostra ragione per allineare noi stessi alla guida e agli ordini di Dio.
Ibn Hazm, come molti altri teologi musulmani, teneva fermo che Dio non è esternamente vincolato da niente, nemmeno dalla ragione. Comunque, in nessun punto Ibn Hazm sostiene che Dio non impegna se stesso liberamente e non onora questo suo impegno. Questo divino libero autoimpegnarsi è detto nel Corano ‘kataba rabukum ala nafsihi al-Rahma’ (il tuo Dio ha impegnato se stesso alla compassione). La ragione non deve essere al di sopra di Dio, né essere esternamente normativa per lui. Può essere normativa solo per grazia di Dio, a motivo del libero impegnarsi di Dio stesso ad agire in coerenza con sé.
Per credere in quest’ultima proposizione non c’è bisogno di essere irrazionali o irragionevoli, con un Dio irrazionale o bizzarro! Il contrasto tra cristianesimo e islam su questa base non solo è ingiusto, ma anche equivoco. Non c’è dubbio che il papa si sforzi di convincere una università laica che la teologia ha un posto in un contesto basato sulla ragione. Tuttavia, questo non dovrebbe arrivare fino al punto di assoggettare Dio a una ragione che lo vincoli dall’esterno. La maggior parte dei grandi teologi cristiani, compreso l’amante della ragione Tommaso d’Aquino, non hanno mai posto la ragione al di sopra di Dio.
Aref Ali Nayed (teologo musulmano)

Sì, è vero San Tommaso non l'ha mai fatto di porre la ragione al di sopra di Dio, né tantomeno il Papa. Indovinate dove risiede la ragione?
Per il Dio dell'Islam, piuttosto, sembra che questa ragione vada tenuta a debita distanza, al massimo sotto i piedi ad uso e consumo della sua clemenza.
Dio, qui, sembra essere persino al di sopra della sua essenza.
Un Dio al di sopra persino di Dio.

E allora io dico: no grazie. E a quelli che non sanno leggere dico: studiate!
Cosa possiamo condividere, dunque? Io avevo rilanciato: Logos!
Ma invece ciccia.
Mi si bacchetta, invero: chi sono io per pretendere d'imporre "la mia concezione di Dio"?
Tu non puoi pretendere di imporre all'altro la tua concezione di Dio, la tua cultura, nè puoi pretendere che l'altro segua il tuo stesso processo storico. La tolleranza non è appiccicare all'altro la propria ideologia nè la propria filosofia, ma rispettarlo e soprattutto non giudicarlo secondo quelli che sono i propri parametri.
A me che i Musulmani pensino o meno che Dio sia Logos, può importare poco o nulla: sono sofismi da professori universitari...il 90% dei fedeli Musulmani non saprebbe neanche di che si sta parlando. Anche se ne parlassi a mia nonna, cattolica integerrima, di un Dio Logos, lei secondo te, ci capirebbe qualcosa? Quello che non capite,è che quello che manca a molti stati islamici non è questa concezione di Dio (che farebbe solo la fortuna di pochi filosofi) ma un serio processo di laicizzazione. Se oggi, generalmente, in Occidente non ci sono più episodi di integralismo religioso, non ci sono più lapidazioni, non lo dobbiamo certo alla Chiesa e ai suoi millenari sforzi di capire che Dio è Logos (e che di fatto le hanno fatto perdere un pò di tempo, dal momento che oggi è quasi completamente fuori dalle dinamiche del mondo occidentale, che ne dici?):il processo di laicizzazione che alla fine ha fatto bene anche alla Chiesa ha ben altri protagonisti.
Questo processo nei paesi islamici è lento ma si è avviato e noi dobbiamo favorirlo, sostenerlo e di sicuro la vostra linea di comportamento, se venisse adottata, porterebbe solo ad un isolamento delle forze moderate e a un trionfo di quelle integraliste.
Abbiamo l'esempio di Paesi quali la Turchia, la Tunisia o il Marocco che lentamente si sono avviati sul processo di laicizzazione e altri seguiranno il loro esempio...non mi sembra quindi, detto in soldoni, che tutti gli islamici continuino a praticare lapidazioni. Tra l'altro, se usassimo lo stesso metro di misura, non dovremmo neanche poterci rapportare agli Stati Uniti, ove in alcuni Stati vige ancora la barbarie della pena di morte. O c'è forse qualche differenza tra una lapidazione e una sedia elettrica?
Apostasis (ateo italiano)

La differenza è un'inezia: è quella che passa tra l'arbitrio di giustiziare Jack lo Squartatore e l'arbitrio di giustiziare quella che ha messo un cesto di corna al marito.
Il secondo arbitrio è pure peggio del primo, e non solo perché "l'ha detto Dio".
Fate voi, signori.
Per il resto passo oltre le elucubrazioni da autobus sul Logos, sulla ragione (ditelo alla nonna che "ragione" è più o meno la traduzione corrente).
Ditelo a nonnina e pure a mammà che il logos è robba per filosofi, e chi siamo noi per far filosofia coi babbuini d'oriente e d'occidente che pretendono però di parlare di argomenti, di concetti come Ragione, Verità, Fede, Legge???

Già, chi siamo noi per? me lo chiedo anche io. 
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note
giovedì, 28 settembre 2006,ore 14:28

DISCO INFERNO


Prodi
riferisce in Parlamento sulla vicenda Telecom:

"Per me, in particolare, significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale...
Per me, in particolare, significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale...
Per me, in particolare, significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale...
Per me, in particolare, significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale...
Per me, in particolare, significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale...
Per me, in particolare, significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale...
Per me, in particolare, significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale...
Per me, in particolare, significherebbe sconfessare parte della mia storia professionale..
."

Vai avanti, cretino!
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note
sabato, 16 settembre 2006,ore 23:38

Zombies

 Dar-al-Salame - Ad Alì Babà e ai quaranta ladroni non è piaciuta la lectio papale-papale, e a tutti i vari amici in caffettano è venuto un inusitato (soprattutto mai visto) travaso di bile (foto dell'ira funesta): la clamorosa ignoranza del Papa sul Corano, che è intriso di sante parole di pace in bella evidenza e scritte a caratteri cubitali, è... clamorosa.
A fugare ogni dubbio teologico ed ermeneutico viene gentilmente porta a chiunque sappia recitare il Santo Rosario una bella fatwa mortuaria da parte del turbato mondo in turbante. A reclamare le scuse pontificie una folla di sventrapapere, lapidatori di ragazzine stuprate, bruciabandiere, tagliagole, aspiranti shaid con tanto di mamme intabarrate al seguito, capitanata da compunti (ma un tantino piccati) Talebani, un tempo noti come paciosi paciocconi.
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